Altimetria Bolsena - Montefiascone Via FrancigenaDopo la breve tappa breve di ieri, oggi ce ne aspetta una ancora più corta. Soltanto 18,5 km ci separano dalla nostra méta odierna: Montefiascone. Abbiamo quindi la possibilità di dormire beatamente per recuperare le forze perdute in questi giorni. Dopo esserci alzati usciamo per fare (l’immancabile) colazione nel centro di Bolsena e ci fermiamo anche a fare rifornimenti ad un ortofrutta in Piazza Matteotti. Siamo riposati, carichi di cibo e con tanta voglia di arrivare a Montefiascone. Non resta altro che iniziare a camminare.

Tanti saluti a Bolsena

L’orologio segna le 9:00 e noi siamo pronti a partire. Salutiamo le ragazze tedesche che oggi si prendono un giorno di pausa dal cammino. Una di loro ha dolore ad una gamba, quindi le altre ne approfitteranno per fare le turiste e visitare la vicina e splendida Civita di Bagnoregio. Noi abbiamo avuto occasione di visitarla alcuni anni fa ed è una vera chicca. Per raggiungerla si deve attraversare una passerella, percorribile solo a piedi. Civita di Bagnoregio è conosciuta anche come “la città che muore” perché purtroppo la città sta franando e si teme che fra alcuni altri sarà inevitabilmente scomparsa. Quindi chi ancora non l’ha mai visitata faccia come le tedesche, e alla svelta!

Civita di Bagnoregio

Una foto della nostra visita qualche anno fa. Pensare che un giorno tutto questo scomparirà ci fa piangere il cuore.

La Francigena verso Montefiascone, fra campi e boschi

Appena usciti dal centro abitato il percorso ci porta su una tranquilla strada di campagna e dopo un paio di chilometri ci addentriamo nel bosco. Le alte piante non nascondono del tutto la vista del lago, che di tanto in tanto si lascia intravedere ed ammirare.

Via Francigena Bolsena - Montefiascone

Oggi è una bellissima giornata di sole ed i colori risplendono. Anche il bosco in sé ha tanto da mostrare, completamente tappezzato di ciclamini in piena fioritura. Il verde delle piante, che sfuma nel giallo autunnale e si mescola perfettamente con il rosa dei fiori, è una vera meraviglia! All’interno del bosco non mancano nemmeno tavolini e cestini dei rifiuti (che non è una cosa scontata) che più di una volta si trasformano in perfetti Punti Sosta per pellegrini (e non) con fontanelle di acqua freschissima. Sembra vogliano invitarci a sederci per goderci la pace del luogo e noi non ce lo facciamo ripetere due volte.

Ciclamini Via Francigena Bolsena - Montefiascone

Tanti, bellissimi ciclamini

Punto Sosta Via Francigena Bolsena - Montefiascone

Anche oggi siamo un bello squadrone!

Le due varianti nel bosco

Abbiamo già percorso 9 km ed il percorso continua ad emozionarci con la vista del Lago di Bolsena al riparo delle alte fronde del bosco. Adesso a farci compagnia e per far riposare ancor di più i sensi c’è anche un fiumiciattolo che dà vita a numerose piccole cascate. La prima parte della tappa di oggi non è per niente stancante ed usiamo quasi tutti i sensi per godere appieno di quello che la natura ha da offrirci. Ad un certo punto due segnali della Via Francigena (un cartello ed una scritta a vernice su di una roccia) ci fanno risvegliare dal dolce torpore per darci la possibilità di scegliere tra uno di questi due percorsi. Per provarli entrambi decidiamo di dividerci: noi due, i due ragazzi bresciani e Silvia “seguiremo” la roccia, mentre Stefania e Antonio il cartello.

La Roccia

È il percorso più breve, ma leggermente più difficile. La segnaletica è un po’ nascosta e si deve prestare attenzione. Inizia subito con una discesa dove le pietre fungono da gradini che ci fa ritrovare proprio di fronte al corso d’acqua che fino ad ora avevamo solo ascoltato. Qui non ci sono scuse: bisogna guadarlo mettendo i piedi su dei piccoli sassi depositati sul fondo (ed è quindi molto facile bagnarsi le scarpe). Attraversato il fiume e risalita una ripida ma breve salita il bosco finisce ed il tratto di strada prosegue su un bellissimo tratto dell’Antica Cassia, rimasta lì da chissà quanto tempo. Mentre ci camminiamo sopra pensiamo a quanti carri e personaggi storici abbiano calpestato le pietre che adesso sono sotto i nostri piedi. Immancabili le viste sul lago che rendono tutto a dir poco incredibile.

Via Francigena Bolsena - Montefiascone

Il peggio per Fiammetta è già passato

Antica Cassia Via Francigena

L’originale Antica Cassia, e questa tappa non smette di stupirci

Bolsena - Montefiascone Via Francigena

Ed il Lago è sempre lì, a farci emozionare ogni qualvolta lo vogliamo

Il Cartello

Percorso più lungo, ma anche più facile. L’esatto contrario de “La Roccia”, dato che con questo si comincia piano piano a salire fino ad uscire completamente dal bosco. Prima di uscire vi aspetta però il bacino di acqua dove il ruscello sfocia in una splendida cascata. Adesso che non ci sono più alberi il paesaggio si trasforma in una collina sapientemente coltivata a vigneti e olivi. Sullo sfondo, neanche a dirlo, c’è sempre lui, il lago. Essendo ad un’altitudine maggiore del percorso scelto da noi la vista è completamente differente.

Bolsena - Montefiascone Via Francigena

Stefania sull’incredibile cascata

Bolsena - Montefiascone Via Francigena

Nel percorso fatto da Stafania si trova anche della buonissima uva

Difficile scegliere, lo sappiamo, ma possiamo dirvi che sono entrambi belli allo stesso modo. Per chi ne avesse voglia niente vieta di farli entrambi. Comunque i due percorsi si ricongiungono alcuni chilometri più avanti in corrispondenza dell’incrocio che conduce alla Quercia del Pellegrino. Non essendo sulla strada che dobbiamo fare proviamo anche a raggiungerla questa Quercia, dove dovrebbe esserci anche dell’acqua, ma quando, dopo 15 minuti di cammino, non vediamo ancora la fine decidiamo di desistere e riprendere il normale percorso.

Cartello Roma Via Francigena

Scusi, per Roma?

Il percorso si fa duro

Adesso che siamo nuovamente tutti e sette possiamo riprendere insieme l’ultima ora e mezzo di cammino. La tappa di oggi, dopo il primo tratto molto semplice, inizia a salire e si trasforma in un percorso abbastanza impegnativo. A metà salita si trova la “Fontana del Sambuco” che potrebbe dissetarci. Peccato che non funzioni, e forse anche da tanto tempo a giudicare dal colore verde dell’acqua dentro la vasca. Quindi ATTENZIONE: dopo la sosta nel bosco non troverete altre fontanelle! Niente però ci vieta di riposarci sulle panchine attorno alla ex-fontanella. Il percorso continua a salire fra strade di campagna che piano piano lasciano spazio ad un numero sempre maggiore di case. Entriamo nella periferia della città, ed adesso la fine della tappa è a soltanto 2 km. Distanza, però, da percorrere tutta in salita.

Vista Montefiascone Via Francigena

Montefiascone stiamo arrivando!

Fontana del Sambuco Via Francigena Bolsena - Montefiascone

Qualcosa ci dice che la Fontana del Sambuco è parecchio che non funziona

100 km a Roma

Manca poco all’arrivo ma la periferia di Montefiascone non sorprende di certo per la sua bellezza. Per fortuna un “meraviglioso” segnale ci fa risplendere il sorriso. Davanti a noi, lungo il marciapiede della Nuova Cassia, si trova una pietra miliare con su scritto 100. Al principio non capiamo ma poco dopo tutto ci è più chiaro: siamo a 100 km da Roma! O più precisamente dalla Tomba di Pietro in Città del Vaticano, punto di arrivo della Via Francigena. Ne abbiamo macinati tanti di chilometri e sapere che il nostro traguardo finale si sta avvicinando fa uno strano effetto. Inoltre in corrispondenza della pietra (salendo invece che continuare sul marciapiede) si erge la “Parrocchia Corpus Domini” dove, oltre che celebrare i “pochi” chilometri mancanti, è possibile anche ricevere un bel timbro dei 100 km” sulla credenziale.

Cartello 100 km a Roma Via Francigena Montefiascone

Il cartello celebrativo che troverete davanti alla Chiesa

L’arrivo a Montefiascone

Dopo questa piacevole sosta ripartiamo per gli ultimi chilometri che ci separano dall’alloggio di oggi. La salita si fa ancora più tosta ma poco dopo stiamo già entrando a Montefiascone e il piccolo centro storico si presenta subito con un bel biglietto da visita. Una lunga via che sfocia nella piazza centrale del paese, delineata da edifici storici di una bellezza fuori dall’ordinario. Dalla strada principale nascono anche varie vie più piccole ma sempre con lo stesso fascino. Noi dobbiamo entrare in una di queste per raggiungere l’ospitale ed adesso orientarsi diventa un po’ più complicato senza i cartelli (a cui ci siamo tanto abituati) che ci guidano. Quasi ci dimenticavamo che abbiamo un cellulare con internet.

Dove dormire (forse)

Arriviamo abbastanza provati fino alle porte dell’alloggio scelto per stanotte, il Monastero di San Pietro delle suore Benedettine del Santissimo Sacramento. Purtroppo anche qui si verificano alcuni problemi. Nonostante la prenotazione le suore ci chiedono più volte se siamo sicuri di alloggiare da loro, quasi come se volessero mandarci via. Siamo troppo stanchi per metterci alla ricerca di un altro alloggio e comunque non ne capiamo il motivo e quindi continuiamo ad insistere per restare. Otteniamo così un posto letto per 12€ (che scopriremo poi diventare, in alcuni casi, 15€ se si è stranieri. Noi testimoni.) per un materasso ed un cuscino. Stavolta però abbiamo la biancheria usa e getta della tappa precedente. Quando abbiamo prenotato per telefono ci era stato detto che c’era l’uso cucina, ma appena arrivati ci dicono che non c’è il gas e perciò la cucina rimane una stanza d’arredo. C’è comunque la possibilità di cenare all’interno del monastero per 25€ (perché per loro il gas c’è). Ah, il Monastero chiude alle 21:00, chi è fuori dopo quell’ora resta fuori. Non vogliamo certo polemizzare perché quando si viene accolti non si possono avanzare pretese ma l’atteggiamento di scortesia e non accoglienza è una cosa che noi non concepiamo e non condividiamo affatto. Come non concepiamo che che a qualcuno venga richiesta una cifra superiore. Siamo abbastanza esterrefatti, ma non vediamo l’ora di posare gli zaini e girovagare per il centro, così mettiamo da parte la delusione e ci incamminiamo verso la via principale, Corso Cavour.

Montefiascone all'alba

Il mattino dopo (all’alba) scopriremo che dalla finestra del bagno dell’ospitale si ha questa vista.

Cosa vedere a Montefiascone

Il centro è quello tipico dei paesini medievali dove ci si puo’ fermare ad ogni vicolo per ammirare un diverso scorcio. Montefiascone ha tuttavia anche una punta di diamante che è da vedere assolutamente. Stiamo parlando del giardino della Rocca dei Papi”, situato nel punto più alto del paese e dal quale si ha una visuale di quasi 360° sul panorama circostante. Da una parte splende il Lago di Bolsena e dall’altro le sconfinate vallate della Tuscia viterbese. Ci piace soprattutto lo scorcio sulla maestosa cupola della Cattedrale di Santa Margherita, una fra le più grandi d’Italia. Vi consigliamo vivamente di visitare il posto il giorno stesso del vostro arrivo, anche se l’indomani mattina la Francigena passerà nuovamente di lì. Vi diciamo questo poiché la vista è così bella che un’ora vi passerà in un secondo e poi soltanto la sera c’è una cosa chiamata tramonto sul lago.

Cattedrale di Santa Margherita Montefiascone

Una vista spettacolare, un’altalena ed il cuore si sente così leggero…

Per chi volesse una vista completa a 360° è possibile accedere (pagando un biglietto di ingresso di 4,00 €) alla splendida Rocca dei Papi”.  Questa Rocca fortificata era il luogo ideale per i papi che dovevano trovare rifugio dopo essere fuggiti da Roma a causa di assedi o altro. Un altro punto dal quale potrete godere di una vista totale è la “Torre del Pellegrino”. Noi siamo arrivati per l’orario di chiusura e quindi ci siamo “accontentati” di goderci il panorama dal bellissimo giardino antistante la Rocca. Ci troviamo in un luogo veramente magico e sta per diventarlo ancora di più dato che il sole sta iniziando a tramontare…

Rocca dei Papi Montefiascone

Non essendo entrati dentro questa è la foto migliore della “Rocca dei Papi”. A detta di molti dentro è di una bellezza unica.

Tramonto lago di Bolsena da Rocca dei Papi Montefiascone

“Concludere in bellezza la giornata” crediamo si riferisse proprio a questo

Tramonto lago di Bolsena da Rocca dei Papi Montefiascone

Ora capite perché la mattina dopo non avrà lo stesso gusto? Imperdibile!

La nostra cena a Montefiascone a base di “Est! Est!! Est!!!”

Lasciato il giardino della Rocca, che chiude subito dopo il tramonto, riscendiamo verso Piazza Vittorio Emanuele, dove, presi dai brontolii di stomaco, ci fermiamo al Bar “Milioni” per un aperitivo. Ci mettiamo seduti fuori ed insieme ai nostri cocktail e bicchieri di “Est! Est!! Est!!!” (il vino tipico di Montefiascone) arrivano anche deliziosi stuzzichini. La cena è servita! Davanti a noi, appeso vicino alla torre dell’orologio, sventola fiero lo striscione “100 km alla Tomba di Pietro”.

Montefiascone è molto conosciuto anche per i suoi vini pregiati, fra i quali il più famoso e senz’ombra di dubbi  l’ Est! Est!! Est!!!”. E come vi avevamo promesso, ecco qui la storia di questo vino bianco tipico della zona. Nel XII secolo un nobile vescovo, grande estimatore di vini, era diretto verso Roma al seguito di Enrico V di Germania. Nel suo viaggio per soddisfare la sua passione si faceva precedere da un servitore che aveva l’incarico di segnare con la parola “EST” (diminutivo di est bonum, cioè è buono”) i luoghi nei quali avrebbe trovato del buon vino. Arrivato a Montefiascone il servitore, assaggiando il vino tipico della zona scrisse esattamente “EST! EST!! EST!!!”. La leggenda vuole che il vescovo, molto d’accordo con il suo servitore nel giudizio, ne bevve talmente tanto che ne morì. Nella chiesa di San Flaviano è possibile tutt’oggi vedere la sua lapide con su scritto in latino: “Per il troppo EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk”

Il Coprifuoco pellegrino

Nemmeno il tempo di finire l’aperitivo che già stanno per scattare le 21:00, ora del rientro per noi “Cenerentoli”. Corriamo così a comprare delle pizze da asporto e ci chiudiamo in convento, sperando che il sonno arrivi presto. Prima di arrivare alla camerata troviamo la cuoca del Monastero che si mostra una persona dolcissima. Dopo averci domandato del nostro cammino è così gentile da regalarci anche della dolcissima uva che nessuno aveva toccato alla cena. Grazie mille, è un dono bello e anche buono! A volte basterebbe così poco per far sentire ben accolta una persona…

Cattedrale di Santa Margherita Montefiascone

Informazioni Utili(ssime)

  • Riserva d’acqua necessaria: 1,5 litri
  • Fontanelle sul percorso:
    – Usciti da Bolsena, nel tratto di bosco, ci sono diverse Fontanelle
    – Usciti dal bosco non ci sono più fontanelle fino a Montefiascone perché la Fontana del Sambuco (a circa una ora da Montefiascone) non è funzionante
  • Ristoro sul percorso: usciti da Bolsena, fino a Montefiascone non c’è alcun punto ristoro. Se però si ha il “pranzo al sacco” i Punti Sosta per fermarsi e consumarlo sono numerosi e tutti molto piacevoli

Ospitalità pellegrina:

  • Monastero di San Pietro, Monache Benedettine (Via Gribaldi, 31)
    12€, uso cucina (Attenzione: quando siamo andati noi per telefono ci hanno confermato l’uso cucina, ma appena arrivati ci hanno detto che il gas non c’era)
    +39 0761 826066
  • Accoglienza Raggio di Sole, Convento dei Cappuccini (Via San Francesco, 3)
    12€ con possibilità di noleggio biancheria e lavatrice a gettoni
    www.cappuccinilazio.com +39 3475900953
  • Istituto Divino Amore (Corso Cavour, 64a)
    +39 0761826089
  • Domus Peregrini (Via Paoletti, 3 – Frazione Pian di Monetto, 3 km dopo Montefiascone)
    Casa privata con possibilità di cena e colazione / Sacco a pelo indispensabile
    A donativo
    +39 338 1838216

Alternative:

  • Airbnb: questo sito offre un’ottima alternativa alle accoglienze pellegrine. Sul sito si puo’ fare la ricerca dell’alloggio cercando sulla mappa, rendendo così più facile selezionare gli alloggi che sono sulla Francigena. Se vi iscrivete seguendo questo link (www.airbnb.it/c/fraise) avrete anche 25€ di sconto sul vostro primo alloggio spendendo più di 65€ (e noi riceveremo 15€ spendibili sul sito…perciò GRAZIE da Tips4tripS!)

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