Amici raccontano... · Consigli di viaggio

TANGKAHAN, dove la lotta ecologista diventa un’isola di completo relax

Indonesia - Sumatra-1795

Usciamo dalla nostra amata Sud America per fiondarci nell’Asia selvaggia: in Indonesia. Tutto questo è possibile grazie ai giramondo del sito web 2backpack.
Grazie mille per la vostra collaborazione
,
anche perché ogni tanto cambiare aria fa proprio bene.

Indonesia. Per alcuni, tanti purtroppo, significa solamente Bali e Lombok. Spiagge, relax e party. Per altri è invece una scoperta continua, perché le sue oltre 18.000 isole (ma solo un migliaio di queste sono abitate!) offrono spettacoli, paesaggi, cibo e mondi spesso molto diversi l’uno dall’altro. Io mi sono innamorata di Sumatra, una delle tre isole più grandi dell’intero arcipelago indonesiano, e in particolare della sua parte più a nord.

Credo che ognuno di noi abbia nella mente un luogo o un ricordo che conserva come un prezioso amuleto da sfoderare nelle giornate tristi, quando si ha bisogno di un’ulteriore carica per arrivare alla fine di una giornata pesante o semplicemente ritrovare un po’ di pace interiore. Non ho dubbi su quale sia il mio: una mattina solitaria sul fiume a Tangkahan, tra le mie mani l’ultimo libro di Haruki Murakami, il sole tiepido, i piedi dentro l’acqua fresca del fiume e di fronte a me nient’altro che giungla.

Indonesia - Sumatra-1857

Questo piccolissimo villaggio indonesiano situato a nord dell’isola di Sumatra, proprio al confine con il Gunung Leuser National Park, dove i fiumi Buluh e Batang diventano uno solo, ha qualcosa di speciale, anzi a dire il vero più di una. Prima cosa arrivarci non è semplice come sembra, a meno che non abbiate un mezzo privato: l’unico modo è affrontare diverse ore di viaggio in un autobus che attraversa la giungla più selvaggia (noi da Medan ci abbiamo messo quasi 5 ore) e questo lo rende una meta tutta da conquistare, al di fuori delle principali rotte turistiche. Punto secondo queste terre sono state, e continuano tuttora ad essere, il baluardo di un’intensa e vittoriosa lotta ecologista di locali (e non solo) contro lo sfruttamento della giungla da parte dei coltivatori di palma da olio. Gli stessi ecologisti che hanno difeso con tenacia la loro porzione di giungla portano ora avanti un progetto di eco-turismo specializzato in trekking e attività con gli elefanti. Ebbene si, la vita di questo piccolo villaggio ruota tutta attorno ad un branco di elefanti che coabitano con i locali e partecipano alle continue attività di pattugliamento dei ranger contro bracconieri e chi illegalmente tenta di sfruttare le risorse del parco naturale attorno al villaggio. Attualmente ci sono 7 elefanti e alcuni di loro sono animali salvati dalla cattività.

Parte della loro routine quotidiana consiste nel crogiolarsi al sole sulla riva del fiume o fare lunghi bagni; per una piccola somma si può passare del tempo con loro o addirittura, con alcuni esemplari particolarmente docili, partecipare a dei trekking all’interno della giungla portati in groppa insieme alle guardie forestali. La particolarità di queste esperienze è proprio l’ambiente rilassato e la fiducia che si è creata tra guardie forestali ed elefanti; anche solo vederli giocare nell’acqua e farsi reciprocamente scherzi infantili come fossero vecchi amici, ripaga del viaggio e della spesa.

Poi c’è la natura, invadente e a volte spaventosa, che rigenera gli occhi, i polmoni e soprattutto la mente. Ricordo il nostro arrivo, la sera con il buio più totale veniamo scaricati, dopo un viaggio tutto buche e scossoni, nel mezzo del niente e chiediamo ad un’anziana seduta sull’uscio di casa al lume di una candela, informazioni sull’alloggio che avevamo prenotato; lei, senza dire una parola ci indica un lunghissimo e traballante ponte di legno sospeso lungo il fiume, del quale con quel buio non si vedeva nemmeno la fine. L’attraversata sotto la pioggia monsonica, con gli zaini in spalla e la sola luce del cellulare non è stata simpatica, anche perché diverse scimmie gironzolavano sul ponte e continuavano a farlo dondolare ad ogni passaggio; ma arrivati al Jungle Lodge (uno dei pochi residence autorizzati ad accogliere turisti) siamo stati indirizzati al nostro piccolo cottage in legno sulla sponda del fiume, dove abbiamo trovato un semplice ed accogliente rifugio. Il mattino seguente, quando le scimmie ci hanno svegliato di soprassalto correndo sopra il nostro tetto alle prime luci del mattino, abbiamo aperto la finestra, siamo usciti sul balconcino e siamo rimasti estasiati dalla bellezza del fiume davanti a noi e dalla maestosità della giungla.

Indonesia - Sumatra-1799

I giorni a venire sono stati di completo relax, ad osservare la vita dei locali, tra chiacchiere e sigarette alla cannella condivise con gli abitanti del villaggio; trekking nella giungla per cercare gli orango tango (ma durante i quali abbiamo trovato solo tante simpatiche sanguisughe) e qualche visita agli elefanti. Siamo stati anche invitati a partecipare ad un matrimonio in un villaggio circostante che andava avanti per ben 48 ore, tra canti e balli tradizionali.

Per godere appieno di questi luoghi mi sento di consigliare di concedersi almeno 4-5 giorni, per poter fare lunghe passeggiate lungo il fiume e scoprire ogni giorno nuovi villaggi, cascatelle e sorgenti naturali di acqua calda in cui fare lunghi bagni rilassanti. Non solo spero di ritornarci, ma potermi concedere un lungo periodo di quiete, cullata dal silenzio (assordante) della giungla.

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