Altimetria San Quirico d'Orcia - Radicofani Via FrancigenaLa tappa di oggi è una delle più impegnative, 32,2 km e quasi 800 metri di dislivello totale ci separano da Radicofani. Da giorni ci dicono che per la giornata odierna è prevista una mega tempesta e quindi siamo ancora indecisi se camminare oppure optare per una soluzione alternativa. Siamo in una zona dove le terme (a partire dalla bellissima Bagno Vignoni) non mancano. La nostra opzione di riserva sarebbe dunque una fuga termale, magari nelle calde acque di Bagni San Filippo. Insomma, vediamo cosa ci riserva questa giornata!

Vignoni Alto, un borgo inaspettatamente bello

Alle 7:00 salutiamo Carlo e Mauro, che dovendo rientrare a Prato resteranno in zona, e lasciamo l’ostello, decisi ad affrontare un’altra giornata di cammino. Ci allontaniamo da San Quirico in compagnia di grandi nuvoloni neri e vento forte. Riusciamo ad arrivare fino a Vignoni Alto prima che la sorte ci giri le spalle. Sotto una pioggerellina insistente facciamo un giro fra gli edifici di origine medievale, la torre e la Chiesa di San Biagio. Un bellissimo arco nella cinta muraria nasconde una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia. Questo quadro sarebbe perfetto se non fosse che il tempo non ha intenzione di regalarci un briciolo di sole, anzi…

Vignoni Alto Via Francigena

Il delizioso borgo di Vignoni Alto

Vignoni Alto Via Francigena

Molti conoscono soltanto Bagno Vignoni non sapendo le bellezze che il “fratello” nasconde

Vignoni Alto Via Francigena

La Torre, o quello che ne rimane (la parte superiore è andata distrutta)

Bagno Vignoni. Acqua termale…e piovana!

La pioggia non accenna a smettere e così dobbiamo accontentarci di una breve visita e lasciarci alle spalle Vignoni Alto. È l’unico tratto in discesa della giornata, dovrebbe servire a riprendere fiato, e invece l’acqua ha reso la strada estremamente scivolosa. Basta un po’ di accortezza e anche questa è fatta. Ecco finalmente un gruppo di case. Prima di arrivarci passiamo in mezzo ad un grande parco che sarebbe stato perfetto per una sosta se il tempo oggi ce lo avesse concesso. Restiamo letteralmente senza parole quando, poco dopo aver imboccato una strada stretta alla fine del giardino pubblico, ci ritroviamo improvvisamente davanti alla piazza centrale di Bagno Vignoni. La magia che questo posto sprigiona lo rende unico al mondo. Il borgo si sviluppa attorno ad una piazza centrale, che non è una vera a propria piazza, bensì una vasca di acque termali, dalla quale prende il nome di “Piazza delle Sorgenti”. Troviamo riparo sotto il portico e ammiriamo estasiati lo spettacolo della pioggia che cade sulla vasca. Il vapore che così si crea rende il tutto ancor più surreale.

Bagno Vignoni Via Francigena

La magica Piazza delle Sorgenti, nelle cui acque si sono bagnati personaggi illustri come Caterina da Siena e Lorenzo de’ Medici

Piazza delle Sorgenti Bagno Vignoni Via Francigena

L’altra particolarità di Bagno Vignoni è che, nonostante abbia una popolazione di soltanto 30 abitanti, qui si trovano strutture alberghiere che offrono servizi termali e Spa, terme gratuite, ristoranti, bar, negozi tipici e una libreria molto fornita. Potremmo restare qua anche tutto il giorno, ma ormai ci siamo messi in testa di arrivare a Radicofani…e arriveremo!

Il viaggio continua verso Castiglione d’Orcia

Aspettiamo e cerchiamo di decidere il da farsi. L’idea di proseguire per i restanti 25 km sotto l’acqua non ci entusiasma. Quella di oggi è una tappa impegnativa e il tempaccio, ormai trasformatasi in acquazzone, non sembra avere intenzione di darci una tregua. Ma non vogliamo darci per vinti, così decidiamo di proseguire. Usciamo da Bagno Vignoni facendo un piccolo pezzo di Cassia che poco dopo ci farà entrare in una strada sterrata che costeggia il fiume Orcia. Questa è la strada che da Bagno Vignoni porta a Castiglione d’Orcia e, dopo aver guadato il fiume su un passaggio carrabile, il percorso incomincia a correre nel bel mezzo della campagna fra bellissimi alberi di ulivo e colline di un acceso giallo paglierino. Tutto molto, ma molto, bello.

Campagna di Castiglione d'Orcia Via Francigena

Non saranno due gocce a fermarci

La Francigena passa esternamente al paese di Castiglione d’Orcia, ma chi lo desidera puo’ allungare il percorso di 3 km (andata e ritorno) per visitare il centro storico o anche solo per i vari ristoranti/negozi che ci sono in zona. Viste le condizioni meteorologiche noi abbiamo tirato dritto senza pensarci troppo. Avremo sicuramente occasione di tornare con il bel tempo!

Ancora non vogliamo piegarci al maltempo e così proseguiamo dritti verso Gallina, il prossimo centro abitato. Iniziamo così un bellissimo percorso sul crinale di alcune colline che ci regalano panorami a 360° sulla Val d’Orcia. Il problema di essere più in alto del resto degli altri poggi fa sì che il vento possa fare di noi quello che vuole; iniziano così delle piccole raffiche che speriamo non vadano a peggiorare.

 Castiglione d'Orcia campagna Via Francigena

Strade che, se non fosse per il maltempo, vorresti non finissero mai

Castiglione d'Orcia campagna Via Francigena

Un bel Punto Sosta per pranzo

Fortunatamente il percorso continua senza peggioramenti (né miglioramenti) fino a raggiungere un Punto Sosta con l’essenziale per un pellegrino: tavolo, due panche ed una fontanella. Questa piazzola ha tuttavia qualcosa di particolare. Oltre ai bellissimi paesaggi che ci circondano, questo Punto Sosta si trova all’esterno di una proprietà privata e sono proprio i padroni di casa ad aver messo a disposizione tutto ciò per noi viandanti. La pioggia decide di darci un attimo di tregua, almeno per il pranzo, così ci sediamo ai suoi tavolini prendendoci un attimo di relax. Il freddo pungente però rende il tutto meno piacevole; cerchiamo così di mangiare alla svelta per rimetterci subito in cammino.

Punto Sosta dopo Castiglione d'Orcia Via Francigena

Anche il cane dei padroni di casa pranza con noi

Poco dopo essere ripartiti il vento sembra arrabbiarsi, diventando così forte da spostarci di peso e intanto l’acqua riprende a cadere incessantemente. Ormai Gallina è vicina e quindi stringiamo i denti almeno per arrivare là. Come avrete sicuramente capito il meteo di oggi ci sta rovinando una delle tappe più paesaggistiche del percorso, ma mentre combattiamo con il tempo avverso scopriamo da internet che intorno a noi, in quasi tutta la Toscana, si sta abbattendo un forte nubifragio che a Livorno costerà la vita a ben 9 persone. Il timore che il tifone possa arrivare anche da noi è tanto ed iniziamo a pensare seriamente di prenderci un “giorno di ferie” dalla Via Francigena.

Prima di Gallina un secondo Punto Sosta con fontanella

Gallina

Bagnati come pulcini arriviamo alle porte di Gallina. Siamo infreddoliti e quindi ci ripariamo dietro ad un fienile che fa da scudo contro il forte vento, nella speranza di riscaldarci. Il paesino di Gallina non lo vedremo mai, poiché di comune accordo con Silvia e Stefania (Antonio sarà già arrivato a Radicofani a quest’ora) decidiamo che questa non è la giornata adatta per camminare. Essendo già pronti a quest’evenienza dal giorno prima, abbiamo con noi il numero di un taxi. Ormai la decisione è presa e quindi lo chiamiamo: per 30€ ci porterà dove vogliamo andare. Mentre aspettiamo che arrivi il tassista i due ragazzi tedeschi conosciuti nella tappa precedente ci raggiungono e decidono di unirsi a noi. Adesso siamo in sei, e 5€ ciascuno sono più che un buon prezzo.

Per chi desiderasse spezzare la tappa di oggi Gallina potrebbe essere una buona soluzione visto che qui ci sono un Agriturismo un B&B ed un affittacamere. Per il resto non sappiamo cosa ci sia da fare perché non abbiamo raggiunto il centro del paese.

La domanda è lecita: ed il tratto Gallina – Radicofani? Noi purtroppo non siamo ancora oggi riusciti a farlo (ma quando lo faremo, in futuro, lo descriveremo a parole nostre).  Chi desidera alcune info in più può visitare il sito “Trekking.it”.

Deviazione verso i Bagni di San Filippo

Arriva il taxi e noi siamo già sicuri della méta: le vicine Terme di Bagni San Filippo. Nemmeno 10 minuti e siamo già a destinazione. Scesi dal mezzo sentiamo già l’odore inconfondibile di zolfo. Le Terme di Bagni di San Filippo nascono dal torrente Fosso Bianco, che dà vita a bellissime vasche con acqua piacevolmente calda nelle quali bagnarsi, il tutto riparati dagli alberi del bosco. Perciò terme libere, naturali e belle da vedere. Qui si possono ammirare anche la Balena Bianca o il Ghiacciaio, ossia formazioni calcaree dalla forma veramente particolare. Adesso che siamo entrati nelle calde vasche anche la pioggia riesce a diventare una sensazione unica. Con il corpo al caldo e la testa bagnata da fredda acqua. Meraviglioso. Passiamo un paio d’ore immersi in completo relax. Che vi dobbiamo dire…il cammino è anche questo, una piacevole giornata fuori dagli schemi trascorsa in compagnia! Comunque anche oggi i nostri 19 km a piedi li abbiamo fatti eh!

Terme Bagni San Filippo

Terme Bagni San Filippo

Camminare è bello, ma le terme sono meglio!

Terme Bagni San Filippo

La gigantesca Balena Bianca

Nella vita, mai rassegnarsi

Dovete sapere che in occasione di San Valentino nel 2016 ci trovavamo su un’isola paradisiaca in Brasile, Ilha Grande. Per festeggiare ci regalammo due collanine, una con pietra bianca per Fiammetta ed una nera per Leonardo. Cosa c’entra tutto questo? Ve lo diciamo subito. Leonardo per fare il bagno ha tolto la sua appoggiandola sopra i vestiti (nelle terme sempre entrare senza metalli) e nel momento di rivestirsi la collanina evidentemente è caduta e ce ne siamo accorti quando ormai era troppo tardi. Non vi nascondiamo che a quella collanina ci tenevamo tanto e quindi abbiamo provato a chiamare i gestori dei bar, a contattare persone che quel giorno pubblicavano foto di San Filippo sui Social, ma ogni sforzo sembrava vano. Fortuna vuole che i genitori di Leonardo, di ritorno da un viaggio a Roma, passassero in zona alcuni giorni dopo. Ci hanno promesso di passare a dare un’occhiata, ma eravamo già rassegnati. E invece mai darsi per vinti! La collanina è di nuovo con noi!

collanine alle cascate di Iguazù

Foto ricordo alla Garganta del Diablo delle Cascate di iguazù (Argentina, non Bagni San Filippo). Bentornate collanine!

La dura salita per Radicofani (in macchina)

Dalle terme ripartiamo in direzione Radicofani. Circa 11 km ci separano dal centro del paese. Ci siamo trattenuti un po’ troppo a lungo e sì è fatto tardi. Di autobus per Radicofani non ce ne sono e a piedi arriveremmo a notte inoltrata. Il tempo è migliorato e decidiamo quindi di finire la giornata in bellezza: autostop! Siamo davvero fortunati e una coppia di giovani francesi che stanno andando a visitare la Rocca del paese ci carica pochi minuti dopo. Durante il tragitto parliamo un po’ e gli raccontiamo della Francigena. Ne avevano già sentito parlare e ne erano molto incuriositi, ma dopo il nostro racconto entusiasta hanno deciso: il prossimo anno niente macchina a noleggio, anche loro conosceranno l’Italia con le proprie gambe. Ci sentiamo un po’ meno in colpa per non aver percorso l’intera tappa…

Ci portano al parcheggio principale e da qui dobbiamo per forza camminare per arrivare nel centro del paese. Anche questo è in salita ma dopo pochi passi giungiamo al portone d’ingresso di questo magnifico borgo. Il nostro alloggio, Spedale dei Santi Pietro e Giacomo, si trova in Piazza della Giudecca, la piazza centrale del paese. Suoniamo ed un ragazzo alto e moro ci viene ad aprire. Anche lui è un ospite, si chiama Sotiris (Salvatore in Greco) e la sua storia merita di essere raccontata. Prima però seguiamo le sue indicazioni, chiamiamo Don Elia e ci accomodiamo nella sala interna ad aspettare il suo arrivo.

Radicofani Via Francigena

La Rocca che domina il paese

Cosa vedere a Radicofani

La prima cosa che salta agli occhi a chiunque si avvicini a Radicofani è la sua fortezza, che domina incontrastata il panorama. La Rocca, che per anni ha segnato il confine fra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, si erge su un colle a 896 metri di altezza fino a raggiungere i 960 m. L’ingresso al parco della Rocca ha un costo di 4€, comprensivo di volantino illustrato contenente la storia del paese di Radicofani e della sua fortezza. Una volta entrati potrete scoprire i cunicoli sotterranei, la fortezza vecchia con la sua torre nonché il museo, fino ad arrivare alla terrazza dei merli, quasi a 1000 metri s.l.m.. È questo il punto più alto di tutta la Val d’Orcia ed offre una visuale magnifica su tutto ciò che ci circonda. 

Rocca Radicofani Via FrancigenaVista Rocca Radicofani Via Francigena

Per noi è la prima volta in città e non ci aspettavamo di trovare questo gioiello incastonato sulla collina. A Radicofani non c’è solo la fortezza da vedere, potrete anche camminare per le vie del centro, dove ogni pietra nasconde un passato carico di storia. Oggi le strade sono colme di persone ed il paese brulica di vita. Cosa starà succedendo? Il perché di questo viavai è dato dalla festa del paese di cui eravamo completamente all’oscuro. Adesso che siamo qui non vediamo l’ora di scoprire che tipo di celebrazione sia.

La festa di Radicofani: il Palio del Bigonzo

Siamo capitati a Radicofani nella sua giornata più importante. La seconda domenica di settembre le 4 contrade della città si sfidano prima in una gara di tiro con l’arco e poi in una corsa per le vie del paese. Non una corsa qualsiasi però: la gara si fa in coppia trasportando su di una barella di legno i “bigonzi”(dei recipienti in legno usati per la vendemmia) che andranno trasportati senza farli cadere per la via principale del paese che, guarda un po’, è in salita.

Una marea di gente si affolla già sugli scalini che portano alla chiesa, così, sbrigate in fretta e furia le pratiche di accoglienza (riempimento del registro con i nostri dati, scelta del letto, ecc…), scendiamo anche noi a goderci lo spettacolo. L’arrivo del Palio è proprio in Piazza della Giudecca davanti al nostro ostello e così ci godiamo la parte saliente ed i festeggiamenti del vincitore. Oltre al profumo di storia oggi si leva nell’aria anche quello e delle cene che le varie contrade stanno preparando. Ci sta venendo l’acquolina in bocca…non resta che assaggiare anche i prodotti tipici no? Qui trovate tutta la storia del Palio.

Foto presa dalla pagina “Amiatanews.it”. La finestra là sopra è quella del nostro alloggio.

La cena del pellegrino a Radicofani

Dopo aver girato per il borgo e aver chiesto consiglio ai locali la nostra scelta ricade sul ristorante “La Grotta”. Mai scelta fu più giusta visto che per soli 15€ ci siamo abbuffati come non mai! La proprietaria è molto gentile e ci dà la possibilità di scegliere un primo ed un secondo a testa. Sono poi inclusi acqua, vino e caffè. I piatti (soprattutto le zuppe) sono ottimi ed abbondanti e tutti, o quasi, di cucina toscana. In questo caso il menù del pellegrino è una vera rivelazione. Siamo così sazi che il sonno prende il sopravvento e non abbiamo più nemmeno le forze di fare un ultimo giro per le vie del centro. Ci rivedremo domani all’alba Radicofani!

Un Salvatore…salvato!

Mentre siamo a tavola fra un boccone e l’altro facciamo anche in tempo a scambiare due parole per conoscere meglio il nuovo arrivato, Sotiris. Viene dalla Grecia e non ha certo l’aspetto di un pellegrino come tutti gli altri: un ragazzone alto due metri che ha deciso di percorrere la Fracigena indossando un chiodino nero ed un paio di scarponcini in pelle. Roba da pazzi. Ma non è finita qui: partito da Roma, sul cammino è stato vittima di un brutto incidente. Un camioncino che consegnava mozzarelle lo ha colpito con lo specchietto mentre camminava in un tratto di strada dove non ci sono marciapiedi (purtroppo nel Lazio ci sono alcuni tratti veramente pericolosi). Gli è andata bene, ma pensate che invece che disperarsi per la sua situazione è rimasto contento dell’accaduto perché l’investitore per scusarsi gli ha regalato un chilo di mozzarella di bufala. Che cuore d’oro Sotiris.

Un’altra serata in compagnia è trascorsa e siamo pronti a riposare. Chiudiamo gli occhi e ci lasciamo cullare dai “suoni” della stanza in condivisione: c’è chi russa, c’è chi legge e c’è chi urla nel sonno, probabilmente cercando di evitare un furgoncino carico di mozzarelle!

Informazioni Utili(ssime)

  • Riserva d’acqua necessaria: 1 litro è sufficiente, essendoci molte fontanelle e punti ristoro sul percorso
  • Fontanelle sul percorso:
    – “Punto Sosta” dopo Castiglione d’Orcia
    – Fontanella prima di Gallina
  • Ristoro sul percorso: tutto ciò di cui avrete bisogno lo troverete nei centri di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, Gallina e ovviamente Radicofani

Ospitalità pellegrina:

  • Spedale dei Santi Pietro e Giacomo (Via dello Spedale, 2)
    A donativo, uso cucina
    +39 338 7982255
  • Rifugio Comunale Alceo Gestri (Piazza Anita Garibaldi, 2)
    12/16€ senza uso cucina
    +39 331 5291556
Alternative:
  • Airbnb: questo sito offre un’ottima alternativa alle accoglienze pellegrine. Sul sito si puo’ fare la ricerca dell’alloggio cercando sulla mappa, rendendo così più facile selezionare gli alloggi che sono sulla Francigena. Se vi iscrivete seguendo questo link (www.airbnb.it/c/fraise) avrete anche 25€ di sconto sul vostro primo alloggio spendendo più di 65€ (e noi riceveremo 15€ spendibili sul sito…perciò GRAZIE da Tips4tripS!)
  • Agriturismo Passalacqua (Gallina)
    45€ a persona + 5€ colazione
    www.agriturismopassalacqua.it +39 335 5470868
  • B&B “Da Nonna Ornella” (Via delle Querciole, 9 – Località Gallina)
    35€ per una persona, 60€ fino a 3 persone + Colazione inclusa
    +39 0577 880220
  • Affittacamere Albafiorita (Via delle Querciole, 8 – Località Gallina)
    +39 0577 880118
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