PARQUE LOS GLACIARES Pt.1: il PERITO MORENO vi lascerà di ghiaccio

21.03.2016 – 22.03.2016

Lo sapevate che il ghiacciaio dell’Aletsch (Svizzera) è il più esteso delle Alpi? E che il Lambert (Antartide) è il più esteso della terra? Eravate al corrente che il più grande d’Europa per volume e secondo per estensione è il Vatnajokull (Islanda), mentre il ghiacciaio continentale della Groenlandia è la maggiore massa di ghiaccio al di sopra dell’equatore? Probabilmente no, però quasi sicuramente conoscerete il nome del più grande ghiacciaio sul pianeta Terra. Con i suoi 250 chilometri quadrati per 30 di lunghezza, colui che detiene il tanto ambito record è il celeberrimo Perito Moreno, situato nella Patagonia argentina. E noi, secondo voi, ce lo siamo lasciati sfuggire?

Oltre alla grandezza, un’altra caratteristica lo ha reso una star fra i ghiacciai: dal suo immenso corpo celeste quotidianamente si staccano pezzi di ghiaccio di diverse dimensioni, dai cubetti fino a veri e propri iceberg. Si aggiudica così anche la medaglia per il ghiacciaio con più rotture al mondo. Ma non finisce qui…sicuramente, almeno una volta nella vita, avrete letto o sentito parlare di un’altra formidabile particolarità del Perito Moreno, ovvero della formazione di un enorme ponte di ghiaccio che lo unisce alla terraferma e che circa ogni quattro anni crolla senza preavviso. Non tutti riescono ad ammirare questo spettacolo unico ed indimenticabile. Solo pochi cul…fortunati riescono ad assistere alla caduta dell’imponente ponte e al conseguente “tsunami”, riuscendo così a cogliere l’attimo crollante (o era fuggente?). Non ci crederete, ma anche noi siamo riusciti a vederlo con i nostri occhi. Sì, il giorno dopo su Youtube! Mentre stavamo organizzando il nostro itinerario, avevamo deciso di raggiungere quanto prima El Calafate, punto di partenza per visitare il Perito Moreno, e poi tornare indietro per il trekking a Torres del Paine. Volevamo allungare il percorso proprio perché in quei giorni era previsto il crollo del famoso ponte. Ma il giorno successivo a questa decisione, sempre con la nostra solita fortuna, ci siamo svegliati con la notizia del crollo. Grazie ponte, ci hai rovinato i piani! Visto che non c’era più fretta, ci siamo goduti il trekking a Torres del Paine e, dopo aver giustamente riposato, abbiamo preso un autobus alle 07:00 di mattina per raggiungere la bella El Calafate e vedere così da vicino anche noi questo ghiacciaio di cui tanto si parla. In questa piccola cittadina non possiamo consigliarvi dove alloggiare, ma possiamo dirvi dove assolutamente non andare: il nome da evitare è Marco Polo Hostel. Al punto informazioni alla stazione dei bus ci hanno indicato la strada per raggiungere l’albergo tre stelle Marco Polo e non l’ostello (come se, con le occhiaie che ci strusciavano per terra e gli zainoni sulle spalle, potessimo sembrare il tipo di viaggiatori da hotel). Per raggiungere poi l’ostello dall’albergo abbiamo dovuto attraversare un campo dal quale siamo usciti ricoperti di fastidiose piante spinose. Ma la nostra opinione sull’ostello sarebbe stata tremendamente bassa anche senza questi inconvenienti. Il prezzo è uno dei più bassi di tutta la Patagonia ed esteticamente è il miglior posto in cui siamo stati fino a questo momento ma, purtroppo, è anche l’ostello con la peggior gestione mai vista. Ricordate gente che la regola delle tre “B”, bueno, bonito y barato (buono, bello ed economico) raramente trova applicazione. Potremo dilungarci nell’elenco dei difetti di questo ostello, ma lasciamo gli sfoghi negativi ai commenti su Hostelworld o TripAdvisor e passiamo a ciò che veramente ci interessa.

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Il Perito Moreno

Il Perito Moreno si trova all’interno del mastodontico Parque Nacional de los Glaciares. Il parco, secondo quanto stabilito dall’UNESCO, dal 1981 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’umanità. Milioni di anni fa l’intera area (724.000 ettari) era interamente ricoperta dai ghiacciai. Con il passare dei secoli i ghiacciai iniziarono a sciogliersi dando vita ai laghi che oggigiorno troviamo ai loro piedi. Il nostro amico di ghiaccio ha formato e si trova tuttora circondato dall’enorme Lago Argentino. Dal 1947 il ghiacciaio ha raggiunto il Canal de los Témpanos e si congiunge alla terraferma (la penisola di Magellano) tramite il famoso ponte. Quest’ultimo si forma a causa dell’avanzamento del ghiacciaio verso la terraferma. Quando il ghiaccio si congiunge con la penisola di Magellano divide il Lago Argentino in due parti. L’acqua del lago continua ad esercitare pressione sul ghiaccio, dapprima scavando sotto di esso e formando così il ponte e, in seguito, facendo crollare anche quest’ultimo. Ma il ghiacciaio non si da per vinto e dopo ogni crollo inizia nuovamente la sua avanzata. Noi non abbiamo visto né il crollo, né il ponte integro e, per colpa del maltempo, quasi non vedevamo nemmeno il Perito Moreno stesso. Ma andiamo con ordine…

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Mai fidarsi delle foto panoramiche

Come raggiungerlo

Come anticipato, chiunque voglia visitare il lago o il più famoso ghiacciaio puo’ farlo scegliendo la vicina El Calafate (80 km in Argentina non sono niente, la gente li fa per andare a fare la spesa). In città, più precisamente nella via principale (Avenida San Martín), troverete infinite agenzie che offrono escursioni di un giorno o pacchetti di più attività, dato che qui vicino, oltre al Perito Moreno, ci sono tantissimi altri ghiacciai (Glacial Spegazzini, Glacial Ameghino, ecc…) e molte attività differenti. Ma se volete è anche possibile, come abbiamo fatto noi, prenotare solo il trasporto dal terminal di bus per raggiungere l’inizio dei percorsi del già stranominato ghiacciaio. Il biglietto a/r costa 460 pesos (ad oggi circa 30 euro), mentre per l’ingresso al Parque Nacional de los Glaciares dovrete sborsare 260 pesos (circa 16 euro), che includeranno però gli spostamenti in bus (molto importanti) all’interno del parco stesso.

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I colori dei percorsi e i loro dati (in fondo a sinistra)

 

Come muoversi all’interno del Parco

Dal punto in cui vi lascerà il bus potrete iniziare il primo dei cinque percorsi che, attraverso passerelle, ponti e scale vi condurranno alla scoperta del Perito Moreno da molto, molto vicino. Questo percorso, denominato anche “Paseo de la Costa” (nella mappa è indicato con il colore azzurro) vi farà avvicinare piano piano al gigante celeste e più lo vedrete ingrandirsi, più verrete rapiti dalla sua imponenza e dal suo affascinante suono. Gli scricchiolii sempre più forti sono il naturale avvertimento dell’imminente caduta di un pezzo di ghiaccio. Appena li sentirete giratevi verso il ghiacciaio qualsiasi cosa stiate facendo; se sarete fortunati uno spettacolare crollo, seguito da tante onde nel lago, vi lascerà a bocca aperta! Noi, come potete vedere dalla copertina, siamo riusciti ad immortalarne uno bello grosso.

Il “Paseo de la Costa” è stato per noi il migliore. Il percorso corre lungo la sponda del Lago Argentino e passa per il Canal de los Tèmpanos. I tèmpanos sono proprio i pezzi di ghiaccio che si sono staccati dal ghiacciaio e che navigano in solitaria nel gelido lago. Osservando la grandezza di questi iceberg potrete capire che il Perito Moreno ha veramente delle dimensioni pazzesche. Inoltre, iniziando da questo percorso vi avvicinerete piano piano al ghiacciaio, inizierete a osservarlo da lontano e arriverete sempre più vicino, lasciando i punti di osservazione migliori per il gran finale! Se non vi piace la nostra idea di percorrere per primo questo sentiero ed avvicinarvi gradualmente al protagonista dell’articolo avete altre opzioni. Per esempio, una volta arrivati al Parco potrete prendere una barca che per 250 pesos (non abbiamo più voglia di fare il cambio valuta…) vi permetterà di vedere il ghiacciaio da una prospettiva diversa, ma non da troppo vicino poiché il rischio che i pezzi di ghiaccio cadendo facciano danni è sempre alta. Se neanche questa vi piace e volete subito andare dal Perito Moreno e godere della miglior vista su di esso potrete invece spostarvi con uno dei minibus gratuiti del Parco che vi condurrà al punto di partenza degli altri quattro percorsi. Troverete il giallo “Paseo Central” (600 metri in un’ora), il verde “Sendero del Bosque” (570 metri in 45 miniti), il bianco “Paseo Accesible” (565 metri per mezz’ora di tempo) ed il rosso “Circuito Inferior” (1100 metri da percorrere in un’ora e un quarto) che noi però abbiamo trovato chiuso per lavori. Tranquilli, avrete tutto il tempo necessario per non lasciarvene sfuggire neanche uno. I tempi di percorrenza scritti qui sopra sono quelli dati dalla mappa che troverete dentro il Parco ma, a meno che non siate ultra-ottantenni o abbiate problemi di deambulazione, riuscirete a finirli tutti in meno della metà del tempo e con tutta la calma del mondo. Anzi, la calma è d’obbligo, soprattutto se il clima è umido, dato che il pavimento è formato soltanto da griglie di ferro che possono diventare molto, molto pericolose se prese alla leggera. Leonardo e un’anziana signora indiana ne sanno qualcosa. Tre ore e mezzo per tutti i percorsi (considerando anche le immancabili pause per osservare e fotografare) sono più che sufficienti. Oltre alle passerelle troverete alcuni punti di osservazione in cui potrete fermarvi per osservare o attendere possibili crolli (ma la fisica insegna che i crolli più grandi avverranno sempre e solo due secondi dopo che vi sarete voltati). Non sarete però mai salvi dal freddo. Se come noi avrete la sfortuna di visitare il Parco in un giorno di pioggia questi punti di osservazione vi ripareranno dall’acqua ma non dal gelo. Non disperate; se vi state congelando potete rifugiarvi nel bar/ristorante che si trova all’inizio del parco. Qui potrete pranzare o sedervi a prendere soltanto un caffè (ah no, forse è meglio una cioccolata) continuando a tenere sott’occhio il gigante dalle ampie vetrate.

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Tana per il Perito

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La barca più vicino di così non va

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Non potete immaginare le dimensioni di questo témpano

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L’arcobaleno, l’unica cosa positiva di questo tempo terribile

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Camminare sul Perito Moreno

Noi qui dentro ci abbiamo passato parecchio tempo dato che abbiamo trovato un tempo terribile (nebbia, pioggia, vento e temperatura sotto lo zero) e, sapendo che nei giorni dopo sarebbe stato più o meno lo stesso, abbiamo dovuto rinunciare alla camminata sul ghiacciaio più grande del mondo. L’escursione di cui tutti ci hanno parlato super-positivamente è il Big Ice, costa circa 2500 pesos (trasporto al parco incluso ma ingresso no) e a parere di molti “Se vieni in Patagonia e non passeggi sul Perito Moreno non sei nessuno”. E noi ci mangiamo le mani mentre malediciamo il meteo. Se voi siete più fortunati non fatevi sfuggire questa opportunità unica. Dalle foto potrete rendervi conto che tempo terribile ci abbia riservato il parco. Non ci vogliamo nemmeno immaginare quanto possa essere stupefacente poter ammirare il ghiacciaio in una giornata estiva, con i raggi del sole che esaltano tutto ciò che avete intorno.

Vai con la carrellata di foto:

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Proprio là poco tempo fa c’era l’incredibile ponte ghiacciato

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Colori pazzeschi. Figurarsi con il sole…

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Possiamo quasi toccarlooo!

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La vista dal Bar/Ristorante

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Mozzafiato

 

Il ritorno

Il nostro autobus riparte alle 15:00 e noi vi prendiamo posto infreddoliti ma emozionati. Come sempre, esprimere con le parole quello che si prova vedendo una tale meraviglia è difficile. Sicuramente questa è una di quelle cose che puoi raccontare di aver visto ai tuoi figli e ai tuoi nipoti (sperando che quando arriveranno figli e nipoti i ghiacciai esistano sempre). Torniamo così a El Calafate alle 16:30. Noi, impauriti dal pensiero di dover tornare al nostro ostello, avevamo già comprato il biglietto per andare il giorno stesso alla prossima meta. Il pullman parte alle 18:30 così abbiamo il tempo per girellare fra le graziose vie del centro, i particolari negozi di souvenir e caffè. Il tutto senza il peso dei nostri enormi zaini, lasciati fortunatamente al terminal dei bus. Se comprate i biglietti per il Perito Moreno e per la vostra tappa successiva dalla stessa compagnia vi permetteranno infatti di utilizzare gratuitamente il deposito bagagli. L’ora della partenza è arrivata, ci mettiamo comodi e incrociamo le dita che il tempo più a nord sia migliore. Il Parco de Los Glaciares come già detto è enorme e tra le sue meraviglie si cela un certo Fitz Roy e noi non vediamo l’ora di conoscerlo.

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Ciao El Calafate!!!

Se non l’avete capito ve lo ridiciamo: il Perito Moreno è veramente una tappa irrinunciabile di un viaggio in Sud America. Noi non l’abbiamo potuto ammirare in tutto il suo splendore ma siamo rimasti lo stesso a bocca aperta. In fin dei conti però non siamo stati poi così sfortunati, anzi, così abbiamo una scusa in più per tornarci, magari tra altri quattro anni e magari proprio il giorno che il ponte ghiacciato deciderà di crollare. Che dici Perito Moreno, ce lo fai questo favore?

perito

Non siete rimasti di ghiaccio davanti alle poche foto dell’articolo?
Provate a cliccare qui, forse questo album fotografico qualcosa di più puo’ fare…

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