Altimetria Fucecchio - San Miniato - Gamabassi Via Francigena

Sveglia alle 05:30, colazione in casa, zaini in spalla e…via per una nuova avventura! Leonardo vive a Fucecchio e così, come se dovessimo andare a comprare il pane, partiamo per la nostra personale Via Francigena. Solitamente il punto di partenza per la tappa con destinazione San Miniato è Altopascio, ma ci piaceva l’idea di partire a piedi da casa, così abbiamo deciso che proseguiremo fino a Gambassi, percorrendo quello che viene considerato uno dei tratti più belli dell’intero percorso. Non male come primo giorno.

Il centro storico di Fucecchio, a dirlo fra noi, lo abbiamo saltato, ma solo perché lo conosciamo come le nostre tasche. Chiunque dovesse venire qua la prima volta puo’ invece dedicargli una visita che lascerà sicuramente dei bei ricordi. Vi trovate nella città che ha dato i natali ad Indro Montanelli, ma il pezzo forte di Fucecchio Alta sono le due torri. Tanti piccoli scorci possono allietare la vista: dal Poggio Salamartano lo sguardo abbraccia tutta la vallata circostante, mentre da altri punti del paese in lontananza si scorge una Rocca che vi accompagnerà per buona parte della tappa. Quella Rocca la conoscerete meglio tra poco dato che si tratta della splendida Rocca di San Miniato.

Poggio Salamartano Fucecchio

L’appena descritto Poggio Salamartano

Vista di Fucecchio

Se avrete tempo è molto piacevole anche la “Fondazione Montanelli Bassi” dove oltre alla ricostruzione di due studi di Indro troverete questa vista.

Usciti da Fucecchio si attraversa il fiume Arno per poi costeggiarlo fino a San Miniato Basso. Fin qua niente di speciale, ma quando inizia la salita per arrivare a San Miniato (Alto) le cose cambiano rapidamente. Anche noi due che qui ci viviamo da sempre veniamo catturati da paesaggi che con 10 kg sulle spalle sembrano ancora più belli. La salita è sì faticosa, ma anche bellissima ed il premio che attende chi la porta a termine è a dir poco strepitoso.

Per chi parte o si ferma a San Miniato

Noi siamo belli freschi e oggi vogliamo arrivare direttamente a Gambassi senza fermarci a San Miniato. Visto però che la tappa ufficiale parte da Altopascio per fermarsi qui ci sembra giusto fornirvi alcune indicazioni.

Per iniziare vi diciamo che San Miniato si “divide” in due parti (San Miniato Basso e San Miniato) e che troverete ospitalità in entrambe, ma noi vi consigliamo vivamente di stringere i denti e fare l’ultima “pettata” della giornata (la parola “pettata” in Toscana sta ad indicare una salita molto, ma molto, ripida). San Miniato, cittadina colorita e caratteristica, non vi deluderà. Il centro storico è quello tipico dell’urbanistica medievale di collina. Palazzi nobiliari e belle chiese spuntano qua e là fra le ripide vie del centro, fino ad accompagnarvi nel punto più alto della città, un bellissimo prato dove si erge la rinomata Rocca di Federico II, una torre così alta che sembra quasi irraggiungibile. Dopo la camminata di oggi forse un po’ più irraggiungibile lo è, ma se riuscirete a salire i gradoni che vi separano dalla cima, la vista dal piccolo prato della rocca vi ripagherà di tutta la fatica. Vi diciamo solo che è il punto più alto di tutto il circondario, immaginatevi quindi che vista.

Seminario vescovile di San Miniato

Piazza del Duomo e Rocca San Miniato Alto

In primo piano la Cattedrale e sullo sfondo la Rocca. Sembra ancora molto lontana ma da questa piazza basterà avere la voglia di fare un centinaio di scalini. Dalla sua sommità sarà poi possibile ammirare tutto il Valdarno inferiore.

San Miniato è anche una delle città più famose d’Italia per la bontà del proprio tartufo bianco. Non sappiamo se un pellegrino possa permetterselo o no ma se volete provarlo di ristoranti a tema tartufo ce ne sono quanti ne volete. Però, per una cena diversa dal solito, noi vi consigliamo la piccola attività “Birra e acciughe” (Via Conti 29) che non è un ristorante ma, se vi piace provare cose nuove, vi sorprenderà sicuramente.

Continuando verso Gambassi Terme

La Via passa dentro il caratteristico centro storico, toccando le piazze ed i monumenti principali (ma non la Rocca di Federico II), per poi allontanarsi verso le vie periferiche. Poco prima di arrivare di fronte a Piazza XX Settembre, di fronte all’ospedale comunale (se volete salutarla, qui ci lavora la mamma di Leo), il percorso abbandona del tutto il centro abitato per addentrarsi nuovamente nella campagna toscana.

Spuntiamo su una strada trafficata, ma siamo circondati dai boschi e fra gli alberi fanno capolino bellissimi scorci dei paesini più a valle. Da qui dobbiamo percorrere diversi chilometri sull’asfalto, ma la banchina spaziosa ci evita l’incontro ravvicinato con i mezzi. Finalmente il tratto di asfalto finisce e ci si addentra su una strada bianca, una di quelle che ricorderete maggiormente di tutta la Francigena. Non solo scorre nel bel mezzo delle bellissime colline toscane, ma abbondano anche tavoli e panchine per sedersi a riposare, cassette del pronto soccorso piene di articoli da utilizzare, libri per lasciare un ricordo, fontanelle ed indicazioni molto chiare. Per rendere il tutto ancora più speciale, difficilmente da qui passano delle macchine. Finalmente siamo noi due e la natura.

Anche se su strada, il percorso pedonale non è per niente rischioso. In caso di necessità c’è anche la cassetta del pronto soccorso. Più sicuro di così.

Ma la nostra Via Francigena, quella vera, inizia da qui!

Ci fermiamo per “contemplare” questa grande bellezza e poco dopo veniamo raggiunti dai primi pellegrini del nostro viaggio: Cristina e Giuseppe. Cristina è una giovane e bella spagnola, ha con sé la sua GoPro che ogni 30 secondi scatta una foto che le servirà per creare un time-lapse del viaggio. Giuseppe è un po’ più avanti con gli anni (ma dalla velocità del suo passo non si direbbe), è italiano, ma ha vissuto un po’ in tutto il mondo, ama la musica (ci ha fatto sentire dei pezzi sperimentali creati da lui) e con Cristina ha due cose in comune, la passione per le camminate e l’occupazione: entrambi sono architetti.

Iniziamo così a camminare, a parlare ed a goderci i momenti di silenzio insieme a loro. La strada è tutta in pianura, niente di faticoso, ma è il paesaggio che ci circonda a lasciarci senza fiato. Nemmeno siamo partiti che già ci siamo innamorati della Via Francigena.

La magia della Francigena

Durante il percorso troviamo anche un minuscolo cimitero semi-abbandonato, ci troviamo a Campriano. Una visita è d’obbligo e ci fermiamo ad osservare le vecchie lapidi che ricordano la vita di chi è passato in questo mondo molti anni prima di noi. Leggiamo le scritte sulle antiche lapidi e ne rimaniamo come sempre affascinati. Il nome e la data che si è soliti mettere oggi non dicono niente, mentre queste antiche iscrizioni ci danno un’immagine più nitida dell’ospite che accompagnano.

Pochi minuti e lasciato il piccolo cimitero siamo nuovamente tutti e quattro in cammino. Il verde dei boschi, il rosso dei vigneti a fine vendemmia ed il giallo delle colture di fieno ci accompagnano. La Francigena è un arcobaleno di colori, ogni stagione ha la sua sfumatura e anche percorrendola ogni giorno non si potrebbe mai trovarla uguale.

San Miniato Gambassi Via Francigena

Non crediamo che servano parole

Colline toscane Via Francigena

Via Francigena San Miniato Gambassi

Immaginatevi tutto questo a primavera…

Tutto molto bello, ma questo cartello non l’abbiamo proprio capito…

Giungiamo ad un incrocio con un’altra strada asfaltata. Ci troviamo a Coiano, più precisamente a pochi passi dall’omonima Pieve. Seguendo il cartello della “fontanella d’acqua” si arriva sul retro della Pieve (allontanandosi di poco dalla VF) dove un piccolo giardino accoglie chiunque sia stanco con panchine, tavolini ed una bella fontana con acqua fresca. Troverete anche una simpatica sagoma, dove potrete scattare una foto ricordo come dei veri pellegrini!

N.B.: per chi volesse spezzare la Tappa, ad 1 km circa dalla Pieve di Coiano, è possibile soggiornare nell’Agriturismo Brotafalchi.

Pieve di Coiano

Coiano: due case, un’azienda agricola, una Pieve…

…e l’acqua! La tappa infatti è piena di fontanelle. Pensare che noi, allarmati per aver letto che si trattava di una tappa impegnativa, ci siamo portati 2 kg d’acqua sulla schiena. Non fate il nostro stesso errore!

Pellegrino Via Francigena

È proprio bello fare il pellegrino!

Dopo le foto di rito siamo pronti a ripartire e tornando indietro sulla Francigena troviamo altri quattro pellegrini a riposo: sono due coppie di bresciani. Lì conoscerete meglio più avanti….

Uno di loro sta brandendo una deliziosa schiacciata secca toscana e quando gli chiediamo come se la sia procurata (visto che sulla strada non ci sono punti di ristoro o alimentari) ci spiega che, se si è fortunati, verso le 9:30/10:00 passa di lì la panaia a portare il pane a chi abita nel piccolissimo borgo. Lui è stato uno di quei fortunati e la schiacciata che ha comprato è buonissima.

Continuiamo il nostro cammino su una strada non asfaltata e libera da macchine che corre lungo i crinali delle belle colline toscane. Passiamo accanto a tanti casali abbandonati, bellissimi ma in pessime condizioni, in poche parole la passione di Fiammetta. Il suo sogno infatti è quello di poterne “adottare” uno per rimetterlo in piedi ed accogliere turisti, meglio se pellegrini. Ci fermiamo anche a parlare con una signora che abita a pochi passi e chiediamo a lei informazioni per un ipotetico, quanto improbabile, acquisto. Sognare non costa niente. Con i suoi auguri proseguiamo per gli ultimi chilometri che ci separano dal traguardo.

Casali abbandonati Via Francigena

Voi con una struttura così che ci fareste?

Dopo aver superato un altro enorme podere abbandonato, il Podere Cominignoli, dobbiamo percorrere un brevissimo tratto su asfalto per attraversare la provinciale. Qui troverete anche un tavolino con panchine dove riposare e poco più avanti una fontanella. La cosa divertente è che il tavolino è in un punto dove intorno non è possibile vedere niente, mentre fino a 100 metri prima (e 100 metri dopo) la vista è quella classica da cartolina toscana. Va bé, tanto rientriamo subito su strada bianca e il paesaggio torna a stupirci.

Dopo un paio di chilometri, sulla nostra sinistra troviamo un grande cimitero e a pochi passi da questo, all’incrocio con la statale, un piccolo tabernacolo, perfetto per recuperare le forze per l’ultima piccola fatica; ci sono panchine, cestini, una fontanella e, soprattutto, ombra! Decidiamo di consumare qui il nostro pranzo prima di percorrere i 2 km che ci separano dalla méta di oggi.

Di macchine sulla statale ne passano tante, ma per la salvaguardia dei pedoni ci sono spaziosi marciapiedi e guardrail a prova di camion. Ad un chilometro dal piccolo tabernacolo troviamo Borgoforte, piccolo centro abitato prima di Gambassi. Qui si trova l’unico punto ristoro della tappa, l’ “Osteria del Pellegrino” (sì, preparatevi all’originalità, sulla Via Francigena la parola Pellegrino è alquanto inflazionata), che però troviamo chiusa. Accanto a questo c’è un alloggio pellegrino, “La Sosta di Roberto”. Noi però, su consiglio dei pellegrini che hanno camminato oggi con noi, optiamo per l’Ostello Sigerico. Stasera tutti quelli che abbiamo conosciuto, e tantissimi altri, dormiranno qui e avremo modo di conoscerli meglio.

Osteria del Pellegrino Gambassi Terme

Qui è un attimo prima di svoltare per l’Ostello Sigerico. Lassù invece c’è il centro storico di Gambassi Terme.

Capiamo di essere arrivati quando davanti a noi vediamo la meravigliosa Pieve di Chianni. Girando sul retro della chiesa si trova l’Ostello Sigerico, dotato di una bellissima corte esterna, un grande spazio verde pieno di olivi, edifici semi-nuovi e una suggestiva combinazione chiesa-ostello. Iniziamo a capire perché sulle guide questo alloggio viene descritto come uno dei più belli della Francigena. Dall’incantevole collina sulla quale è situato è anche possibile scorgere San Gimignano, la tappa di domani. Non male come prima notte.

Ostello Sigerico Gambassi Terme

Per chi non lo sapesse questo ostello prende il nome dall’arcivescovo che ha reso celebre la Via Francigena

Pieve di Chianni Gambassi Terme

E niente, noi stanotte dormiamo qui…

Ostello Sigerico Gambassi Terme

Riservare in anticipo non è obbligatorio, ma in alta stagione è meglio assicurarsi un posticino chiamando o il giorno prima o la mattina stessa

Ci accoglie un giovane ragazzo che insieme alla sua famiglia ha preso in gestione l’ostello. Dopo aver timbrato le nostre credenziali ci mette di fronte a due opzioni: pernottamento a 12€, oppure 25€ se si desidera anche cenare e fare colazione (potete anche fare solo cena a 10€ o solo colazione a 4€). Optiamo per la seconda opzione e ci ritiriamo nella nostra stanza. Le camere sono abbastanza confortevoli, anche se non molto spaziose. Noi siamo in una stanza con un letto singolo e due letti a castello (totale 5 letti) il bagno si trova all’interno della stanza (unica pecca la doccia con tendina troppo corta, con conseguente allagamento del bagno e della camera). All’esterno, nella corte, ci sono un lavatoio (il numero andrebbe aumentato) e 5/6 stendi biancheria nell’oliveta. L’ostello offre anche un servizio di lavanderia (attivo dal lunedì al sabato): 7€ per una rete salva-bucato. Il ragazzo alla reception, molto gentile e disponibile, ci apre anche la Pieve per permetterci di visitarla; la cena è alle 19:00 ed essendo arrivati alle 14:00 dobbiamo pur passare tutte queste ore in qualche modo. Nell’attesa continuano ad arrivare all’ostello, uno dietro l’altro, altri pellegrini. Stasera saremo tantissimi.

Nella “dolce attesa” conosciamo anche una ragazza canadese, Marica, che ci chiede informazioni sul tratto affrontato oggi. Anche lei vorrebbe percorrere alcune tappe della Francigena, ma ha paura di non poterci riuscire. La paura la blocca, ma è arrivata nel posto giusto al momento giusto. Sarà sufficiente una cena con tutti i pellegrini che alloggiano a Sigerico per darle la forza e la motivazione che le mancavano. Marica, felice e soddisfatta di sé stessa, giungerà a Siena con le proprie gambe e con molta più autostima.

Pieve di Chianni Gambassi Terme

I capitelli all’interno della Pieve sono uno diverso dall’altro

Pieve di Chianni Gambassi Terme

Che fortuna, simo arrivati precisi per la Messa!

Per chi si ferma a Gambassi Terme

Come già detto il centro del paese dista “solo” 1 km dall’ostello, ma visto che conosciamo bene la zona preferiamo fare il bucato e restare un po’ a rilassarci ascoltando i consigli dei bresciani, intenti a fare un pediluvio in acqua fredda, che dicono sia un toccasana contro le vesciche. Per chi passa di qua per la prima volta, invece, consigliamo vivamente di fare due passi per il centro storico di Gambassi Terme. Quest’ultimo è molto piccolo e veloce da visitare, ma molto, molto carino. Per chi desidera rilassarsi dopo la lunga camminata a Gambassi è possibile trovare anche uno stabilimento termale (il nominativo Terme non è messo a caso); si trova proprio in centro e l’ingresso pomeridiano (dalle 16:00 alle 20:00) costa solo 10€.

Per chi, invece, vorrebbe, ma non ha le forze, nessun problema: il giorno dopo, anche se più velocemente, la Francigena vi farà passare dalle piazze e dalle vie più simboliche del paese.

La prima cena

Ormai per stasera è quindi deciso; rimarremo tutti a cena all’ostello. Il menù della cena comprende primo, secondo e acqua, ovvero pasta al pomodoro e arista con insalata, oppure, se siete vegetariani, caprese o frittata (purtroppo per i vegetariani la scelta in tutto il viaggio, quando si parla di menù del pellegrino, resta sempre questa). Altre bibite e/o dolci si pagano a parte. Abbiamo avuto modo di tornare a novembre durante un week-end dove abbiamo ritrovato i nostri amici della Francigena e abbiamo constatato con piacere (e un pizzico di sarcasmo) che il menù non è cambiato!

Se invece non vi siete ancora stancati di camminare e preferite mangiare qualcosa fuori avete due scelte: tornare indietro verso l’ “Osteria del pellegrino” (1,5 km) o recarvi nel centro di Gambassi (1 km) dove troverete diverse scelte culinarie: dalla cena raffinata, alla pizzeria, passando per un semplice apericena (ottimo quello del Bar Centrale).

Noi, fermandoci in ostello iniziamo a stringere amicizia con i pellegrini che ci accompagneranno lungo gran parte del nostro cammino. Vorremmo farveli conoscere tutti anche a voi ma stasera siamo in 22 (e quest’articolo inizia a diventare bello lungo) quindi portate pazienza. Piano piano ve li presenteremo uno ad uno, tanto già domani mattina ripartiremo tutti assieme verso la prossima tappa…

Ostello Sigerico Gambassi Terme

Nel frattempo qualcuno veglia sui nostri scarponi…

Informazioni Utili(ssime)

  • Riserva d’acqua necessaria: 1 litro
  • Fontanelle sul percorso:
    – Centro di Fucecchio
    – Usciti da San Miniato, dove inizia il tratto sterrato
    – A 200 m dalla Pieve di Coiano
    – Dopo aver attraversato breve tratto di asfalto, nell’ultimo tratto di sterrato
    – Tabernacolo 3 km prima di Gambassi Terme (2 km prima dell’Ostello Sigerico)
  • Ristoro sul percorso: troverete bar, ristoranti e alimentari solamente nei centri di Fucecchio, San Miniato e Gambassi Terme. Consigliamo di portarsi dietro piccoli snack o pranzo al sacco.

Ospitalità pellegrina a San Miniato:

  • Ostello di San Miniato (Via Vittime del Duomo, 4)
    16€ con lenzuolo e federa + Uso cucina
    www.ostellosanminiato.com +39 338 7997004
  • L’Hospitale del Pellegrino (Via Gargozzi 34)
    Ad offerta
    +39 393 4995126
  • Convento San Francesco (Piazza San Francesco 1)
    Pernottamento, cena e colazione 35€ (da Aprile ad Ottobre) / 40€ (da Novembre a Marzo)
    +39 0571 43051
  • Misericordia di San Miniato Basso (Piazza Vincenzo Cuoco 9)
    Ad offerta
    www.misericordiasanminiatobasso.org +39 0571 419455

Alternative:

  • Hotel San Miniato (Via Aldo Moro 2)
    www.hotelsanminiato.com +39 0571 41890
  • Hotel Miravalle (Piazzetta del Castello 3)
    Doppia uso singola 80€ – Doppia 90€ – Mezza pensione + 25€
    www.hotelmiravallesanminiato.it +39 0571 419904
    -Con credenziale sconto di 5€-
  • B&B La Rocca (Via Sanminiatese 35)
    40€ singola, 50€ doppia
    www.laroccavacancy.it +39 0571 1962611
  • Agriturismo Il Tufo (Via Calenzano 48: 200 m dalla Francigena)
    20€ pernottamento e cena a 10€
    +39 0571 418334

Alternative:

  • Agriturismo Brotafalchi (via L. Milani n. 14, Castelfiorentino; 1 km circa dalla Pieve di Coiano)
    30€ con uso cucina, possibilità di pranzo a 10€, cena 15€ e colazione 5€
    www.brotafalchi.it +39 3490536849
  • La Sosta di Roberto (località Borgoforte; 3 km prima del centro di Gambassi)
    18€ (5€ per biancheria) uso cucina – Colazione 4€
    www.lasostadiroberto.it +39 3801280722

Ospitalità pellegrina a Gambassi:

  • Ostello Sigerico (Pieve di Santa Maria a Chianni)
    12€ a notte senza lenzuola / 17€ con lenzuola; Cena 10€ – Colazione 4€ – Cena+Colazione 13€
    www.ostellosigerico.it +39 0571 638242

Alternative:

  • Casa del Principe B&B (Via del Torrino, 2)
    20€ a persona – Colazione 5€
    +39 339 7816711
  • Casa Elena (Piazza Roma, 2)
    18€ a persona (Max 5 persone)
    www.casa-elena.webs.com +39 393 3020721
  • Popolare 4 (Via Fratelli Rosselli, 9)
    17€ a persona con colazione inclusa + Uso cucina
    www.ospitalitareligiosa.it/popolare-4 +39 320 6356931
  • Il Gatto e la Volpe (Via Volterrana 3)
    25€ con colazione inclusa
    Pagina Facebook +39 0571638188
  • La Torre Antica (Via Santa Maria a Chianni 79)
    55€ singola / 70€ doppia
    www.latorreantica.eu +39 0571639272
  • Tenuta Quadrifoglio (Via Camporbiano, 20)
    www.tenutaquadrifoglio.it +39 0571678008
  • Airbnb: questo sito offre un’ottima alternativa alle accoglienze pellegrine. Sul sito si puo’ fare la ricerca dell’alloggio cercando sulla mappa, rendendo così più facile selezionare gli alloggi che sono sulla Francigena. Se vi iscrivete seguendo questo link (www.airbnb.it/c/fraise) avrete anche 25€ di sconto sul vostro primo alloggio spendendo più di 65€ (e noi riceveremo 15€ spendibili sul sito…perciò GRAZIE da Tips4tripS!).
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