Cartello simbolo pellegrino Via Francigena

Introduzione alla VIA FRANCIGENA

Siamo nati e cresciuti tra le dolci colline della Toscana e abbiamo sempre sentito parlare della Via Francigena. Sapevamo che passasse a pochi chilometri da casa nostra e da sempre abbiamo visto indicazioni, cartelli e pellegrini lungo la strada. Perché solo adesso abbiamo deciso di percorrerla? Perché non lo abbiamo fatto prima? Le risposte a questa domanda sono molteplici, ma quello che conta è che quest’estate finalmente abbiamo anche noi deciso di indossare le vesti degli antichi pellegrini e partire. Sperando di arrivare il più lontano possibile…

Via Francigena Val d'Orcia

Francigena è fatica, è stanchezza…ma è sopratutto bellezza!

Lungo il cammino, durante un momento di riposo presso l’alloggio di Isola d’Arbia, abbiamo letto queste righe sfogliando uno dei tanti libri di Monica D’Atti e Franco Cinti (gli autori delle guide straconosciute tra i viandanti):

Essere pellegrino non è arrivare subito al santuario. Essere pellegrino è preparare nei passi e nell’attesa il momento dell’arrivo. Essere pellegrino è un lungo andare. Pellegrino non è chi arriva ma chi parte, e chi è in cammino….la meta è la scusa per imparare a camminare.

Una bellissima frase, non trovate? Una cosa che al giorno d’oggi sembra quasi impossibile da far capire: nella vita dobbiamo goderci il viaggio, non la méta, e questo viaggio con più calma lo faremo e più  potremo godere di tutto quello che ci troveremo intorno. Leggendole adesso, davanti ad un computer, forse vi sembreranno parole senza senso, ma se proverete l’esperienza della Francigena (o di qualsiasi altro cammino) vi accorgerete di quanto è bello vivere a piccoli passi.

Fortunatamente ad oggi la Francigena sta tornando all’antica gloria e sono sempre più numerose le persone che decidono di percorrerla, per intero o in parte. Cosa le spinge? Ognuno ha i suoi buoni motivi. C’è chi vuole intraprendere un percorso spirituale, chi vuole scoprire il territorio in maniera diversa, chi cerca solitudine e introspezione e chi invece spera di vivere e condividere con altri momenti piacevoli. La nostra Francigena è stata tutto questo e molto di più. Un’esperienza così bella non possiamo far altro che consigliarla anche ad altri e soprattutto a voi che ci leggete. Non vi preoccupate se non avete colpe da espiare o se credete che “Chiesa” sia solamente un ex-giocatore di Parma e Fiorentina, ormai la Francigena non è più soltanto sinonimo di pellegrinaggio. Tutti possono sentire il desiderio di mettersi in cammino ed il Cammino accoglie tutti, atei compresi.

Non siamo qui soltanto per consigliarvela, anzi, vogliamo guidarvi tappa dopo tappa in questo meraviglioso percorso. In questo e nei prossimi articoli troverete dunque consigli importanti qualora decidiate di mettervi in viaggio facendo del vostro zaino la vostra casa e dei vostri piedi il vostro unico mezzo di trasporto.

Un po’ di storia della Via Francigena

Il nome Francigena non deriva da San Francesco, come erroneamente si potrebbe pensare. Il cammino di San Francesco esiste (ed in alcuni punti si incrocia proprio con la Via Francigena) ma collega il santuario di La Verna (in Casentino) ad Assisi e prosegue poi fino alla città eterna. Quindi il nome “Francigena” viene da altrove; si chiamavano infatti così le vie che giungevano in Italia dalla Francia.

La Francigena ha origini molto, ma molto, antiche. Già nel VI secolo i longobardi la utilizzavano per raggiungere i propri ducati nel Sud d’Italia rimanendo lontani dalle vie percorse dai loro più temuti nemici, i Bizantini. Nel Medioevo veniva percorsa da tantissimi pellegrini che si recavano a Roma per visitare le tombe degli apostoli Pietro e Paolo (alcuni proseguivano fino alla Puglia per raggiungere poi la Terra Santa). C’era anche chi la percorreva verso Nord, per raggiungere il Cammino di Santiago, che culmina con la visita alla Cattedrale che ospita la tomba di San Giacomo.

La Francigena a quel tempo doveva la sua importanza alla posizione strategica di crocevia fra i tre più importanti luoghi di pellegrinaggio, le tre Peregrinationes Maiores (Roma, Santiago e Gerusalemme). Ma dei tanti pellegrini che la percorsero, colui che la rese celebre fu Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che nel 990 tornando da Roma segnò le 79 tappe del suo cammino. Queste sono tutt’ora le tappe riconosciute come autentiche della Via Francigena.

Chissà quante persone e celebrità del passato hanno fatto i nostri stessi passi…

Antica Cassia Via Francigena

Pensate che questa strada esisteva già ai tempi  dell’antica Roma

Come prepararsi per affrontare al meglio la Via Francigena?

Ecco, bella domanda, come ci siamo preparati noi alla partenza? Chi ci conosce già saprà che per noi viaggiare deve essere sinonimo di avventura. Siamo bravi organizzatori (specialmente quando si tratta di organizzare i viaggi di altri), ma noi non riusciamo a partire avendo già programmato tutto. Ci piacciono gli imprevisti e ci piace seguire il nostro cuore. Quindi niente prenotazioni in anticipo, niente studio delle tappe, niente ricerca, niente guida in tasca. Lo zaino però lo abbiamo preparato (e forse anche troppo) e appena chiuso, VIA…all’avventura!

Non preoccupatevi però, a voi diamo un po’ più di aiuto.

Quando all’inizio dell’articolo abbiamo usato la frase “ci è venuta voglia di indossare le vesti degli antichi viandanti” forse abbiamo esagerato! Infatti i pellegrini di una volta (poveretti) partivano indossando un vestito, un cappello e una cappa per proteggersi dal freddo. Con loro portavano una bisaccia con poche cose ed il bordone, cioè il bastone. Anche se sarebbe stato divertente partire così conciati (soprattutto per chi ci avrebbe visto), abbiamo invece deciso di indossare vestiti comodi e moderni, con i nostri amati zaini sulle spalle. Avevamo già fatto dei trekking di più giorni in Sud America, ma per un cammino così lungo è bene essere preparati. Ecco dunque la nostra lista, che raccoglie i nostri consigli e quelli dei tanti pellegrini incontrati lungo il cammino che, più esperti o più preparati di noi, ci hanno saputo offrire un importante aiuto.

Pellegrino Via Francigena

Innanzitutto noi abbiamo percorso il tratto Fucecchio- Roma impiegando 15 giorni per terminarlo. La Francigena fra Toscana e Lazio non presenta percorsi particolarmente impegnativi, quindi una scarpa bassa da trekking va benissimo. Se fate la Francigena quando difficilmente pioverà portatevi/compratevi anche un paio di sandali da trekking (quelli con la suola alta). Leonardo li ha scoperti proprio in questa occasione (lui ha i Teva Terra Fi Lite) e con un paio di calzini sotto (alla tedesca per intendersi) sono una delle soluzioni più antiestetiche mai viste, ma anche una delle migliori per non farsi venire delle terribili vesciche. Se poi con i sandali non doveste trovarvici bene, ma li avete già dietro, nessun problema: usateli a fine tappa per far riposare e respirare i piedi o per farvi la doccia, evitando così di portare le ciabatte. Insomma, viva i sandali!

È tutto un altro discorso se decidete di percorrere l’intera via, oppure tratti di montagna, per i quali sarà fondamentale avere con voi un paio di scarponcini alti alla caviglia ed impermeabili.

Ah, anche i Calzini sono importantissimi: due paia da trekking anti-vesciche e due da riposo sono il minimo indispensabile.

Decise le calzature passiamo a coprire le gambe: i pantaloni da escursione potrebbero sembrare perfetti poiché comodi e con molte tasche, ma attenzione, non sono molto adatti per camminare molte ore dato che potrebbero creare irritazioni da sfregamento. Meglio un paio di pantaloncini di tessuto tecnico (magari quelli che diventano anche corti grazie ad una cerniera) oppure, per le donne, un paio di leggins.

Di maglie invece ne servono minimo due, magari a mezze maniche e tecniche. Una maglietta potrebbe essere sufficiente se la lavate tutte le sere e la indossate nuovamente la mattina, ma è sempre meglio averne una  di riserva nel caso in cui piova e dobbiate cambiarvi lungo il cammino (oppure nel caso in cui la sera non riusciate a fare il bucato). Sempre per la pioggia non dimenticatevi un impermeabile tascabile (che prenda poco posto), mentre per il freddo (a meno che non la facciate nel mese di agosto) una bella felpa puo’ sempre far comodo.

Tra gli indispensabili mettete anche un sacco a pelo o, per occupare meno posto, un sacco lenzuolo. La maggior parte delle ospitalità vi darà un letto con copri-materasso e cuscino (senza federa) e coperte di lana pesante.

E non dimenticatevi l’acqua! Noi ci siamo portati una sacca da 2 litri, quella classica da ciclista con la cannuccia, e ci è stata molto utile e poco d’intralcio. Basta studiare il percorso e la mattina prima di partire decidere quanto riempirla. Quando ci sono molte fontanelle è inutile portare peso di troppo, basta 1 litro, ovvero soltanto 1 kg in più sulle vostre spalle.

Le altre cose dovreste saperle da voi, ma noi, per scrupolo, ve le scriviamo lo stesso:

– 3 paia di mutande comode
– 2 reggiseni (se siete uomini potete anche non portarli)
– Un pigiama
– Un cappello
– Un cambio per uscire la sera
– Una pashmina molto fine da usare sia come sciarpa sia come telo per le occasioni in cui si trovano terme o parchi
– Accappatoio o un grande asciugamano in micro-fibra

Potete farne a meno ma se ce l’avete male non fanno:

– Un costume (la Francigena non è solo fatica…)
– Coltellino svizzero
– Occhiali da sole

E nel Beauty?

– Crema solare
– Spazzolino e dentifricio
– Sapone di Marsiglia per il bucato
– Deodorante (ne avrete mooolto bisogno)
– Shampoo (possibilmente i campioncini che danno negli alberghi; pesano poco e si buttano appena vuoti)
– Salviette intime
– Fazzoletti
– Tappi per le orecchie (non potete sapere chi vi toccherà come vicino di letto)
– Medicine
– Cerotti pre-vescica e post-vescica (anche se a noi ci sono sembrati non funzionare quasi per nulla)

Di tutti quelli che abbiamo conosciuto soltanto noi non avevamo la GUIDA! Quindi nominiamo anche lei. Innanzitutto vi diciamo che ormai la maggior parte delle indicazioni si trovano anche su internet o sulle app apposite, ma dobbiamo dire che la guida è molto più utile, dettagliata e sempre sottomano anche se più “ingombrante” di un normale telefono. Perciò, per chi vuole un supporto cartaceo vecchio stile consigliamo di acquistare una guida (o perché no, prenderla in biblioteca) e portare solo le fotocopie del tratto che si andrà a percorrere, cestinando di volta in volta le pagine della tappa completata. Geniale, no?

Ci pare superfluo dirvi che per mettere tutta questa roba vi ci vorrà uno zaino da trekking molto buono (la dimensione ideale è di 35l). Vi consigliamo di andare in un negozio specializzato dove potranno aiutarvi nella scelta. Lo zaino è la cosa più importante del viaggio (a pari merito con le calzature) quindi se potete non compratelo su internet, ma provatelo addosso a voi! Quando l’avrete riempito con tutto il necessario provate a pesarlo; gli esperti dicono che lo zaino dovrebbe essere massimo 7/8 kg. Il vostro quanto è?

Le credenziali ed i timbri

La Credenziale è il documento fondamentale per chi si mette in viaggio. Rappresenta il passaporto del pellegrino“, attestandone identità, luogo di partenza e motivazioni. Il pellegrino deve averla con sé per essere identificato come tale e avere accesso alle strutture di accoglienza pellegrina che si trovano lungo l’itinerario. È possibile acquistarla lungo il percorso nei punti autorizzati (che non sono molti) o, per chi abita lontano dalla Francigena, su internet. Il costo della Credenziale è di 5€ ma se acquistata online dovrete aggiungerci il costo della spedizione (dai 2€ agli 8€ a seconda di quale spedizione si sceglie) e ricordarvi di comprarla almeno 30 giorni prima della partenza per non rischiare che non arrivi in tempo. La credenziale contiene 64 box timbratura, più che sufficienti per tutte e 45 le tappe italiane e non solo. A cosa servono i box timbratura? È qui che viene la parte divertente!

Lungo il percorso riceverete un timbro in ogni ufficio turistico, struttura ricettiva e di ristoro. Il bello è che ogni timbro è diverso dagli altri! Ma non ne approfittate, meglio farne uno per paese/città che esagerare. Questi timbri non hanno solo uno scopo ludico, ma servono anche per chi arriverà fino a Roma. Infatti, percorrendo gli ultimi 100 km a piedi (o 200 km in bicicletta) e mostrando come prova i timbri ricevuti, all’ingresso di Città del Vaticano riceverete il Testimonium“, un documento che attesta l’avvenuto pellegrinaggio.

Cliccando qui entrerete nel sito ufficiale della Via Francigena dove potrete acquistare l’oramai stranominata Credenziale o vedere i punti appositi per la libera vendita.

Testimonium e Credenziale Via Francigena

Il Testimonium e la Credenziale in tutto il loro splendore!

Credenziale Via Francigena

Esempio dei diversi timbri che vi faranno lungo il cammino

App, guide e siti utili

Impossibile partire senza la nuova applicazione ufficiale “SloWays – Via Francigena” per iOS e Android. Noi ne abbiamo scaricate e provate tante (se non tutte) ma questa è di gran lunga la migliore. Avrete così sul vostro smartphone tutte le tappe italiane, con tanto di varianti, divise in due categorie: “a piedi” o “in bici”. All’interno di ognuna troverete una piccola descrizione della tappa, la lunghezza totale, la difficoltà e, cosa più importante, il percorso vero e proprio in tempo reale.

Un’altra App con cui ci siamo trovati benissimo è “Sports Tracker” con la quale potrete tener traccia del tragitto fatto giornalmente con la possibilità di aggiungere foto e di condividerle con i vostri amici. Inoltre potrete così vedere tantissimi dati, tra cui i passi fatti, i chilometri totali, la velocità media o i km/h che state facendo in un dato momento, calore bruciate, l’altimetria del percorso appena fatto, ecc, ecc…Con il GPS l’applicazione salverà il tragitto fatto anche su di una mappa così da poterlo rivedere quando volete. Insomma, se siete amanti degli sport all’aria aperta questa è la risposta a tutto. Ed è pure gratis.

Per i più nostalgici si trovano anche tantissime guide su carta (disponibili anche in formato eBook), facilmente accessibili. Noi vi consigliamo le guide di Terre di Mezzo, più precisamente “La via Francigena. 1.000 km a piedi dal Gran San Bernardo a Roma – 2a edizione” (18€ o 15,30€ se comprata su internet) dove troverete tutto quello che dovete sapere per intraprendere questa magnifica avventura. In questa guida gli autori cercano di attenersi quanto più possibile al percorso originario, prediligendo sempre il cammino più bello, semplice e meglio indicato. Negli ultimi anni il percorso ha subito molteplici variazioni e sono state create numerose varianti (e quindi guide), attenzione quindi perché non sempre la strada più corta è anche la più bella.

Utilissimo anche il sito ufficile della Via Francigena “www.viefrancigene.org, che offre numerose informazioni per organizzare il proprio itinerario ed una descrizione accurata delle varie tappe: cosa vedere, dove dormire, cenni storici e così via. Tutto ciò si trova anche nella guida, ma internet a volte può risultare più comodo.

Spero non ne abbiate bisogno, ma se proprio volete negli ultimi anni hanno creato un servizio di porta-zaini. Trovate tutte le informazioni ed i prezzi (e che prezzi) sul sito di SloWays “www.sloways.eu/trasporto-bagagli-e-zaini-lungo-la-via-francigena/” ma, per favore, se non ne avete bisogno per problemi fisici non abbandonate il vostro zaino. In quei giorni sarà la vostra seconda pelle e non c’è niente di più bello!

La segnaletica della Via Francigena

Tutti ne sono convinti e anche noi, dopo averla fatta, iniziamo a crederci veramente. La Via Francigena ogni anno che passa è sempre più conosciuta e frequentata C’è chi dice che dal 2010 le persone siano addirittura decuplicate. DE-CU-PLI-CA-TE! Grazie agli amanti di questi percorsi, impegnati nel sostegno e nello sviluppo della Via, ed ai numerosi fondi investiti dalle autorità locali, dobbiamo dire che la segnaletica è quasi impeccabile. Sono stati rari i casi in cui abbiamo avuto dei dubbi su dove andare e guardando meglio o dando una sbirciata alla App di “SloWays – Via Francigena” ce la siamo cavata benissimo. Dato che molte volte più percorsi si incontrano, basterà che vi ricordiate di seguire i segnavia bianco-rossi, di vernice o materiale adesivo, spesso con un piccolo pellegrino nero al centro (oppure la scritta VF o Via Francigena).  La segnaletica è bidirezionale e quindi può essere seguita sia dai pellegrini che vanno in direzione Roma oppure in direzione opposta. Quindi niente da dire contro le indicazioni, sono a dir poco perfette!

Cartelli VF

Quasi tutti i tipi di segnalazione che troverete sulla Via Francignea

N.B.: questo non vale nella Regione Autonoma Val d’Aosta dove invece è necessario seguire le indicazioni regionali gialle-verdi.

N.B.’: spesso e volentieri troverete anche i segnali di un pellegrino giallo con freccia bianca sotto a quelli della VF. Questi appartengono al vecchio percorso; quello più corto ma anche meno entusiasmante.

Ma la Via Francigena non è tutta rosa e fiori. Anzi, ci sono anche dei tratti di strada dove bisogna stare molto, ma molto, attenti. Non per essere di parte ma in Toscana non ci siamo mai sentiti in “pericolo”, mentre appena entrati in Lazio questo aspetto è un po’ peggiorato. Il tratto peggiore fra quelli da noi percorsi sono i 7 km (mica uno solo) di Cassia da Radicofani verso Acquapendente. La banchina è quasi inesistente, i mezzi sfrecciano ad elevata velocità  e ci sono molte curve cieche dove non si vede chi arriva. Ad un certo punto si deve addirittura attraversare uno stretto ponte con un dosso che limita del tutto la visibilità per le macchine e per i camion (che passano a frotte). Pericolosissimo! Abbiamo anche provato a guardare su Google Maps; sembrava ci fossero percorsi alternativi, ma dovendo attraversare una “striscia blu” temevamo di trovarci di fronte ad un fiume invalicabile e dover allungare troppo il percorso.

Dove alloggiare

L’alloggio non deve rappresentare un problema per chi si mette in cammino. Le soluzioni in ogni tappa sono molteplici e non è necessario prenotare con largo anticipo. Noi prenotavamo la mattina per la sera stessa o al massimo la sera prima. Perché è controproducente prenotare con molto anticipo? Semplice, perché non potete mai sapere con esattezza dove e quando arriverete (a noi è successo più volte di accorpare due tappe, o spezzarne una troppo lunga) e, stringendo amicizie lungo il cammino, sarà inevitabile voler trovare un luogo per stare tutti insieme. Certo, sul Cammino di Santiago gli alloggi sono più numerosi, ma anche lungo la Francigena la situazione sta migliorando. Normalmente si ha la possibilità di scegliere fra accoglienze pellegrine (sono perlopiù accoglienze di tipo religioso, il loro costo è inferiore, spesso accettano anche solo offerte, ma per pernottarvi è necessaria la credenziale) o di tipo turistico (di prezzo più elevato, non richiedono la credenziale). Le accoglienze di tipo religioso nel caso in cui non richiedano offerte (a partire dai 10€) hanno un costo di 15-18€ (il prezzo aumenta nei casi delle città molto turistiche) per notte, che comprendono un letto (senza biancheria), uso dei bagni ed in alcuni casi della cucina. Sì, in molti casi puo’ convenire un alloggio di tipo turistico che con qualche euro in più puo’ offrire maggiori servizi e comfort. Un esempio veloce? San Gimignano, Monastero di San Girolamo. Camerata da 6 persone, niente biancheria, nessun pasto incluso, no uso cucina: 25€ + tassa di soggiorno. Abbiamo speso qualche euro in più per un Agriturismo con piscina e colazione inclusa.

Sulle varie guide abbiamo avuto un po’ di difficoltà a trovare informazioni sugli alloggi nel caso non seguissimo esattamente quel percorso. Non preoccupatevi, anche se decidete di spezzare una tappa troverete sicuramente un posto per dormire. Per venirvi incontro, nel nostro blog per ognuna delle tappe abbiamo inserito una sezione dove troverete un po’ di informazioni sui luoghi che abbiamo scelto e sulle possibili alternative.

La Francigena in solitaria

Innanzitutto vogliamo rassicurare tutti coloro che vorrebbero partire, ma che non avendo un compagno/a di viaggio non se la sentono di affrontare il cammino. In Francigena sentire la solitudine è praticamente impossibile. In pochissimo tempo si conoscono tante persone che diventano come la propria famiglia. In pochi giorni si creano relazioni molto profonde, quindi non temete di non trovare con chi condividere emozioni e momenti piacevoli. I momenti di solitudine ed introspezione potrete ricavarne quanti ne volete se lo desiderate, ma tutti gli altri saranno sicuramente di piacevole condivisione con chi vi sta intorno! A volte si parla, altre volte ci si limita ad ascoltare, si puo’ stare in gruppo o distaccarsi e percorrere un tratto solo in compagnia di se stessi e di ciò che ci circonda. Durante la Francigena si puo’ fare tutto questo…e molto di più. Senza mai sentirsi soli.

Note dolenti

Una criticità è il pregiudizio che l’italiano medio nutre verso il pellegrino. Dovete sapere che nei posti dove  il turismo va per la maggiore (San Gimignano, Monteriggioni, Siena, Roma,…) la persona sudata, tutta sporca, con un grosso zaino sulle spalle che cerca da mangiare o da dormire non è ben voluta e viene vista come una fonte minore di guadagno. Eppure noi in sole due settimane abbiamo conosciuto camminatori avvocati, dentisti, ingegneri ed addirittura manager. Così, per dire. Sappiamo anche che in Spagna una persona che ha portato a termine il Cammino di Santiago puo’ benissimo scriverlo sul Curriculum Vitae e ciò gli consentirà più facilmente di trovare lavoro. Il perché è presto detto; per riuscire in “imprese” del genere ci vogliono un grande impegno fisico, ma sopratutto mentale, costanza e determinazione. Tutte doti che nel mondo lavorativo non fanno certo male. I pregiudizi? lasciamoli a casa.

E la pulizia delle strade? Nei paesi e nelle città toccate dal percorso non è un grosso problema, ma una volta fuori il discorso cambia e le discariche a cielo aperto diventano sempre più frequenti. Come non nominare i boschi nei dintorni di Siena dove, con le cose lasciate lì da gente incivile, potrete arredare un intero appartamento? E se ci tenete alla vostra salute troverete anche dei bei pezzi di Eternit. Che belli poi i dintorni di Viterbo, dove la situazione è veramente critica, con sacchetti di spazzatura gettati ovunque, anche nelle famose cave etrusche. Mentre ci passavamo accanto riflettevamo su quello che possono pensare le migliaia di pellegrini arrivati qua da tutto il mondo. Inaccettabile.

Spazzatura Via Francigena

Benvenuti sulla Via Francigena, pellegrini di tutto il mondo!

Quest’ultimo è però l’unico grande neo della Via Francigena e se dovessimo fare una lista di pro e contro, quest’ultimi subirebbero una sconfitta schiacciante. Lo abbiamo già ripetuto tante volte, ma la Via Francigena è qualcosa che non ti aspetti e noi tutta questa bellezza non ce l’aspettavamo proprio.

SI PARTE!

Spesso si parla di partenza nel momento in cui si acquista un biglietto. Stavolta però fra le mani non stringiamo nessun biglietto e non c’è nessuna macchina ad aspettarci per portarci lontano da casa. Solo noi, i nostri zaini sulle spalle e l’emozione di andare incontro ad una nuova avventura, ad una nuova partenza. Chiusa la porta di casa dietro le nostre spalle, siamo pronti. In questi giorni passeremo molti dei luoghi che credevamo di conoscere come le nostre tasche e che invece grazie al cammino vedremo con occhi del tutto nuovi.

Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le persone,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.

Ruben Blades

Via Francigena

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