Non solo Carnevale a RIO DE JANEIRO

06.02.2016 – 10.02.2016

Va bene che abbiamo fatto sì che i giorni passati a Rio de Janeiro coincidessero con la settimana del Carnevale più famoso al mondo, va bene anche che non essendo riusciti a farci ospitare abbiamo speso un po’ di più per un ostello che valeva un po’ (tanto) di meno poiché alta stagione, ma in questi 5 giorni passati a Rio non abbiamo vissuto di sole feste e costumi. Anzi, il Carnaval do Rio de Janeiro al quale abbiamo partecipato è stato molto diverso da come ce l’eravamo immaginato

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Rio in tutta la sua bellezza

 

Da San Paolo a Rio

Rio de Janeiro non ci accoglie nel migliore dei modi, forse perché non siamo gli unici a volerla raggiungere in questi giorni? Il pullman da San Paolo è imbottigliato nel traffico tentacolare e ritarda così l’arrivo di “sole” 4 ore.  Come se non bastasse l’autista si arrende alla fila interminabile e ci abbandona a 2 km dalla Rodoviária (la stazione degli autobus) con i nostri zainoni sotto i tiepidi 35 gradi all’ombra brasiliani. Non ci scoraggiamo e arriviamo al traguardo. Chiediamo a chi di dovere quale Ônibus prendere per arrivare al nostro ostello a Botafogo, venendo indirizzati ad una fermata con una lunghissima coda di persone (esatto, qui le persone che prendono il bus stanno sempre in fila indiana, fanno prima scendere le persone e poi salgono loro e pagano tutti il biglietto di 3,80 reais) nell’unico punto dove l’ombra non esiste. L’attesa è lunga, forse anche troppa, e quando stiamo finalmente per salire ci viene detto che questo pullman non va dove dovevamo andare, portando così il punteggio a Noi 0 – 2 Ônibus. Sudati e anche un po’ incazzati torniamo a chiedere, ad un’altra persona,  quale sia allora quello giusto; questa è la volta buona, saliamo, paghiamo e con l’autista che guida come un pazzo arriviamo all’ostello. Credeteci, indovinare quale autobus prendere in Brasile è veramente un colpo di fortuna e uscirne vivi è proprio un terno al Lotto.

 

L’ostello (da evitare)

Rio Nature Hostel, questo il nome dell’ostello. Una terrazza da urlo con mega-vista sul Cristo Redentore e su buona parte della città, dove poter consumare la colazione inclusa nel prezzo,  con simpatiche scimmie cappuccine a farci compagnia. E basta. Il resto è quasi tutto da dimenticare. Due ore di attesa per il check-in, prenotazione della camerata da 8 che non trovano, tre cambi di camera per errori loro (alla fine però c’è toccata la camera privata), cucine incucinabili e docce indocciabili. Uniche note positive la conoscenza di varie persone tra cui Raphael, ragazzo brasiliano di San Paolo, che ci ha consigliato posti e blocos del Carnevale da vedere.

 

Tutto quello che c’è da fare e vedere

Ipanemala spiaggia più di moda di Rio da pochi anni, è la nostra prima tappa. Prima di arrivarci passiamo dal Bloco do Botafogo (i blocos sono le diverse feste di Carnevale dei quartieri), dove un’autocisterna piena d’acqua rinfresca tutti quelli in strada, compresi noi. Indovinato il pullman per la celebre spiaggia ci ritroviamo in mezzo a fiumi di persone e venditori ambulanti (“Agua geladaaa” è la frase più in voga), i quali si stanno dirigendo tutti al Bloco più popolare della giornata.

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Scusate…permesso…scusate…

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Il tramonto a Ipanema, che poi come spiaggia non è tutto questo “wow”

Il lungomare è immenso e strapieno di persone, così come la spiaggia, ma niente ci vieta di fare il nostro primo bagno del 2016 nell’Oceano Atlantico. Verso l’ora del tramonto siamo pronti a comprare un’agua do coco e salire sull’Arpoador. Da qui ci godiamo una meravigliosa vista del sole che scompare dietro i Dois Irmãos sorseggiando la nostra noce di cocco; momenti che ci godiamo appieno, molto più della bolgia del Carnevale.

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Sorridi, sei a Rio!

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Il Carnevale più famoso al mondo attira abbastanza gente

Pão de Açúcar meraviglia naturale che forse non tutti conoscono è la nostra scelta per iniziare una nuova giornata. Prima di iniziare la salita verso la prima vetta (con una comoda funicolare) ci facciamo un bagno nella Praia Vermelha. I più avventurieri iniziano la salita a piedi partendo dalla fine di questa spiaggetta; se avessimo saputo prima quanta fila avremmo dovuto fare (2 ore circa) saremmo saliti a piedi anche noi, risparmiando così almeno il biglietto della prima funicolare. Il costo del biglietto intero è di 71 reais, la prima funicolare vi porterà al Morro de Urca e la seconda fino al Pan di zucchero, mentre il biglietto per chi deciderà di fare la prima parte a piedi dovrà pagare 36 reais e deve ASSOLUTAMENTE comprarlo alla biglietteria prima di salire altrimenti dovrete riscenderla tutta fino alla biglietteria. La vista dall’alto è veramente stupenda e in una giornata senza nuvole è possibile godere di tutta Rio. Inoltre qui sulla cima ci sono vari percorsi da fare a piedi immersi nella natura; non lasciateveli sfuggire. Per i più temerari e spendaccioni c’è anche il tour in elicottero che sorvola la città passando anche dal Cristo Redentore, ma non essendo Fiammetta temeraria e Leonardo spendaccione non sappiamo darvi altre informazioni. Al ritorno dalla cima la cosa più impensabile che potesse succedere è accaduta: in fila davanti a noi per riprendere la funivia, Leonardo ritrova un suo vecchio amico nonché vecchio compaesano; più facile trovare un ago in un pagliaio (Fucecchio rulez). Comunque se andate a Rio questo fantastico picco panoramico è inevitabile; forse ancor più del collega a braccia aperte.

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Pan di Zucchero, sei nostro!

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Il quartiere di Lapa ci aspetta con il bloco principale della giornata, quello dei Beatles. Folle esorbitanti ubriache e in maschera, alcool e musica (25 minuti no-stop del ritornello di Yellow Submarine) non mancano, così come la sporcizia e il maleodore che regnano sovrani. Possiamo dirvela una cosa in amicizia? Questo così tanto rinomato Carnaval do Rio non ci ha fatto proprio impazzire. Nessun evento degno di nota, nessuno che balla più del solito; solo tanta, tanta gente. Avevamo troppe aspettative per il Carnevale più famoso al mondo? Non abbiamo semplicemente capito bene come funzionava? O è solo perché in questo periodo non è possibile fare i turisti e contemporaneamente andare a far festa? Milioni di persone, sporcizia e prezzi alle stelle non sono l’ideale per esplorare la città e, al contrario, godersi il Carnevale dopo una giornata a giro sotto 40 gradi non è proprio semplice (chi ci è stato, però, dice che la festa al Sambodromo è veramente bella, peccato che ormai i biglietti costavano troppo). Così anche a Lapa abbiamo lasciato la bolgia festante per una più tranquilla gita domenicale, anche se era lunedì. Stiamo proprio invecchiando male…

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Una marea di persone e soltanto alcuni stand da dove mettono la musica ma nemmeno un carro o qualcuno mascherato come si deve. Questo ci ha un po’ deluso.

Ripieghiamo quindi sulla parte “storica” della città, dove è possibile salire sul Santa Teresa Tram che gratuitamente (almeno a noi non è costato niente) vi porterà nel quartiere di Santa Teresa, che fino a poco tempo fa era una zona ad alto rischio e che oggi è stata rivalutata grazie a particolari negozi di souvenir e ristoranti. La discesa è possibile rifarla con il mezzo pubblico giallo o a piedi; noi vi consigliamo la seconda. A pochi passi dalla fermata avrete modo infatti di ammirare la Scalinata Selarón, che collega Rua Joaquim Silva alla Rua Manuel Carneiro. È costituita da 250 gradini ed è lunga 125 metri. Le alzate dei gradini sono decorate con oltre 2.000 piastrelle provenienti da oltre 60 paesi di tutto il mondo (ok, questa l’abbiamo copiata da Wikipedia); bella bella bella! Dopo aver sceso la bellissima scalinata, intrattenendoci per le foto di rito, arriviamo ad un’altra delle attrazioni del quartiere, l’Arcos da Lapa, un antico acquedotto (niente di che, eh) sul quale eravamo passati qualche ora prima con il tram. Arrivati qui ci incontriamo nuovamente con il bloco, solo che adesso sono tutti più sudati e ubriachi, così ci defiliamo velocemente e ci infiliamo nella prima metropolitana che permette l’ingresso a chi ancora deve acquistare il biglietto per una corsa. Se andate a Rio per il Carnevale quindi ricordatevi che è meglio comprare subito qualche biglietto della metro in più oppure avere a portata di mano una mappa della metropolitana che indichi le stazioni aperte anche a chi deve ancora acquistare il biglietto. A parer nostro Lapa è la zona più caratteristica di Rio e quella che più ci è piaciuta. 

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Frase storica italiana sulla Scalinata Selarón

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Anche fuori dal Carnaval le persone non mancano

Aaah Copacabana, cosa c’è di meglio di una spiaggia per riposare un po’ dopo una mattinata da turisti? Ci godiamo un po’ le onde in quella che fino a qualche tempo fa era la spiaggia più famosa della città e che tuttora è la più “americana”: lungomare dove correre o pattinare, enormi alberghi di lusso e bar e localini di lusso lungo tutta la spiaggia dove, come informano numerosi aerei pubblicitari di passaggio nei cieli della spiaggia, si puo’ pagare con la carta. Terminiamo la serata con il tramonto in spiaggia e una passeggiata fino all’ostello dove “cuciniamo” la prima cena sana della vacanza, insalata e scatolet…ehm…tonno! Tutte spiagge enormi e rinomate quelle di Rio, peccato un po’ per il mare, che sembra tutto a parte mare.

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E anche Copacabana l’abbiamo vista ma vale la stessa cosa per Ipanema

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La meraviglia del Mondo

Il Cristo Redentor, l’ultimo in ordine di “nascita” delle 7 meraviglie del mondo moderne, è anche l’ultima nostra tappa di questa affascinante gita a Rio. Come per il Pan di Zucchero, anche qui è possibile salire a piedi, ma vi consigliamo di informarvi prima sull’itinerario, dato che accade fin troppo spesso che i turisti qui si perdano fra le montagne; noi ci siamo persi ancor prima d’iniziarlo, poiché i 45 gradi della giornata più calda trascorsa a Rio e qualche indicazione sbagliata di troppo ci hanno fatto rinunciare all’impresa. Comunque, giunti ai piedi del monte Corcovado nel quartiere di Cosme Velho possiamo scegliere tra tre mezzi di trasporto: il treno panoramico, i transfer privati o le care vecchie gambe. Il primo ha un costo di 68 reais (andata, ritorno e ingresso), il quale in 20 minuti vi porterà fino ai piedi del Cristo passando per il Parque Nacional da Tijuca e dai suoi meravigliosi panorami; i transfer costano 2 reais in più del treno, ci mettono molto meno ad arrivare, c’è molta meno fila da fare ma non hanno i fantastici scorci appena detti; invece, per farsela a piedi gira voce che ci voglia un’ora e mezza, che la salita è di livello medio e che ti facciano pagare la discesa in treno (39 reais). Siete quindi liberi di scegliere quale dei tre preferiate, ma non se andarci o meno; è una tappa obbligatoria! Arrivati in cima, salendo gli ultimi gradini, è possibile ammirare il paesaggio di diverse parti della città, ma la vista più bella vi aspetta all’ombra dell’enorme statua di 38 metri che circonda Rio ed i Carioca nel suo perpetuo abbraccio (anche se per chi ha visitato il Cristo-Rei de Lisboa puo’ sembrare che questo sia il fratellino minore): potrete distinguere perfettamente le spiagge, la Lagoa Rodrigo de Freitas, il Centro, l’Estádio Maracanã, il Pão de Açúcar e tanti altri luoghi che non abbiamo avuto modo di visitare. Poi naturalmente sgomitiamo un po’ fra le miriadi di persone per scattarci e farci scattare qualche foto da uno dei posti che fino a pochi mesi fa non avremmo mai immaginato di poter visitare. Emozionante, ma ci sembra lo stesso troppo definirlo una meraviglia del mondo.

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Prima di arrivare ai piedi del gigante a braccia aperte però siamo entrati a dare un’occhiata anche al Jardim Botânico lì vicino (in verità ci siamo andati perché ci era stato detto che la camminata per arrivare al Cristo iniziava da lì…bugia!). L’ingresso costa solo 9 reais ed è un bellissimo posto per camminare respirando aria buona e vedere vegetazioni a noi italiani sconosciute. Perdi più all’interno ci sono molte collezioni di piante, di cui una di sole Orchidee che Fiammetta, da buon pollice verde ed amante di questi bellissimi fiori che è, ha voluto fotografarle una per una; alcune hanno dei colori eccezionali. Il giardino alla fine dei conti non è da strapparsi i capelli, ma visto il prezzo irrisorio li vale tutti. Anche solo per le Orchidee.

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L’ultima cena

Ci godiamo così l’ultima “cena” dalla terrazza dell’ostello con vista sul Cristo illuminato e prepariamo le ultime cose per lasciare la città l’indomani mattina. Carnevale o no, sicuramente ne è valsa la pena di passare qualche giorno in questa scoppiettante e bellissima metropoli, anche se non siamo ancora pronti, come invece tanti altri fanno, ad eleggerla città più bella al mondo. Sappiamo però che questo Paese riserva ancora tante sorprese e vogliamo andare a scovarle nella sua natura selvaggia. Brasile stupiscici!

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