Consigli di viaggio · Sud America

SANTIAGO DE CHILE, l’eccezione che conferma la regola

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20.04.2016 – 22.04.2016

Stiamo viaggiando da Valparaíso a Santiago, rimirando il nostro biglietto aereo che tra qualche giorno ci porterà nel luogo che stiamo bramando da inizio viaggio. Non vediamo l’ora di partire ma intanto, già che ci siamo, perché non fermarsi nella capitale cilena? In molti non ne parlano benissimo (nemmeno i cileni stessi) ma lo stesso ci è capitato con Buenos Aires (da dove tanti vorrebbero scappare, se gli fosse possibile), che a noi è piaciuta moltissimo. Speriamo quindi che lo stesso valga per Santiago de Chile. Un’ora e mezzo di viaggio (al prezzo di 2.500 pesos, 3€), abituati a dieci ore (minimo) per spostarci, vola in un batter d’occhio. Siamo arrivati: andiamo a scoprire che effetto ci farà.

Subito a prima vista capiamo che la capitale, purtroppo, non ha le sfumature artistiche ed i colori che caratterizzavano la bellissima Valparaíso. Anzi, a dir la verità, sembra solo palazzi, traffico e caos. Ma tutto questo non ci fa paura…ci spaventa solo un po’. Arriviamo in centro la mattina presto e, scesi alla stazione dei bus, prendiamo la metro lì vicina (da un bel po’ non ne vedevamo una) per raggiungere l’ostello che abbiamo prenotato: l’Aji Hostel, il primo e unico ostello che nel modesto prezzo per la camera (10 euro) offre colazione e cena. Buttala via! Il viaggio è breve, ma la metro è stracolma di persone, dobbiamo aspettare che ne passino almeno due prima di riuscire a salire e rimpiangiamo già i più tranquilli tram di Valpo… Per non parlare dei  paesini sperduti dove regnavano pace e tranquillità! Arrivati finalmente all’ostello abbiamo giusto il tempo per lasciare gli zaini. I ragazzi di Tour4Tips (qui il link di rimando al loro sito) a Valpo ci avevano convinto con il loro tour guidato della città e vogliamo iniziare a conoscere meglio la capitale attraverso i loro occhi ancora una volta. Alle 15:00 raggiungiamo il nostro Wally (come già detto nell’articolo precedente le guide sono vestite come “Dov’è Wally?”), che per oggi è una lei, davanti all’Academia de Bellas Artes, in pieno centro. Decidiamo di raggiungere il punto d’incontro a piedi così da comprendere meglio se questa metropoli è veramente solo caos e smog. …

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“Tips4tripS.org” – Pennarello su foglio di carta

Finalmente arriviamo davanti al museo. Ci presentiamo e partiamo. Anche questa volta non restiamo delusi; il tour di oggi, infatti, si concentra soprattutto sulla storia sociale e politica della città. La nostra guida dopo averci portato davanti al Palacio de la Moneda ci racconta di come sia avvenuto il colpo di stato che ha destituito il Presidente democraticamente eletto, Salvador Allende, per concentrare tutto il potere nelle mani di Augusto Pinochet. Da quel momento fino al 1990 Pinochet ha istituito una forte dittatura e si è macchiato di orrendi crimini contro l’umanità. Come sempre accade quando ci si trova di fronte a personalità così forti, il popolo ha avuto per lui sentimenti contrastanti: c’è chi lo ha amato e chi invece lo ha disprezzato profondamente. Tutt’oggi a quasi 30 anni dalla fine della dittatura, e 10 dalla sua morte, i cileni continuano a schierarsi contro o a favore di questa dispotica figura. Che ignoranti, penserete, ma basti pensare all’ultimo dittatore avuto in Italia per capire che anche nel nostro Bel Paese sia tutt’ora così.

Anche la seguente tappa merita di essere ascoltata con attenzione: ci accomodiamo così di fronte al GAM (Centro Cultural Gabriela Mistral) ed apriamo le orecchie. Il suo ruolo nella vita sociale, politica e culturale della città è stato estremamente significativo. La struttura e la sua storia hanno attirato così tanto la nostra attenzione che il giorno dopo abbiamo deciso di tornare qui in solitaria per ammirare anche l’interno e le numerose mostre ed esposizioni che meritano sicuramente una visita più approfondita.

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L’entrata del GAM con il suo pesce che è un vero e proprio simbolo per il popolo di Santiago
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L’esterno. Veramente ben fatta tutta la struttura.
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Per chi ha sempre sognato di sapere come si dice pene in tutti i “dialetti” sudamericani
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Non smettere di sorridere nemmeno quando sei triste

Mentre camminiamo per le strade di Santiago, sempre assieme alla nostra guida, abbiamo modo di “conoscere” per la prima volta un artista famoso in tutto il mondo che qui ha dipinto numerosi e meravigliosi murales: Inti. Nella via principale del centro ci fermiamo di fronte a due di questi che raffigurano dei personaggi che noi finora non avevamo mai sentito nominare ma che in Cile (ma anche in Bolivia e in Perù) sono una delle figure più importanti del folklore locale: gli Ekeki. Questo piccolo personaggio rappresenta una divinità in grado di realizzare i desideri di chi la venera. L’Ekeko (o Equeko) deve avere attorno a sé quello che la persona desidera e perché il desiderio si avveri la statuetta deve essere trattata come una vera divinità, ammesso e concesso che le divinità amino bere e fumare! Infatti, si dovrà provvedere a far fumare l’Ekeko (le statuette hanno un apposito foro per le sigarette) un paio di volte alla settimana. Volete soldi, dategli soldi, volete una famiglia? Mettete ai suoi piedi la statuetta di una gallina; coriandoli per la felicità e cibo per non restare mai a pancia vuota. E non prendeteli in giro su questo che qui ci credono davvero! Una bellissima tradizione ed una perfetta idea regalo.

In questi murales, che potrete ammirare qui sotto, Inti ha rappresentato insieme alle “divinità” i desideri del popolo cileno e fra questi compare un libro  bianco, senza niente scritto, espressione della volontà di ottenere il diritto allo studio. La guida si riallaccia proprio a questo libro per raccontarci delle proteste che ragazzi e professori stanno mettendo in atto per ottenere l’istruzione gratuita anche nelle università.

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L’Ekeko femminile; questo personaggio non è presente nel folklore locale, si tratta di un’esplicita polemica contro la cultura, fin troppo maschilista, del Cile
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E quello maschile, con il libro (nascosto dall’albero). Le varie scritte e chiazze rosse su entrambi non sono opera dell’artista ma “soltanto” bravaggini (per non dire peggio)

La fantastica notizia? Appena tornati a casa abbiamo letto che le lotte degli studenti cileni (e non) hanno portato a risultati incredibili e adesso molti ragazzi potranno frequentare gratuitamente alcuni corsi universitari. Chi sarebbe un Paese arretrato, Italia?

Con la nostra guida abbiamo modo di visitare anche il centro della città: Plaza de Armas e la Cattedrale.  La Cattedrale dobbiamo limitarci ad osservarla dall’esterno visto che stanno allestendo per la celebrazione dei funerali di Patricio Aylwin Azócar primo presidente eletto democraticamente dopo la dittatura di Pinochet.

Il tour finisce negli uffici di Tours4Tips, dove ci raccomandano diverse cose tra cui quella di passare a vedere anche l’Academia de Bellas Artes, ovvero il punto d’incontro da dove è iniziato il tour. Ormai è chiuso ma domani ci andremo, tanto è gratuito. Un’altra buona informazione che ci hanno dato, e di cui Leonardo è rimasto particolarmente incuriosito, è quella della gelateria più buona di Santiago. Essendo italiani ed essendo l’ora perfetta per un gelato (è sempre l’ora perfetta per un gelato), dopo una bella  passeggiata in intimità, vogliamo verificare! Come è andata? Insomma…comunque se non ci credete e volete giudicare voi fermatevi pure alla gelateria Emporio La Rosa.

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Le bandiere a mezz’asta in tutta Santiago per il funerale di Stato di Azócar

Finiamo la serata in ostello, dove ci aspetta la tanto gradita cena. Qui però la nostra italianità va a farsi benedire…stasera (maledizione) il menù prevede pastasciutta. Più asciutta che pasta! Oltre al caffè solubile ricordatevi di non avvicinarvi alla pasta cilena se non volete tornare a casa di corsa piangendo.

Il secondo e ultimo giorno lo iniziamo dove ci eravamo fermati ieri. Non con un altro gelato ma torniamo al Museo Nacional de bellas Artes e quindi anche al MAC (Museo de Arte Contemporaneo) dato che si trovano all’interno dello stesso edificio. Entrambi non ospitano il nostro genere preferito di arte, ma alcune installazioni sono veramente interessanti. L’entrata come già detto è gratuita (o per meglio dire a offerta) e, dato che a Santiago non c’è molto altro da vedere, vi raccomandiamo anche noi di farci un salto. Usciti con la fame e senza voglia di tornare all’alloggio, dopo quasi quattro mesi di viaggio, per la seconda città di fila, andiamo a pranzo fuori e come meta scegliamo il Mercado Central con i suoi numerosi banchetti e le specialità di pesce cilene. Dovete sapere che il mercato è diviso in due parti: quella turistica e quella per il cileno. Dato che il cibo è lo stesso ma i prezzi cambiano (eccome se cambiano) secondo voi noi quale abbiamo scelto? All’interno della struttura verrete fermati da chiunque abbia un locale per costringervi a mangiare da lui. Noi alla fine cediamo e ci fermiamo da Tío Lucho y Tío Willy riprendendo il pastel di choclo (il choclo è un tipo di mais) che a Valpo ci era piaciuto tanto e il ceviche (un piatto di pesce crudo) che tanto volevamo assaggiare (anche se in Perù dicono che è molto meglio; Restate sintonizzati con noi per un “divertente” aneddoto successoci proprio in terra peruviana con questo piatto). Il mangiare non è un granché ma la compagnia è ottima; al tavolo abbiamo una simpaticissima americana di origine messicana e una cilena che sembra uscita da un fumetto. Arriva che già parla da sola, dice di voler assaggiare la loro specialità vista in TV (se da noi passassero un ristorante così in televisione il giorno dopo verrebbe chiuso dall’ASL): un frullato fatto con vongole, molluschi e…abbiamo smesso di ascoltare per non rivomitare nel piatto. Per dovere di cronaca dobbiamo però dire che entrambi l’abbiamo assaggiato; la parola vomitare forse gli sta un po’ stretta. Ma a lei piace da impazzire e fra un sorso e l’altro, continuando con la sua chiacchera esclama «Mhhhhhhh que ricoooooooo!», fantastica! Persona con gusti molto strani ma davvero simpatica. A fine pranzo il proprietario ci offre anche della marijuana ma lasciamo perdere. Il tutto, risate incluse e cannabinoidi esclusi, a solo  9 € a persona. E abbiamo mangiato e bevuto veramente tanto.

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Due delle numerose installazioni del Museo (che però cambiano continuamente)

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Eppure nel 2012 è stato eletto come uno dei 10 mercati migliori al mondo nientepopò di meno che da National Geographic. Saranno stati stregati dal frullato di pesce?

A stomaco pieno possiamo ora visitare l’ultima cosa che ci è rimasta da vedere, ossia il Cerro San Cristóbal. Si puo’ salire a piedi oppure con un caratteristico ascensore/funicolare. Questa volta niente tirchiaggini, paghiamo il biglietto di 2.000 pesos per l’andata e il ritorno (2,50€, mentre solo un viaggio 1.500 pesos) e ci evitiamo un’altra bella scarpinata in salita (dicono che più o meno ci vogliano quarantacinque minuti per arrivare a piedi). A metà strada, sia con la funicolare che non, troverete anche lo Zoo che noi però abbiamo evitato come la peste. Arrivati in cima la prima cosa che facciamo è affacciarci dalla terrazza panoramica. Non vedevamo il momento di poter goderci Santiago dall’altro. Ma qualcuno non è della nostra opinione…la vista dalla cima, infatti, se non ci fosse lo smog a coprire tutto (ma veramente tutto), non sarebbe niente male.

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Aspettativa

VS

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Realtà

Anche quassù c’è un altra statua imponente che guarda e vigila su tutta la città proprio come il Cristo Redentore di Rio de Janeiro (da queste parti piacciono questi tipi di monumenti); ma stavolta si tratta di una donna, più precisamente della Vergine Maria. E sul percorso per arrivarci troverete delle particolari croci tutte rivisitate da artisti cileni. La vista comunque resta identica a quella del piano di sotto, c’è poco da fare.

Per consolarci assaggiamo così, sulla terrazza panoramica, una bevuta dall’aspetto un po’ strano, ma dal gusto delizioso: il Mote con Huesillos. Una bevuta super rinfrescante che qui sulla cima tutti stanno sorseggiando. Non perdetevelo se passate da Santiago poiché in altri posti non sarà così facile da trovare. Brutto da vedere ma buonissimo da gustare! Potrebbero usarlo come slogan…

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Eeeh la Madooonna!
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Bevuta con “vista”

Dopo la visita al Cerro San Cristóbal scendiamo verso il centro e prima di tornare  all’ostello ci mettiamo alla disperata ricerca dei paletti per la tenda persi sulla cima dello stupendo Cerro Castillo. Ricerca miseramente fallita.

Un commento finale? Lo volete proprio? Ecco, ad essere sinceri, Santiago è proprio l’eccezione che conferma la regola!  Il Cile ci ha fatto innamorare, ma la sua capitale non ci è piaciuta affatto. Una metropoli né carne né pesce che non ha niente di sbalorditivo. Se volete un consiglio cercate di non fermarvi qui o se proprio dovete non fatelo per più di due notti. Insomma, ci uniamo anche noi al gregge: è soltanto palazzi, traffico e caos. E smog.

Ci addormenteremo sognando la prossima meta: paesaggi lunari, cieli pieni di stelle e lande desolate…quasi deserte! Altri magnifici posti ci aspettano, altre meraviglie naturali ci bramano…e anche tanti altri ostelli, purtroppo, ci attendono. La nostra tenda ora come ora possiamo usarla solo come lenzuolo…

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 Una delle mete meno carine (per non dire peggio) del nostro viaggio.
Ma se a qualcuno piacciono le metropoli confusionarie che venga pure a vedere il nostro album 
cliccando semplicemente sul testo!

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6 thoughts on “SANTIAGO DE CHILE, l’eccezione che conferma la regola

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