Nonsappiamoquante cose da fare/vedere/dire/baciare a BUENOS AIRES

23.02.2016 – 29.02.2016

Il viaggio da Puerto Iguazú a Buenos Aires non è dei più corti. Siamo partiti alle 13:45 per arrivare a Buenos Aires il giorno successivo, stranamente in ritardo, alle 08:30. Questa volta abbiamo deciso di viaggiare un po’ più comodi, concedendoci un bus cama (sedili che si possono sdraiare fino a 160°, quasi fosse un letto, ovvero cama) con catering compreso: merenda, cena calda e colazione. Il tutto, avendo pagato in effettivo, quasi allo stesso prezzo dello standard. Molte compagnie di pullman infatti vi faranno un fortissimo sconto se deciderete di pagare cash anziché con la carta. Avendo potuto pagare in Puerto Iguazú con il nostro euro, e avendo ricevuto come resto la moneta argentina, non abbiamo nemmeno avuto bisogno di cambiare o ritirare pesos (prelevare ai bancomat è veramente dispendioso). Arrivati quasi del tutto riposati al Terminal de omnibus Retiro di Buenos Aires, abbiamo incontrato qualche difficoltà per lasciare i nostri zainoni in sicurezza. Tutti gli armadietti con chiave erano rotti o occupati e non potevamo lasciarli neanche a casa dei nostri host, Martina e Julian, impegnati a lavoro fino a tardo pomeriggio. Nell’attesa siamo così rimasti nei paraggi della stazione dei pullman, che pullula di poliziotti armati. Peccato che questo non sia servito; sventiamo infatti il primo, e per fortuna unico, tentativo di furto del nostro zaino, accorgendoci da soli del ladruncolo. Quindi ricordatevi sempre di tenere zaini/valigie/borse dove potete sempre vederli (e possibilmente lontani dagli ascensori…). 

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Siamo arrivati nella città del Tango (anche se noi siamo negati)

 

Da Euro a Pesos argentini

Appena usciti dal terminal, se non avete soldi del Paese, la prima cosa da fare naturalmente è ottenerli (ad oggi 1 Euro = 17,25 pesos argentini). In terra argentina è difficilissimo che accettino le carte italiane e se mai ve le accettano ricordatevi di portarvi sempre dietro il passaporto (ve lo chiederanno anche se pagherete con il bancomat). Dovete sapere che le loro carte hanno solo la banda magnetica, niente chip, e un pin di quattro numeri anziché di cinque (basta però che digitiate solo i primi quattro numeri del vostro codice per farvela accettare). Molto meglio, quindi, avere tanto contante liquido. Pochi anni fa la differenza tra il Cambio Blu (quello illegale che potete trovare per strada, perlopiù in Calle Florida) e quello legale era veramente considerevole, mentre ora non vale più la pena rischiare. Peccato che le Cajas de Cambio sono veramente poche. Il miglior cambio noi lo abbiamo trovato al Centro Commerciale Abasto in Avenida Corrientes. Prima però abbiamo provato anche ad andare in delle banche vere e proprie così da avere il cambio ufficiale al cento per cento, peccato però che quest’ultime cambiano i soldi solamente a chi ha un conto con loro (dei geni proprio). Voi però provatene diverse, puo’ essere che vi vada meglio. Per andare sul sicuro chiedete del Banco de Argentina, qui non dovrebbero farvi problemi. Noi, ahimè, non lo sapevamo ancora.

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Come si fa a parlare dell’argentina senza menzionare il MATE? L’erba sud-americana servita a bollore in questi contenitori che qui bevono a vasche. Per loro è una “droga”.

Quando avrete i pesos argentini andate subito a farvi una tessera SUBE (25 pesos), che si puo’ trovare in svariati luoghi, e ricaricatela. Grazie a questa potrete usare metropolitana, autobus e treni urbani. La SUBE è indispensabile, una corsa con questa costa dai 3 ai 3,5 pesos (cioè niente) contro i quasi 7 pesos del prezzo intero (è comunque pochissimo, ma è pur sempre il doppio) e potrete usarne una sola per più persone. Appena entrati in possesso della nostra card la sfruttiamo all’istante per prendere il treno e raggiungere la nostra sistemazione porteña (porteños sono gli abitanti della capitale argentina), nel tranquillo e sicuro quartiere Palermo. Anche se gli host ci hanno fatto aspettare a lungo, la prima sera si sono fatti subito perdonare: ci siamo goduti così una cena cucinata da chef Juli e un po’ di piacevoli chiacchiere con lui e la sua fidanzata Martina.

Dopo una notte di meritato riposo siamo pronti per esplorare in lungo e in largo la città di cui conoscevamo poco o nulla. Per le persone che desiderano venire in questa hermosa ciudad senza prima conoscerla molto, proprio come noi, abbiamo deciso di elencare il meglio della nostra prima capitale sud-americana.

 

La lista infinita

N.B.: la seguente lista non è né in ordine di preferenza, né di apparizione, né di alcun altro criterio. È fatta proprio come piace fare le cose a noi: A CASO!!!

Innanzitutto per spostarsi a Buenos Aires il miglior mezzo di trasporto è il bus (qui li chiamano colectivos), poiché ne passano veramente tanti, non è poi così tanto difficile da interpretare ed arriva in qualsiasi dei punti che vi elencheremo (e oltre). Niente a che vedere con il caos degli ônibus di San Paolo, per non parlare di quelli di Rio de Janeiro. Nella zona del Retiro c’è il terminal dove vi si fermano tutti gli autobus esistenti, basta cercare la fermata d’attesa esatta. Vicino a quest’ultimo ci sono anche le varie stazioni del treno, utile per raggiungere alcuni quartieri e le città vicine, come Tigre (non ci siamo stati, ma dicono sia carina). La metropolitana, invece, è perfetta per i piccoli tragitti, ma non per i lunghi, dato che le linee metropolitane si incontrano in un solo punto tutte insieme: vicino al famoso Obelisco. Diventa quindi stressante dover tutte le volte arrivare fino a lì e cambiare anche solo per fare pochi chilometri in linea d’aria.

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La nostra temporanea casa, come già detto, si trova a Palermo (ce lo ricordavamo più vicino), il più grande quartiere residenziale della città, dove di certo non mancano gli spazi verdi. Se avete voglia di passare una giornata tranquilla “immersi” nella natura, ma senza allontanarvi dalla città, qui troverete il PARQUE 3 DE FEBRERO (1), conosciuto anche come Bosques de Palermo, che sicuramente farà al caso vostro. Noi abbiamo trascorso quasi un’intera giornata nei suoi ettari e ettari di verde, passeggiando fra giardini e laghetti, visitando El Rosedal (il giardino delle rose) e giocando a indovinare i nomi delle statue presenti nel parco. In realtà siamo tornati quasi tutte le mattine in quest’oasi di pace per fare colazione con vista laghetto prima di iniziare le nostre giornate in città. Solo i numerosi aerei in partenza dal vicino aeroporto vi ricorderanno che in realtà siete in una metropoli e nemmeno tanto piccola. Questa zona potremmo definirla il polmone verde della città dato che a poca distanza è possibile visitare anche il JARDÍN BOTANICO (2), il JARDÍN JAPONES (3) ed il PLANETARIO GALILEO GALILEI (4). L’ingresso al Jardín Botanico è gratuito, il Wi-Fi all’interno del parco anche (dovete sapere che in quasi tutti i parchi pubblici di Buenos Aires c’è internet libero) e non è per niente tempo sprecato fare un piccolo giro in questo spazio verde; il secondo parco è a pagamento ma non possiamo darvi molte informazioni al riguardo. Possiamo solo dirvi che non accettano carte di credito/debito (rassegnatevi, a Buenos Aires è sempre meglio avere un po’ di denaro contante con sé) e, visto che al momento non eravamo provvisti di molti pesos argentini, abbiamo dovuto rinunciare alla visita di questo giardino asiatico molto conosciuto tra i turisti. Il planetario invece lo abbiamo visto solo da lontano, quindi ne sappiamo ancora meno che di prima, scusateci. Fra i due parchi si trova anche il Jardín Zoologico, ma come già detto molte volte nei precedenti articoli gli animali non liberi non ci entusiasmano e quindi a questo simil-zoo non abbiamo dato nemmeno un numero in lista.

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Il nostro paradiso mattutino

Se poi la giornata non promette niente di buono, o sta già piovendo, niente paura! Potrete rifugiarvi per un paio d’ore (più che sufficienti per visitarlo) nel vicino MALBA (5), il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires. L’ingresso è di 36 pesos argentini, veramente poco per un museo, anche se quello in questione non è uno dei più grandi mai visti e, purtroppo, quando lo abbiamo visitato noi le esposizioni temporanee erano in allestimento. Potrete comunque ammirare opere (in molti casi una sola opera) di Frida Kahlo, Alejandro Xul Soler, Antonio Berni, Botero e molti altri; il museo ospita infatti opere di artisti latino americani, attivi all’inizio del XX secolo o ancora in attività. Vi consigliamo di dedicare un po’ di tempo anche alla visita gratuita del MNBA (6), Museo Nacional de Bellas Artes. Per visitarlo sarà necessario un po’ più di tempo, almeno due ore, dato che le sale sono molte, così come le opere ospitate, eseguite da artisti appartenenti a generi ed epoche anche molto distanti fra loro: Renoir, Gauguin, Toulouse-Lautrec, Manet, Goya, Tiepolo, Picasso, Van Gogh sono solo alcuni di essi. Accanto al MNBA potrete trovare anche la Flor Generalis e la Facultad de Derecho, che però non mettiamo in lista dato che non sono niente di particolarmente rilevante; un’occhiata da lontano e due foto sono più che sufficienti.

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La fantastica arte sud-americana

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E anche un po’ d’arte italiana nel mondo non fa mai male

Palermo però non è famosa solo per essere il polmone verde della città, anzi, è conosciuta ai più per la particolarità delle sue tre zone: PALERMO VIEJA (7), PALERMO HOLLYWOOD (8) e PALERMO SOHO (9). La prima è dove noi stiamo alloggiando: tranquilla, piena di parchi e facile da visitare; la seconda è la zona VIP, dove troverete villette e case di lusso; la terza invece…beh, se questa fosse una classifica, Palermo Soho sarebbe semplicemente sul nostro podio. Appena abbiamo iniziato a camminare fra le sue stradine piene di bar, caffè, negozietti e localini ci siamo innamorati! Se conoscete l’omonimo quartiere newyorkese e vi è piaciuto qui sarà lo stesso, se non di più. Il fine settimana inoltre nella Plazoleta Cortazar potrete passeggiare in un coloratissimo mercatino e trovare cartoline uniche (provate a guardare quelle di Marcov Ilustración). Se volete prendere un gelato (da Nicolò ne trovate di ottima qualità e a buon prezzo e vi assicuriamo che qui non è cosa da poco), un aperitivo o godervi un’uscita serale questa è la migliore zona. Noi siamo stati con i nostri host e altri loro amici al graziosissimo SHELDON (10), dove abbiamo ascoltato il gruppo Los Pibitos e ci siamo bevuti qualche birra a buon prezzo. Se vivessimo qui questa diventerebbe sicuramente una tappa fissa dei nostri fine settimana.

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Con Julian (il primo a sx), Martina (la prima a dx) e i suoi amici al carinissimo Sheldon

Prima della serata, però, Juli e Marti hanno deciso di farci assaggiare la pizza argentina, mangiando fuori insieme. Ancora non capiamo perché, come già successo a Foz do Iguaçú, quando sanno che siamo italiani vogliono farci mangiare la loro pizza; è un po’ come se un giapponese venisse in Italia e lo portassimo a mangiare il Sushi. Questa volta comunque ci va meglio della passata; il posto si chiama KENTUCKY (11), una catena di pizzerie che si trova solo in Buenos Aires in varie parti della città. Qui vi scorderete quasi di non essere in Italia e anche il portafoglio non ne risentirà: circa 60 pesos per due belle fette e una bevuta.

Tornando alla movida, un’altra piacevole serata gratuita (arrivando prima delle 21:00) potrete trascorrerla tutti i martedì al Club Araoz bevendo qualcosa al ritmo della samba dei Carinhosos da Garrafa. Va detto che questi sono posti dove troverete persone fino ai trentacinque anni, non di più, ma se siete persone giovani dentro e vi piacciono i concerti dal vivo non fateveli sfuggire. Peccato che siamo dovuti ripartire prima di poter provare l’Aperitano, un aperitivo tutto italiano nato e organizzato dalle menti di due bravissimi conterranei che ogni settimana portano nella capitale argentina la cultura e la cucina del nostro bel paese e delle sue regioni.

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SAMBA!!!

Chiunque visiti Buenos Aires non puo’ non fare un salto nel coloratissimo quartiere LA BOCA (12). Tanti immigrati europei, fra cui tantissimi italiani, si stabilivano qui una volta raggiunta la città. Non avendo sufficienti fondi per costruire la propria casa utilizzavano ciò che trovavano, perlopiù container del vicino porto, per costruire il loro “nido”. Queste case di fortuna venivano poi dipinte con gli avanzi di vernici che riuscivano a rimediare. Ciò ha fatto si che La Boca si trasformasse in una coloratissima accozzaglia di colori. Forse è stato proprio questo aspetto da tavolozza di colore che ha richiamato qui negli anni moltissimi artisti che vi si sono stabiliti per dar vita alle proprie creazioni, trasformandolo nel quartiere bohèmiene della città. Il CAMINITO (13), la via principale del quartiere, è stato trasformato in un museo all’aperto (Museo de Arte al Aire Libre) e gli edifici sono stati ricostruiti perché mantenessero l’aspetto dato loro dai primi inquilini. La ricostruzione si nota e attualmente ha forse acquisito un aspetto troppo turistico per essere apprezzato artisticamente, ma rimane comunque un luogo con un’atmosfera particolare, dove è piacevole passeggiare per qualche ora fra i mercatini e gli innumerevoli negozi di souvenir. Prima di entrate nella coloratissima strada potete anche salire all’ultimo piano della FUNDACIÓN PROA (14) per vedere dall’alto il panorama intorno a La Boca; peccato che il Caminito non si veda per niente. Per gli appassionati di calcio, invece, una visita al vicino stadio BOMBONERA (15) del Boca Junior (dove un certo Maradona vestì la prima maglia da professionista) è d’obbligo, ma non aspettatevi niente di eccezionale.

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Che spettacolo eh? Peccato sia diventata un po’ troppo turistica

E ancora non siamo nemmeno a metà delle cose da vedere…

Nel cuore di questa magnifica città troverete la famosa PLAZA DE MAYO (16) dove las abuelas (le nonne) dei bambini desaparecidos (scomparsi) durante la dittatura si riunivano per manifestare e chiedere giustizia, adoperandosi anche attivamente per far conoscere ai bambini ormai adulti la vera identità dei propri genitori. Questo è il punto di partenza ideale per visitare il centro della città, a pochi passi infatti potrete ammirare la CASA ROSADA (17), chiamata così poiché un tempo l’edificio veniva verniciato con il sangue di poveri maialini ottenendo così il peculiare colore rosa. Oggi fortunatamente usano una più etica pittura. Dalla piazza si puo’ anche vedere uno dei pochissimi edifici coloniali rimasti in città (molti furono distrutti durante le guerre d’indipendenza), cioè El Caudillo, oltre ad altri “storici” edifici come la Catedral. Percorrendo da questa piazza Av. Roque San Peña si giunge al celebre, nonsisaperché, OBELISCO (18). Enorme, è vero, ma ci sono così tante cose in Buenos Aires, molto più belle, che se non avete tempo a sufficienza non importa neanche andarci. Però se già ci passate davanti fate qualche passo in più per andare a vedere il TEATRO COLÓN (19); bello da fuori, forse da dentro ancora di più ma dovendo pagare abbastanza per entrare nel teatro stesso noi come sempre l’abbiamo evitato come la peste. Anche perché lì vicino, in Avenida Santa Fé 1860 potrete ammirare gratuitamente la LIBRERIA EL ATENEO (20), un vecchio ma bellissimo teatro trasformato in un enorme negozio di libri. Tanto particolare quanto bello, andateci! E se amate così tanto la lettura perché non andare anche al mercatino di libri (sempre in Av. Santa Fé, all’altezza di Plaza Italia), dove potrete trovare tantissimi titoli, dai pilastri della letteratura a scrittori contemporanei, il tutto a prezzi stracciati. Peccato che se non sapete lo spagnolo comprarli è un po’ inutile. 

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Sempre da Plaza de Mayo, andando però dalla parte opposta all’Obelisco, potete e dovete percorrere interamente CALLE DE LA DEFENSA (21) che vi condurrà in uno dei quartieri più argentini e belli (almeno a parer nostro) della città: SAN TELMO (22). Una duplice visita a questa via e a questo quartiere è d’obbligo. A San Telmo, infatti, durante la settimana potrete godere dei numerosi negozi di artigianato, gallerie d’arte e di un vecchio mercato coperto d’antiquariato (non il massimo). Karina Chavin con il suo spazio artistico vi sorprenderà. Ci siete andati tra settimana? Bene. Ora tornateci pure una domenica qualsiasi per il MERCADO DE ANTIQUIDAD DE SAN TELMO (23): da Plaza de Mayo fino a Plaza Dorrego, passando dalla già citata Calle de la Defensa, vi si pareranno davanti chilometri di bancarelle, maree di fantastici oggetti fatti a mano e fiumi di persone, che trasformano la gita a San Telmo in un’esperienza difficile da rivivere. Menomale che gli zaini da viaggio già troppo pieni e la paura di non fare arrivare le compere intere a casa ci hanno fermato prima di farci prendere dallo shopping sfrenato, cosa che potrebbe succedere molto facilmente. Se tutto questo camminare vi dovesse mettere fame provate un pan relleno venduto per strada; economico, buono e saziante. Il bello è che a partire dalle 18:00 le bancarelle iniziano a lasciare il posto a Street-Band veramente valide che vi faranno ballare fino a buio inoltrato.

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Mercado de Antiquidad de San Telmo e Street-Band; vi possiamo giurare che dal vivo è un milione di volte meglio che in foto

Se non sapete come arrivare all’ora sopracitata o solamente per prendere una pausa, perché non dirigersi a due musei lì vicini? In Avenida San Juan si trovano a pochi metri di distanza il MAMBA (24) ed il MACBA (25). Il primo, il Museo de Arte Moderno de Buenos Airesve lo consigliamo vivamente, attenzione però: l’ingresso all’esposizione temporanea La Menesunda según Marta Minujín (almeno questo è quello che c’è oggi mentre scriviamo) va prenotato con largo anticipo (di settimane, non giorni) altrimenti dovrete “accontentarvi” del resto del museo, provando grande invidia per chi, terminata l’esperienza, girella ricoperto di brillantini o coriandoli (?!?). Seppur rosicando ci siamo goduti le altre sale, trascorrendo quasi due ore al loro interno. Il secondo museo, il Museo de Arte Contemporanea de Buenos Airesinvece, almeno a parer nostro, non vale così tanto la pena. Il prezzo è molto più alto del suo vicino (60 pesos contro 20) e se proprio fate con calma lo vedete tutto in 30 minuti. Noi abbiamo osservato i quadri dell’esposizione di artisti americani domandandoci solo una cosa: come fanno a diventare famosi con questi due scarabocchi?

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MAMBA!!!

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Alzi la mano a chi piace questo tipo di “Arte” Contemporanea

E non è tutto, a Buenos Aires potrete davvero saziare la vostra voglia di mercatini; altro imperdibile appuntamento stavolta è il sabato, nel quartiere della RECOLETA (26). Dopo una bella girata fra le bancarelle della FERIA DE ARTESANOS (27), tante ma mai quante a San Telmo, potrete anche visitare il famoso CEMENTERIO DE LA RECOLETA (28), cimitero dove riposano per l’eternità sia personalità che hanno fatto la storia dell’Argentina sia celebrità del Paese. Al suo interno troverete enormi cappelle monumentali, stracolme di magnifiche statue e ornamenti. E noi, nonostante di solito i cimiteri ci mettano a disagio, abbiamo passato una bella mezz’ora senza che questo ci sembrasse un luogo mortuario. Anzi, ci è addirittura piaciuto molto. Al di fuori del cimitero, nella piazza centrale dove c’è il mercato d’antiquariato (Plaza Juan XXIII), potrete anche visitare il CENTRO CULTURAL RECOLETA (29), dove vari fotografi da noi non molto conosciuti (quindi non sappiamo se famosi o no) espongono i loro vari lavori. Veramente ben fatto! Abbiamo particolarmente apprezzato alcune foto, secondo noi veramente opere d’arte.

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Sembra tutto a parte che un cimitero, per fortuna

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Ok, siamo quasi a fine…

Altrettanto consigliabile è una bella passeggiata, magari all’ora del tramonto, a PUERTO MADERO (30). Vi sembrerà di camminare lungo mare (anche se da qui le spiagge più vicine sono a quattro ore). Negozi, bar e ristoranti; non manca proprio niente. Vi sono quattro ponti per arrivare a questo porto, tutti con architetture diverse; il migliore è senz’altro il PUENTE DE LA MUJER (31), cioè il più vicino alla FREGATA PRESIDENTE SARMIENTO (32); una nave da guerra inglese ora convertita in un museo marittimo gratuito di Buenos Aires.

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Sembriamo quasi fotografi seri

Un’idea geniale, da fare però solo se avete molto tempo a disposizione nella capitale, è il PERCORSO DEI FUMETTI ARGENTINI (33) (non ci ricordiamo il nome ufficiale, scusateci). La fine di questo percorso è proprio a Puerto Madero con il famosissimo Mordillo, ma l’inizio, dove troverete anche la mappa, è tra Calle Chile e Calle de la Defensa (eh sì, sempre lei). Qui ad aspettarvi ci sarà una panchina con tutti i personaggi più conosciuti della stupenda Mafalda. Da qui in poi troverete ben altri dieci personaggi in altrettanti punti della città. Noi ne abbiamo visti solo due (neanche Mordillo siamo riusciti a vedere, sigh), voi riuscirete a fare di meglio?

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Infine, per concludere la nostra lista in bellezza, non potete visitare la capitale del TANGO (34) senza vederlo ballare. Non potendo permetterci spese folli per andare ad uno spettacolo vero e proprio (qui per farti vedere due persone che ballano il tango ti spennano) ci siamo dovuti “accontentare” di una versione più che economica (diciamo gratuita), ma molto più particolare e interattiva. I nostri gentili host infatti ci hanno consigliato vivamente di passare da Belgrano a partire dalle ore 19:00. Più precisamente in Calle 11 de Septiembre, alla BARRANCAS DE BELGRANO (35) (conosciuta anche come LA GLORIETA), tantissimi ballerini, di qualsiasi livello di bravura, si ritrovano per una Milonga Abierta. Cos’è una Milonga? È semplicemente il termine usato per indicare un luogo dove le persone si incontrano per ballare il tango. Ci siamo così goduti lo spettacolo gratuito, provando addirittura a muovere impacciatamente le nostre gambine di legno a tempo di musica, partecipando ad un fantastico ballo argentino all’aria aperta in un bellissimo contorno. Vi ritroverete infatti sotto ad un gazebo di legno contornato da verde. Siamo diventati anche dei “bravi” milongueros. Quando organizzate il vostro viaggio qui a Buenos Aires, quindi, fate sì che il soggiorno comprenda per lo meno un fin de semana!

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Non so se si è capito, ma Buenos Aires ci è proprio piaciuta tanto! E non abbiamo neanche avuto il tempo di vedere tutto…

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P.S.: molte foto tra le più belle sono andate perdute
per un “piccolo” problema tecnico.
Dedichiamoli un minuto di silenzio…
Nel frattempo potete ancora guardare le sopravvissute cliccando sul testo.

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