Consigli di viaggio · Sud America

LAS ISLAS FLOTANTES, le case galleggianti degli Uros

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24.05.2016

Stiamo entrando nel 5° mese di vacanza-a-tempo-indeterminato ed è giunto il momento di conoscere il 5° (e sulla nostra tabella di marcia l’ultimo) Paese del viaggio. Fino ad ora per qualunque Stato che abbiamo visitato (Brasile, Argentina, Cile e Bolivia) le nostre aspettative sono sempre state ripagate e addirittura superate. Non immaginavamo certo che i “pericolosi” Brasiliani sarebbero stati così di gran cuore; che l’Argentina fosse così multi-etnica e ricca di cultura, non solo Pampa e Gauchos; che il Cile di cui sapevamo veramente poco fosse così ricco e vario e ci facesse innamorare perdutamente con le sue incredibili bellezze; per non parlare della piccola e povera Bolivia, quello che per noi era uno staterello solo di passaggio si è rivelato essere una piccola bomboniera di folklore e tradizioni. E per il Perù che aspettative avevamo? In poche parole: tutte le cose che abbiamo riportato qua sopra più qualcosina in più.

Ed eccoci al momento della verità. Siamo partiti per raggiungerlo, questo Perù, il Paese sul quale abbiamo le aspettative maggiori. L’abbiamo lasciato appositamente per ultimo per finire con il botto! Macchu Picchu basta a racchiuderle tutte. Secondo voi sarà stato all’altezza?

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Perú, pensaci tu!

Per rispondere a questa fatidica domanda abbiamo iniziato con un luogo affascinante e mistico, tanto unico quanto contraddittorio (come le opinioni che suscita in chi lo visita): “Las Islas Flotantes de los Uros“. Queste isole galleggianti, uniche nel loro genere, vengono costruite dai suoi abitanti con una speciale pianta chiamata Totora che, grazie alle sue incredibili radici, rende le superfici galleggianti e facilmente spostabili. Si narra che gli abitanti vivano tutto l’anno in piccole case erette da loro stessi proprio sulla magica Totora, ma non sappiamo fino a che punto questa sia realtà o finzione. Fra poco vi spiegheremo perché, ma prima capiamo insieme come abbiamo fatte a raggiungerle queste famose isole.

Quello che possiamo dirvi con certezza è: NON PRENOTATE MAI UN TOUR CON TROPPO ANTICIPO, né dall’Italia né dal Sud America! Noi lo abbiamo fatto, spinti dal fatto di voler guadagnare tempo, ma ce ne siamo “amaramente” pentiti. Ci trovavamo sulla bellissima Copacabana e volevamo raggiungere la bianca Arequipa il prima possibile senza però perderci le così tanto rinomate Isole Galleggiantti. Il nostro piano consisteva quindi nel fermarci a Puno (la città dalla quale si raggiungono le isole) solo per poche ore, ripartendo poi subito per la “Ciudad Blanca”. Per fare tutto senza doverci fermare nemmeno una notte da quelle parti (le Islas Flotante si visitano in mezza giornata e Puno è una citta che non attirava la nostra attenzione) ci siamo affidati ad un’agenzia di Copacabana. L’agenzia ha organizzato per noi il tour: partenza dal da Copacabana direzione Puno, dove una guida  ci avrebbe atteso per portarci dagli Uros e poi, tornati nuovamente al terminal di Puno ci avrebbe lasciato al pullman già prenotato per Arequipa. Credevamo di aver fatto la miglior cosa possibile e sopratutto un affarone. Abbiamo però scoperto a nostre spese che avremmo potuto fare bene, anzi meglio, da soli e con tutta calma. E risparmiando anche tanto!

Quindi adesso lo sapete: fate tutto mano a mano, i tour per le isole e i bus per qualsiasi città peruviana sono numerosi e molto frequenti!
Per farvi capire il “pacchetto pacco” dell’agenzia basta fare una semplice sottrazione: 200 bolivianos (quasi 25€) a testa contro i 100 bolivianos del fai-da-te. È vero, non ci hanno di certo portato al lastrico ma tra averli e non averli…
Ah, e poi voi non avete visto nemmeno che razza di mezzo a tante ruote (non ce la sentiamo di definirlo autobus) ci hanno prenotato per arrivare fino ad Arequipa…

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Las Islas Flotantes degli Uros, il personaggio principale di questo articolo

Quindi, per fare da soli, basterà arrivare al terminal di Puno e da lì prendere un economico taxi o un bus che porti all’imbarco per “Las Islas Flotantes” e da lì basterà aspettare la prima barchetta in partenza; ce n’è una dietro l’altra dalle 6:00 di mattina fino alle 16:00. Niente di più facile.

Riprendiamo dal principio: lasciamo Copacabana e la bella Isla del Sol alle 9:00. Tutto il viaggio fino al confine con il Perú lo facciamo costeggiando il Lago Titicaca che oggi sembra più bello del solito. Arrivati alla dogana è tempo di sgranchirsi le gambe: bisogna scendere e procedere alla burocrazia che implica un cambio di Stato. Il nostro pullman è pieno di gente e quindi, prima che tutti abbiano fatto, abbiamo il tempo per scambiare i soldi nella nuova valuta (Nuevo Sol peruviano, finalmente basta pesos) e di farci qualche foto nella nuova Terra.
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All’ora di pranzo ci troviamo a Puno, dove la nostra guida dopo una mezz’ora di attesa si palesa. Mangiamo qualcosa e poi via in taxi (incluso nel Tour) verso il porto vicino dove ci imbarchiamo quasi immediatamente (la barca noi l’avevamo inclusa ma altrimenti costa 10 Soles per uno, 2,60€). In pochi minuti giungiamo a destinazione. Ad aspettarci alle porte del villaggio Uros un bel cartello di benvenuto in lingua “Aimara”. Mmmh, ci sa di posto un tantino turistico.

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Kamisaraki sul nostro Blog!

Appena superato il cartello la guida ci chiede 5 Soles (1,30€) a testa per l’ingresso al centro attraz…,ehm, alle isole, e poco dopo un mondo a parte si apre davanti ai nostri occhi. Turistico o no le isole sono veramente belle da vedere e a prima vista sembra impossibile che possa esistere una cosa del genere. Enormi “balle di fieno” fluttuano sull’acqua del lago Titicaca portandosi sulle spalle numerose persone ed edifici. Le case sono di semplice legno rivestito di Totora (speriamo non arrivi il lupo cattivo a soffiarle via) e viene difficile pensare che gli abitanti possano vivere qui tutto l’anno come le facevano i loro antenati. Ma aldilà della loro veridicità, come già detto, meritano senz’altro una visita.
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Il nostro mezzo acquatico attracca all’isola più vicina (ciascuna barca porta ad un isoletta differente) e nemmeno il tempo di scendere che veniamo accerchiati dagli Uros, l’unico popolo che ha sempre vissuto su queste “terre”. Gli abitanti ci raccontano come vengono costruite le isole e le loro case (dentro queste ultime non hanno né riscaldamento né acqua). Ogni loro parola ci stupisce sempre di più ma a voi evitiamo di raccontarvi il tutto altrimenti il Tour non importa nemmeno che lo facciate.
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Al termine della lezione sugli Uros c’è un momento ludico nel quale è possibile vestirsi con gli abiti tradizionali del luogo e noi senza pensarci due volte ci siamo divertiti come matti a indossarli ed a farci fare le foto insieme agli autoctoni. Sembra sempre più una mera attrazione turistica, dite? Ancora non avete visto niente.

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Ci potrebbero scambiare per Uros senza problemi

Alla fine del simpatico momento le artigiane vi porteranno con loro per mostrarvi i loro ultimi lavori e con molta insistenza quasi vi obbligheranno a comprare qualcosa; noi ci siamo salvati comprando delle collanine niente male per un prezzo molto conveniente, ma a vederle da più vicino non sembrano fatte proprio così artigianalmente. E dopo la compra-vendita? Chi lo desidera puo’ fare un giro su una speciale imbarcazione anch’esse fatte con la Totora con la somiglianza delle scialuppe storiche degli Uros. Sono proprio ganze da vedere e per 10 Soles a persone (2,60 euro) non possiamo dire di no. E poi i soldi vengono utilizzati per l’autofinanziamento del villaggio. Però sì, veramente troppo turistico…

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Il momento in cui si tocca il fondo, però, è proprio quando, prima di partire per il nostro giro con la Totora-Boat le donne del villaggio ci intonano tutte assieme “L’italiano” di Toto Cutugno senza sbagliare (quasi) una parola. Ora le abbiamo proprio viste tutte!

Sul giro in barca iniziamo a parlare con una signora del posto che è lì con noi. La riempiamo di domande se tutto ciò fosse vero o soltanto una mezza finzione e lei, a nostra sensazione molto sincera, dice che sì, loro vivono così tutti i giorni, portano i bambini a scuola a Puno tutti i santi dì e d’inverno il freddo diventa un problema veramente esagerato. I turisti sono l’unica cosa che li fa andare avanti e permette loro di continuare a vivere là, come piace a loro, come hanno sempre fatto. Insomma, tanto di cappello agli Uros, unico popolo al Mondo a vivere su delle Islas Flotantes.

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In parecchi hanno avuto la nostra stessa idea…

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Siamo nuovamente al terminal di Puno e, aspettando il pullman per Arequipa, continuiamo a pensare a questa giornata che ci ha confuso un po’ le idee, l’effetto che fa a tutti. Resta il fatto che è un luogo da vedere sicuramente se si capita da queste parti. Vi lamenterete, come noi, ma alla fine dei conti sarete contenti di esserci stati. Dovremmo credere alla signora o continuare a pensare che tutto sia messo in piedi soltanto per i turisti? Ancora non lo sappiamo, ma a pensare che nell’inverno peruviano le temperature possono arrivare fino a -25° speriamo nel nostro cuore che quelle famiglie in queste stagioni si trovino in delle case calde e accoglienti, Totora o no.

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Islas Flotantes Uros

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