Alba sul fiume Tambopata

La Selva-ggia Foresta Amazzonica peruviana: da PUERTO MALDONADO alla RISERVA TAMBOPATA

08.06.2016 – 11.06.2016

In questo viaggio ci abbiamo provato già altre volte a raggiungerla, ma sempre senza successo. In Brasile era troppo lontana. In Bolivia i voli costavano troppo (e venivano effettuati solo con aerei ad elica che preferivamo non provare) ed il viaggio in bus lungo la Carretera de la Muerte, invece, lo volevamo proprio evitare. E così eravamo ormai quasi rassegnati a lasciare il Sud America senza aver assaporato nemmeno un minimo l’Amazzonia. Credevamo di doverla lasciare nella nostra lista delle cose da vedere, ma appena arrivati in Perú, per nostra sorpresa, un’altra grande possibilità ci si è presentata. Anche da Cusco è possibile raggiungere la Selva (giungla), ossia la Foresta Amazzonica, e questa volta con un comodissimo autobus fino a Puerto Maldonado. Dovremo sempre percorrere le Ande, ma stavolta la strada non ha la parola Muertenel nome! E allora via, verso un’altra delle Sette Meraviglie del Mondo naturali!

Foresta Amazzonica Tambopata

Da qui non si capisce ma…Siamo riusciti a vedere anche la Foresta Amazzonica!

La Selva Amazzonica del Perù: tre possibilità per visitarla

Il confine est del Perù si perde all’interno della Selva e quest’ultima è così grande che è possibile visitarla partendo da vari punti. Noi vi elenchiamo i più famosi, ossia: Puerto Maldonado, Manu ed Iquitos.

Fra queste opzioni la più semplice da realizzare, scelta anche da noi, è la prima. Raggiungere Puerto Maldonado in bus è molto semplice e da questa piccola cittadina è facile (e meno dispendioso degli altri posti) trovare un tour di più giorni per esplorare l’Amazzonia. Tanto i tour partono a decine tutti i giorni e non avrete problemi a trovarne uno quando arriverete in città (non prenotate da casa, ne va del vostro portafoglio)!
Raggiungere Manu diventa già più complicato. I tour partono direttamente da Cusco e per addentrarsi nella Selva si deve scegliere un tour di almeno 7 giorni. Esistono anche quelli da 4 giorni, ma ve li sconsigliamo. Considerate che solo per percorrere i primi 224 km ci vogliono quasi 9 ore di autobus. Un bel sali-scendi fra le Ande non c’è che dire! Dopo questo viaggetto, si raggiungel’entrata al Parco di Manu, il passo di Acjanacu. Da qui, per vivere un’esperienza più autentica, è necessario navigare lungo il fiume Madre de Dios. Con diversi tipi di imbarcazione si raggiunge Pakitza (il punto finale), con un viaggio complessivo di 11h di spostamenti (solo per l’andata). Abbiamo scartato questo tour poiché, come potrete notare anche voi facendo due calcoli, la maggior parte del tempo è occupata dagli spostamenti. Su 7 giorni 3 sarebbero stati occupati dal viaggio ed il costo totale sarebbe stato molto più alto della nostra scelta finale (si parla di 250-300€ a persona).
Infine l’esperienza migliore e più autentica è rappresentata dal viaggio ad Iquitos. Trovandosi precisamente nel cuore della Selva peruviana è sicuramente più facile vivere un’esperienza unica ed irripetibile. L’unico problema è che Iquitos si raggiunge solo con 2 ore di aereo da Lima (4h 30′ se partite da Cusco) e non prenotando in anticipo il costo dei voli puo’ essere molto, ma molto, elevato. Quindi se scegliete questo tour (che avremmo tanto voluto fare anche noi) ricordatevi di prenotare l’aereo con largo anticipo.

I modi per raggiungere la Foresta Amazzonica dal Perù sono parecchi ma noi uno, per adesso, ne abbiamo provato e quindi solo quello possiamo spiegarvi. Che fate? Venite con noi a Puerto Maldonado?

Riserva Tambopata Amazzonia

Come raggiungere Puerto Maldonado

Puerto Maldonado si trova a 450 km da Cusco, cioè a 45′ di aereo, che diventano 10 ore se si sceglie di percorrere la tratta con un più economico bus (pagato da noi 15€ a testa). Le distanze qua in Perú guardando una mappa possono sembrare brevi, ma si deve sempre tener conto delle Ande che dividono in due il Paese e che spesso e volentieri vanno attraversate. Purtroppo salire e riscendere una montagna fa perdere molto tempo (e qualche anno di vita), quindi, quando è possibile, e trovate un buon prezzo, vi consigliamo di prendere l’aereo anche per gli spostamenti interni. In questo caso, sia che scegliate la strada o il cielo, arriverete molto vicino alla piccola città di Puerto Maldonado, così vicino che dall’aeroporto saranno 20 minuti di taxi e dal terminal degli autobus…uguale!

Informazioni sulla Malaria

Per visitare la Foresta Amazzonica da Puerto Maldonado NON è assolutamente obbligatorio fare la profilassi anti-malarica. Noi non abbiamo dovuto prendere né Malarone né altre medicine; ci siamo limitati coprire molto bene le parti a maggior rischio puntura e ad usare spray anti-zanzare. Per chi fa un tour breve queste poche semplici precauzioni possono bastare. Naturalmente questa situazione puo’ cambiare, anche in base alla stagione, quindi è sempre bene informarsi prima della partenza. Rivolgetevi ad esperti che possano aiutarvi nella scelta della profilassi da seguire.

Che tour contrattare

Anche in questo caso ci siamo informati dettagliatamente sia a Cusco che a Puerto Maldonado per poter scegliere il miglior tour al miglior prezzo. I tour che abbiamo trovato a Cusco avevano in linea generale un prezzo più alto e abbiamo dunque preferito aspettare e contrattarne uno direttamente da Puerto Maldonado. E l’attesa ci ha ripagato. Qui ci sono più agenzie di viaggio che abitanti ed il costo dei tour è di molto inferiore a quello di Cusco, anche se resta sempre molto elevato per quello che hanno da offrire. Dai, vogliamo dirvelo subito: l’esperienza all’interno della Selva di Puerto Maldonado per quanto possa sembrare interessante non ci ha soddisfatto al 100%, anzi…quindi pensateci bene prima di spendere tanti soldini. Per il nostro tour di 2 notti e 3 giorni abbiamo pagato 570 Soles (150€) comprensivi di trasporto per raggiungere la Selva e per muoversi all’interno di essa, ingresso alla Riserva, varie attività (visite, gite in kayak, ecc), una guida, l’alloggio, colazioni, pranzi e cene. Noi abbiamo tirato al massimo il prezzo ma a ripensarci adesso ci sembra sempre troppo esagerato.

Selva…arriviamo!

Come vi avevamo anticipato, per raggiungere l’Amazzonia da Puerto Maldonado abbiamo deciso di spostarci in bus. Abbiamo pagato il biglietto di sola andata 59 Soles a testa (circa 15€) con la compagnia “Exclusiva” per 10 ore di viaggio. Siamo partiti da Cusco di notte, alle 21:00, per risparmiare tempo e soldi per l’alloggio. Anche qui prima della partenza si deve pagare la tassa del terminal di 1,30 Soles (0,30€ cad.). Siamo qua da un mese ma il senso di questa cosa ancora non la capiamo.

Quando il cielo inizia ad albeggiare noi ci svegliamo e scopriamo di essere quasi arrivati. Il panorama fuori dal finestrino è inconfondibile. Niente più montagne, niente più ghiacciai, adesso ovunque ci giriamo si vedono soltanto distese di alberi e alberi e alberi e…alberi. Siamo finalmente nella Foresta Amazzonica!
Mettiamo piede nel terminal di Puerto Maldonado quando il sole è già alto in cielo, ma alle nostre spalle piano piano si stanno avvicinando tante nubi grigie. Appena usciamo dal terminal veniamo assaliti da decine di tassisti che non solo vorrebbero che scegliessimo il loro mezzo, ma anche la destinazione da loro proposta. Chi acconsente riceve uno sconto sul viaggio, ma noi l’ostello lo abbiamo già prenotato e siamo fortunati a trovare il tassista che ci suggerisce proprio quell’opzione, il Tambopata Hostel”. Saliamo sulla sua caratteristica Taxi-moto (più o meno dei Tuk Tuk) ed arriviamo a destinazione poco prima che un violento acquazzone si abbatta su Puerto Maldonado.

Tuk Tuk Puerto Maldonado

Verso l’Amazzonia…e oltre!

Paghiamo per una notte (35 Soles a testa, 9€) ma la nostra camera non è ancora pronta, così ci accomodiamo su un divano e ci riposiamo, chiudendo spesso anche gli occhi. Nell’attesa, già che ci siamo, vengono a spiegarci in cosa consistono i tour nella Selva effettuati dall’ostello e cosa comprendono. Ascoltiamo con attenzione, ma prima di prendere una decisione vogliamo sentire anche la concorrenza. La stanza finalmente è pronta. I letti sono protetti giro giro da grandi zanzariere e sono belli comodi. Fuori ha iniziato a diluviare veramente. Letto comodo + diluvio? Riposo perfetto!

Ci risvegliamo belli freschi e siamo pronti ad esplorare questa città ai confini dell’Amazzonia. Subito a primo impatto ci accorgiamo che Puerto Maldonado oramai è diventata una cittadina molto turistica e che il cemento sta lentamente consumando la Selva e con essa le sue riserve naturali e faunistiche. Come già detto per conoscere la vera Amazzonia ci si dovrebbe addentrare molto di più, ma la nostra scelta resta una buona opzione per chi ha poco tempo (e pochi soldi) e vuole conoscere almeno in parte questo fantastico mondo.
Il primo giorno ce la prendiamo comoda, anche perché non sembra abbia voglia di smettere di piovere. Quindi organizziamo il tour nella Selva e passeggiamo un po’ per il centro. La sera ceneremo in un ristorante Chifa (metà peruviano e metà cinese) che avevamo già provato ad Arequipa. Non siamo noi persone di poca fantasia è solo che a Puerto Maldonado la scelta non è così ampia.

Cosa fare a Puerto Maldonado

Dopo aver contrattato il tour (che a volte porta via un bel po’ di tempo) a Puerto Maldonado ci sono anche altre attività per trascorrere la giornata. Come ad esempio una visita al Mariposario Tambopata, un centro che raccoglie tantissime farfalle (aperto da lunedì a sabato 08/17 e la domenica e festivi 09/17; costo del biglietto 18 Soles, 5€), oppure l’attraversamento del fiume Madre de Dios a piedi…non usando super-poteri, ma semplicemente utilizzando il ponte Billinhurst. Noi ci abbiamo provato mentre pioveva e abbiamo rinunciato quasi subito visto che non si vedeva assolutamente niente, ma nei giorni di sole dicono che la vista sia molto bello. Per lo stesso motivo (acqua a non finire) abbiamo rinunciato anche alla visita del Mirador de la Biodiversidad. In città troverete anche un serpentario, ma ci sentiamo di sconsigliarne la visita. Dalle foto su internet si vede come gli animali siano tenuti in minuscole gabbie e nel cuore della Foresta Amazzonica sarebbe  certamentepiù bello vederli nel loro habitat. Poi noi in generale boicottiamo gli Zoo quindi…non andateci!

Come si svolge il tour nella Selva Amazzonica

Abbiamo preso la nostra decisione. Faremo un tour di 2 notti e 3 giorni con Tarantula Experience pagando la miglior cifra possibile: 570 Soles a testa (circa 150€). Oppure dovremmo dire “Tambopata Tours” visto che la nostra agenzia non avendo abbastanza partecipanti l’indomani ci metterà insieme a loro e con loro faremo il tour.
Tanto per farvi un esempio avevamo contattato “Tambopata Tours” via mail precedentemente ed il prezzo che richiedevano per un tour di 4 notti e 3 giorni era di ben 440 dollari o 1.320 Soles a persona (circa 350€) contro i nostri 150€ per un giorno in meno. Questo solo per confermarvi per l’ennesima volta che prenotare in anticipo non conviene. Ma proprio per niente! Il prezzo da noi pagato include trasporto per raggiungere la Selva e per muoversi all’interno di essa, ingresso alla Riserva, varie attività (visite, gite in kayak, ecc), una guida, l’alloggio, colazioni, pranzi e cene. A sentir parlare loro le attrazioni che andremo a fare sembrano la cosa più bella del Pianeta…vediamo se saranno all’altezza delle aspettative! Attenzione: snack e bibite al di fuori dei pasti non sono inclusi ed è meglio partire con qualche scorta visti i prezzi in loco. Altre cose importanti da non dimenticare? Un’impermeabile, scarpe possibilmente impermeabili (in caso estremo gli stivali ve li presta l’agenzia), spray anti-zanzare ed una torcia. Ah, e tanta pazienza!

Percorso Riserva Tambopata

Entrate con noi nella Selva peruviana

L’entrata nella Riserva Tambopata e il Lago Sandoval

La mattina, questa volta ad un orario più umano (verso le 08:30), una 4×4 passa a prenderci all’ostello e ci dirigiamo subito all’agenzia (la “Tambopata Tours”). Dopo alcune formalità, la scelta degli stivali, ed indicazioni varie si parte per raggiungere una barchetta che ci aspetta lungo il fiume Madre de Dios, l’imponente fiume che attraversa l’Amazzonia peruviana. L’imbarcazione inizia la sua “corsa” verso la prima sosta di oggi, il lodge che ci ospiterà durante le due notti nella foresta. IlTarantula Eco Hostel è un lodge spartano, ma la vista dal suo interno è spettacolare. Giusto il tempo di lasciare le nostre cose nella nostra camera doppia (munita di elettricità, bagno privato e tenda anti-zanzare sopra il letto) che è già il tempo di fare la prima attività. Molto emozionati per dove ci troviamo risaliamo sulla barca e partiamo. Alla barca ci dovremo abituare perché qui ogni spostamento, anche minimo, va fatto via acqua. Dopo un medio/lungo tragitto arriviamo al vero e proprio ingresso della Reserva Nacional Tambopata. Wow!

In viaggio verso Tambopata

Tarantula Eco Hostel Riserva Tambopata

Come primo approccio con il tour diremo perfetto, guardate che spettacolo!

Entrata Riserva Tambopata

Siamo ufficialmente dentro una delle Sette meraviglie del Mondo naturali

Iniziamo a camminare in un sentiero ben tracciato, ma pur sempre in mezzo alla natura selvaggia, ascoltando le spiegazioni della nostra guida (a bassa voce per non spaventare gli animali) e dopo pochi minuti iniziamo ad avvistare i primi gruppi di scimmie. Ma gli animali non sono l’unica attrazione qui. Liane che sembrano di ferro, alberi alti decine e decine di metri, insetti dalle forme più strambe e frutti mai visti prima ci intrattengono lungo la passeggiata verso il lago Sandoval. È tutto così affascinante!

Scimmie nell'Amazzonia peruviana

Ehi, ehi, la nostra prima scimmia amazzonica!

Alberi Riserva Tambopata

Incontrerete anche degli stranissimi arbusti…

Strane liane nella Riserva Tambopata

…e liane ancor più bizzarre…

Alberi secolari Riserva Tambopata

…per non parlare dei giganteschi alberi!

La camminata dura quasi un’ora e mezza e dopo i primi sbalordimenti il resto del percorso sembra tutto molto simile. Finalmente arriviamo a destinazione. Qui una barchetta ancora più piccola ci aspetta per attraversare il Lago Sandoval. Una volta a bordo il paesaggio cambia drasticamente e dai fitti alberi passiamo ad un’acqua marron-verdastra circondata da una fitta vegetazione. Sembra di essere proprio in un film!
Le sorprese non sono finite. Mentre la nostra guida ci pagaia lentamente intorno al lago riusciamo ad avvistare tante specie diverse di uccelli tropicali, altre simpatiche scimmie dai diversi colori ma soprattutto a pochi metri da noi un caimano che sguazza tranquillamente. Come prima attrazione siamo soddisfatti.
Dopo tutti questi avvistamenti è arrivata l’ora del pranzo. Ci fermiamo in un secondo lodge, dove mangiamo un cibo molto particolare servito su grandi foglie. Squisito, ma come porzione potrebbero fare di meglio. Tradotto: ci siamo alzati con una fame incredibile.

Barche amazzoniche Tambopata

Cicogna volante Tambopata lago Sandoval

“Airone che vola su Lago Sandoval”. Stavolta abbiamo scattato al momento giusto.

Caimano Tambopata lago Sandoval

Il ruggito dell’aluatta nera

A pancia semi-piena risaliamo sulla barca “grande” che ci porterà ai piedi di una torretta di avvistamento. La torretta è alta svariati metri, interamente di metallo. Oscilla un po’, ma dalla cima si ha una bella vista sul lago e sulla foresta tutt’intorno. La cosa che più ci impressiona però è un’altra. Come ci era successo in Brasile, nella bellissima Ilha Grande, da qui riusciamo a sentire distintamente il “ruggito” di un maschio di aluatta nera, conosciuta anche come scimmia urlatrice per i suoni alla Jurassic Park che emette dalla sua bocca. Guardare un video su internet per credere. Da brivido…ma anche molto bello da sentire dal vivo.

Torre d'osservazione Riserva Tambopata

Fatevi bastare la torre che la vista da sopra non vi farà strappare i capelli

È ormai ora di rientrare al Tarantula Eco Hostel dove ci aspettano un po’ di relax e la nostra cena. Usciamo dalla camera che è notte. Ci dirigiamo verso la “sala da pranzo” del lodge e ci accorgiamo che tutto intorno a noi si sta risvegliando un mondo, il mondo degli animali notturni. Per adesso possiamo solo ascoltare (anche perché non si vede a due metri) ma dopo cena ci hanno promesso di portarci a spasso per la giungla.

Barca Riserva Tambopata

Ciao barchetta, ci vediamo domani.

Seduti a tavola scopriamo che stasera la cena sarà cucinata da due ragazzi italiani venuti qua non in veste di turisti ma di lavoratori. Solo sentire cucina e italiani insieme ci rincuora molto. È il loro primo giorno di lavoro al lodge e ci sfornano una mega piattata di carbonara che basterebbe per un battaglione. Che bellezza! Gli organizzatori del tour però non la pensano come noi e infatti questo è stato e sarà  il primo e ultimo giorno da cuochi dei due ragazzi. Ora che il pasto è stato di nostro gradimento siamo pronti per addentrarci nella “spaventosa” giungla notturna. Magari quando torniamo due  parole con gli chef italiani possiamo scambiarle…

Selva by Night

Ci muniamo di torcia e cominciamo ad addentrarci nella foresta. La guida ci preannuncia che molto spesso si possono vedere ragni giganti, serpenti velenosi ed insetti difficili da incontrare altrove che escono dai loro nascondigli solo di notte. Il giro non possiamo nascondere che è divertente, insieme alla guida e agli altri del gruppo scherziamo e ridiamo e siamo così galvanizzati che qualsiasi insetto vediamo (anche se normalissimo) ci stupisce. Leo è entrato così nella parte che ne assaggia anche qualcuno. Prima è il turno di minuscole termiti uscite dal loro nido gigante edificato su un tronco d’albero poi, per dessert, ecco una larva bella grassoccia che vive dentro le noci di cocco. I suoi commenti? Le termiti croccanti (ma ce ne vorrebbe una scatola piena per sfamarsi), la larva squisita: quando scoppia in bocca sembra proprio di mangiare una caramella ripiena al cocco (e per non vomitare forse è meglio pensare che sia proprio un dolcetto). Il giro giunge così al termine. Siamo soddisfatti, il tempo è passato bene e dei tanti animali promessi ne vediamo addirittura…zero! La guida dice che siamo stati sfortunati, ma noi puzza di fregatura la sentivamo già da un po’. Andiamo a riposarci va, che domani mattina all’alba ci attende il pezzo forte del tour. Almeno così dice la guida…

Tour notturno Riserva Tambopata

Oddio, un insetto stecco!

Tour notturno Riserva Tambopata

Omamma, una formica grossa quanto una falange!

Tour notturno Riserva Tambopata

Urca, una lumaca di terra!

Tour notturno Riserva Tambopata

Addirittura una specie di grillo! Insomma, animali che a casa non avevamo mai visto, eh?

La Collpa de Guacamayos ed i suoi pappagalli

Alle 4:00 circa ci dobbiamo alzare dal letto e in pochi minuti siamo già sulla nostra barchetta (senza colazione…e qui entrano in gioco gli snack portati da casa!). Al nostro gruppo si aggregano anche i due ragazzi italiani in uscita libera. Ci godiamo un’alba meravigliosa mentre navighiamo il fiume sulla solita barca amazzonica fino a che non raggiungiamo un’enorme parete argillosa. Ci teniamo a debita distanza perché adesso non c’è nessuno, ma tra poco dovrebbe arrivare uno stormo di meravigliosi pappagalli selvaggi dai colori più disparati. Ogni mattina, infatti, questi bellissimi uccelli si recano qui al sorgere del sole per fare colazione. Il motivo? I loro pasti in queste regioni di foreste pluviali molto umide sono composti per lo più da frutta che gli risulta in parte indigesta. L’assunzione di argilla aiuta i pappagalli a riequilibrare la dieta e a procurarsi i sali minerali necessari alla loro alimentazione. Con le barche siamo molto lontani ma la guida tira fuori dal cilindro un binocolo che useremo a turno. L’importante è non fare rumore. Purtroppo di barche ce ne sono anche altre e non c’è proprio un gran silenzio…

Alba sul fiume Tambopata

Svegliarsi presto ci ha fatto scoprire quanto sia bella la Selva all’alba

Ma quasi per magia una ventina di pappagalli sorvolano la nostra testa (mentre emettono forti grida) per poi posarsi sulla parete che tutti stiamo osservando. I versi che emettono, i colori e tutto ciò che ci circonda imprimono nella nostra testa un ricordo fantastico.  Poiché esterrefatti dal momento ma anche perché il nostro obiettivo da fotografi alle prime armi non sarebbe bastato, non scattiamo nessuna foto ma tanto i due italiani (fotografi semi professionisti) ci  promettono di inviarci le foto più belle appena torneranno alla civiltà…quindi a che serve preoccuparsi? Le foto però non ce le hanno mai inviate, quindi non offendeteci (ci abbiamo già pensato noi) ma non abbiamo nemmeno una foto di questo magico momento. Ma se proprio volete farvi un’idea di cosa vi aspetta (casomai foste MOLTO fortunati) guardatevi pure questo video cliccando qui sul testo.

Collpa de Guacamayos nella Riserva Tambopata

Aspettando i pappagalli…per “pochi intimi”

Pappagalli di Collpa de Guacamayos

Scusate ma questa è l’unica foto che siamo riusciti a fargli

Kayak o nativi? Questo è il problema!

Dopo essere tornati al lodge e dopo aver fatto colazione è già ora della prossima avventura. Chi sceglierà come noi il tour di 2 notti si troverà davanti ad un bivio. Giro in Kayak sul Madre de Dios o visita ad un villaggio di nativi? Noi abbiamo scelto la prima opzione, ma della visita ai “nativi” possiamo dirvi che, a quanto detto dai nostri compagni che l’hanno scelta (pentendosene poi amaramente), è una messinscena fatta anche molto male in cui dopo averti accolto con dei costumi comprati su internet ti fanno visitare le capanne dove loro dovrebbero vivere quotidianamente. Infine, ma guarda un po’, si viene invitati a comprare qualche pezzo di artigianato locale. Al solo sentircelo raccontare ci torna a mente la nostra esperienza dagli Uros. Dunque, per noi, a tutto Kayak. Niente di esaltante eh, ma alla fine del percorso “attracchiamo” all’Isola delle Scimmie (Isla de los Monos) dove possiamo almeno provare le nostre prime sabbie mobili. Più provi a liberarti e più vai giù, è tutto vero! Intanto le guide si mettono in costume e si tuffano nell’acqua “cristallina” del fiume chiamando anche noi per raggiungerli. No grazie, abbiamo già avuto sufficienti malattie intestinali in questi mesi.

Pagaiare sul Madre de Dios è emozionante…per i primi 10 minuti però.

Sabbie mobili Isola delle Scimmie Tambopata

Qui non si nota ma queste sono in tutto e per tutto sabbie mobili e c’è da stare parecchio attenti!

Isla de los Monos o Zip-Line? Entrambe no?

Un’abbondante doccia per ripulirsi dalle simpatiche sabbie mobili ed è tempo del misero pranzo al lodge (in cucina è tornato il cuoco peruviano). Nota divertente è la presenza di un ragazzino accanto a noi vestito da Selvaggio ma con in mano un enorme tablet; da oggi sarà Mowgli 2.0! Piccola pausa relax e ci ritroviamo davanti ad una nuova scelta. L’isola delle scimmie da cui ci siamo ripuliti pochi minuti fa o due nuove esperienze sulla Zip-Line e sul ponte sospeso sopra la foresta? Ma anche basta scegliere! Quando abbiamo pagato ci avevano detto che avremmo fatto tutte queste attività e non soltanto la metà! Questa è anche la nostra ultima sera quindi è giunto il momento di imporci. Così dopo aver insistito (TANTO, TANTO e TANTO) riusciamo a convincere la guida a portarci prima alla scoperta dell’Isla de los Monos e poi alle altre due tappe (una vicina all’altra).

Serpente Riserva Tambopata

Dopo pranzo facciamo la conoscenza anche di un bel serpente

Vi starete senz’altro chiedendo perché si chiami Isola delle Scimmie e noi abbiamo la risposta: ha questo nome poiché l’isolotto è abitato da migliaia di scimmie di diverse specie che vivono qua in santa pace. Chi l’avrebbe mai detto! Due domande ci sorgono subito spontanee: «Ma come hanno fatto delle scimmie ad arrivare su di un’isola?» ma soprattutto: «Perché se vivono lì in pace dobbiamo andarle a disturbare?». La prima rimarrà un’incognita mentre per la seconda riceviamo subito una risposta. Prima di addentrarci nell’isola, infatti, dobbiamo nascondere accuratamente tutti gli zaini perché le scimmie amano accaparrarseli e attenzione, ci dice la guida, quando si avvicinano, perché non tutte sono felici di vederci. Per nostra fortuna riusciamo a vederne tantissime e molte non disdegnano di scendere fino a terra per prendere qualche pezzetto di cibo. Per nostra sfortuna però ad un esemplare non stiamo molto simpatici e decide di spaventarci tirandoci addosso un enorme ramo da una bella altezza. Menomale che lo abbiamo evitato. Meglio andarsene?

Isola delle Scimmie Tambopata

Che l’anello mancante tra uomo e scimmia sia proprio un pezzo di platano?

Scimmia Tambopata

Dal muso non tanto felice lui è il principale sospettato per il lancio di oggetti

Il giro che facciamo è quindi relativamente breve anche perché ormai ci preme poter fare anche la Zip-Line. Subito i nostri sogni vengono infranti. Per fare questa attività è già tardi ma, visto che insistiamo notevolmente, se vogliamo possiamo salire sul ponte sospeso ma ad una sola condizione: non c’è tempo per mettersi le protezioni. Lì per lì siamo così contenti della nostra vittoria che quell’ultima parte della frase quasi non la sentiamo.

Ci rendiamo conto di quelle parole quando, scesi sulla terra ferma, ci fanno deviare verso un altro ponte sospeso perché quello che usavano di solito è crollato…arriviamo così sotto all’altro, saliamo le scale per arrivare alla piattaforma (senza protezioni) e davanti a noi, il ponte. Il nostro entusiasmo svanisce in un attimo. Siamo più alti degli alberi intorno e dovremmo raggiungere la parte opposta del percorso (un’altra piattaforma sulla cima di un albero) e tornare indietro camminando su un “ponte” fatto da piccole assi di legno (di cui una buona parte rotte o assenti), tenendoci bene ancorati ai due cavi di acciaio sui lati. Fare quel percorso senza protezioni non è il massimo della sicurezza. Appena tornati sulla piattaforma iniziale le gambe tremano un po’ (e la vista non era neanche chissà cosa) ma siamo sopravvissuti anche a questa!

Lodge Riserva Tambopata

Possiamo lamentarci di tutto, ma i lodge sono uno più bello dell’altro. Questo è quello vicino al Ponte Sospeso.

Vista Ponte Sospeso Riserva Tambopata

La vista dalla cima del Ponte non ci ha fatto venire i brividi

Ponte Sospeso Riserva Tambopata

Cosa che invece è riuscita benissimo al Ponte stesso fatto senza protezioni

Tramonto Fiume Madre de Dios

La foto non è tanto per il tramonto (bello comunque) ma per farvi capire quanto sia vicino il ponte principale della “città” al nostro lodge amazzonico. Come possiamo sentirci immersi nella natura selvaggia?

Arriviamo al lodge che è già buio e ci godiamo l’ultima cena. Il tempo dei litigi non è finito però visto che nel tour da noi pagato era inclusa anche una seconda uscita in notturna per avvistare i caimani. Iniziano così a tirarci fuori le scuse più ignobili per poi venirci a dire che quell’attività l’avevamo fatta la sera prima mentre tornavamo al lodge. Ma quando mai? Appena però li “minacciamo” di lamentarci e richiedere un rimborso all’agenzia una volta rientrati a Puerto Maldonado la guida cambia espressione e ci farà sapere a breve. Nell’attesa chiediamo agli altri se abbiano voglia di venire anche loro e nessuno ci risponde in modo affermativo. Loro sono tutti in fremito per domani dato che al lodge arriverà lo sciamano e farà provare a chi ha pagato 380 Soles (quasi 100€) un’esperienza mistica, l’ayahuasca! E così rimaniamo a parlare di questa cosa con gli altri e quando la guida arriva per dirci che possiamo andare alla ricerca dei caimani a noi non interessa più.

A voi che state leggendo però diciamo: NON FATEVI FREGARE! Purtroppo in Perù è sempre bene far scrivere sulla propria prenotazione tutto quello che viene incluso/non incluso nel tour. Noi molte volte ci siamo lasciati scivolare addosso le “prese in giro” ma più farete questo più loro se ne approfitteranno. Quindi occhio ai furbetti e ogni tanto provate ad alzare la voce, con noi ha sempre funzionato.

L’ayahuasca ed i suoi “tour”

Ma cos’è veramente l’ayahuasca? L’ayahuasca è una potentissima bevanda allucinogena contenente DMT (ossia dimetiltriptamina) ed è una sostanza classificata come uno tra gli stupefacenti più pericolosi al mondo. Ma qua è visto come una cosa “mistica” ed insieme a qualcuno che sappia guidarti (lo sciamano in questo caso) dice che possa farti fare un “viaggio” verso il tuo io più profondo. Ma non ci sono solo pro, se così possiamo definirli, poiché il problema più grande dopo aver ingerito l’ayahuasca è, senza tanti giri di parole, il rischio che uno vomiti o si cachi addosso senza che se ne accorga. Se la cosa vi interessa potrete senz’altro farla nella Selva ma si trovano anche tour in città (per esempio a Cusco) solamente per provare quest’esperienza. Qualunque scegliate  dovete però sapere che non troverete niente al di sotto di 100€.

E così, anche se gli altri compagni di viaggio insistono per farci rimanere lì un altro giorno (il che è possibile, basta pagare la differenza) a noi di provare l’ayahuasca non ce ne importa proprio niente. Però la curiosità resta e chiediamo agli italiani di farci sapere poi come gli è andata. Inutile dirvi che anche il racconto del viaggio mistico ha fatto la stessa fine delle foto. Perciò, quando tutti ormai vanno verso il letto, ci andiamo anche noi, per l’ultima volta dentro la Foresta Amazzonica (per adesso, eh…).

Arrivederci, Selva, Ciao!

Siamo arrivati all’ultimo giorno. Oggi per noi non sono previste attività. Dopo la colazione che consumiamo tutti insieme, solo noi due ci dividiamo dal gruppo. Quest’ultimo invece è già pronto a fare nuove attività. Tutti a tavola ancora parlano della serata che li aspetta e quando andiamo via ci salutano amichevolmente ma con molta fretta. Veniamo così fatti salire in barca e poco dopo attracchiamo al minuscolo molo di Puerto Maldonado città. Qui veniamo caricati su di un taxi (compreso nel tour) che ci accompagnerà direttamente al terminal dei bus di Puerto Maldonado. Avevamo visto che per tornare a Cusco esistono solo pochi bus al giorno ed uno soltanto di mattina quindi non abbiamo nemmeno il tempo di passare dall’agenzia per le lamentele; dobbiamo comprare il biglietto il prima possibile. E così facciamo.

L’unico problema è che stavolta il viaggio di 10 ore (che poi diventeranno 12) in continuo saliscendi per le Ande dobbiamo sorbircelo tutto da svegli: siamo più che riposati per poter dormire. Si parte, siamo pronti per tornare nella civiltà. Ma ci resteremo per poco, abbiamo già una mezza idea di un trekking in mezzo alle montagne più alte del Perú!

Relax nella Riserva Tambopata

Ti ricorderemo così

E quindi?

Tirando le somme possiamo dirvi che l’Amazzonia ci ha emozionato, ma ha anche in parte deluso le nostre aspettative. Puerto Maldonado ormai è diventata troppo turistica, una via di mezzo fra la natura selvaggia ed un misero Zoo. Se avete tempo e soldi a disposizione recatevi quindi ad Iquitos (o ancora meglio in Brasile, a Manaus) per vivere un’esperienza autentica e unica nell’Amazzonia, quella vera.
Ma noi non ci lamentiamo. Puerto Maldonado è stato solo un assaggio. Noi la selva la sognavamo da sempre ed è diventata un sogno concreto quando abbiamo comprato il volo di andata per il Sud America e non volevamo di certo tornare in Italia senza averne almeno sentito il profumo. Ora che abbiamo percepito i suoi odori, toccato la sua essenza, assaporato i suoi frutti e visto con occhi nuovi la natura che ci circonda possiamo dire di averla assaggiata. Però come ci si fa ad accontentare di cotanta bellezza? La voglia di tornarci e visitarla ancora meglio è troppa e prima o poi lo rifaremo!

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