14.06.2016 – 21.06.2016

Bianco e nero, Yin e Yang, Luce e Ombra, Maschio e Femmina, Giorno e Notte. Tutti gli opposti si completano per creare un insieme perfetto ed armonico. Ma cosa c’entra questo con il viaggio, direte voi. Ebbene, anche in Perú, nel cuore delle Ande, troviamo due catene montuose (una di fronte all’altra) che contengono, già nel loro nome, l’essenza di questa dualità: la Cordillera Blanca e la Cordillera Negra. Due catene montuose, due meraviglie naturali, che si uniscono in un concatenarsi di paesaggi mozzafiato, lagune cristalline e ghiacciai perenni a pochi passi da Huaraz. La sola differenza? Da una parte cime bianchissime, dall’altra massicci neri come la pece. In poche parole gli opposti che si attraggono. Non vi pare meraviglioso? A noi sì e a quanto para anche all’UNESCO, che dal 1985 ha inserito il Parco Nazionale Huascaran nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. E pensare che prima di venire in Sud America non ne conoscevamo nemmeno l’esistenza e mai ne avevamo sentito parlare. Per questo dobbiamo ringraziare Juli (il nostro amico peruviano conosciuto alle Cascate di Iguazú) e le sue descrizioni ricche di dettagli. Era febbraio e mentre lui parlava noi già ci immaginavamo a camminare, a naso all’insù, fra queste cime. Così ci è bastato aggiungere una bella stellina su Google Maps (lo facciamo con tutti i posti che vogliamo visitare) ed aspettare…

Un degno Arrivederci al Sud America

Sono passati quasi 5 mesi da quel racconto ed adesso siamo seduti su di un autobus che da Cusco ci sta portando alla cittadina ai piedi delle due catene montuose, base perfetta per i trekking più famosi della zona. Per l’ultima volta (di questa avventura) stiamo per affrontare un lungo viaggio e per l’ultima volta (sempre di questa avventura) stiamo già programmando i percorsi mozzafiato da fare per dare un degno Arrivederci al Sud America.

Non smetteremo mai di ringraziarci per aver comprato quel biglietto di sola andata. Anche se adesso fra le mani abbiamo anche il biglietto di ritorno che da Lima, passando per Madrid, ci riporterà a casa. Lo guardiamo più volte, ancora non ci crediamo che tutto questo stia per finire. Questi ultimi giorni però vogliamo goderceli come piace a noi e facendo quello che più ci ha fatto innamorare di questo bel Continente: camminare. Noi due e la natura.

Paesaggi durante il trekking Santa Cruz alla Cordillera Blanca in Perù

Non potevamo chiedere di meglio…

La lunga (e tortuosa) strada per Huaraz

Ci eravamo lasciati di ritorno a Cusco dopo quattro giorni nel cuore della foresta pluviale più famosa al Mondo, l’Amazzonia. Da qui, volendo percorrere l’itinerario che la maggior parte dei viaggiatori sceglie, saremmo potuti passare per Paracas (da dove si possono visitare le Linee di Nazca), per poi proseguire alle splendide (così dicono) Isole Ballestas e concludere ad Ica, cittadina a pochi passi dalla magnifica (sempre così dicono) Oasi di Huacachina. Ma noi non siamo come tutti gli altri, eh no, e quindi gli ultimi giorni della nostra avventura vogliamo viverli in maniera…super! Dobbiamo però prima arrivare nella capitale peruviana. Cusco-Lima sono “solo” 1100 km che però, grazie al solito sali-scendi tra le Ande, si trasformano nella bellezza di 23 ore di bus torci-budella. Non ce la sentiamo nemmeno stavolta (la seconda dopo il viaggio per La Paz) e così compriamo un biglietto AEREO che da Cusco ci porterà facilmente e velocemente a Lima. Questa però non sarà la nostra tappa finale dato che da qui proseguiremo in bus. Dirigerci con l’aereo dove vogliamo andare ci costerebbe troppo. Come si chiama la città che vogliamo visitare a tutti i costi? Huaraz!…e a dirvela tutta non vediamo l’ora di arrivarci!

Cusco-Lima in aereo

La mattina della nostra partenza un taxi ci viene a prendere e ci porta diretti all’aeroporto di Cusco (50 Soles, 13 euri). Qui una cosa ci stupisce: fuori dall’aeroporto una forza dell’ordine controlla che le persone che vogliono entrare abbiano tutte il passaporto ed il biglietto aereo per il giorno stesso. Una maniera perfetta per diminuire drasticamente i problemi, non credete? Anche se sono così all’avanguardia in fatto di sicurezza, la tassa aeroportuale (che tanto va di moda qua in Sud America) ce la fanno pagare lo stesso. 2,30 Soles ciascuno (0,60€) e finalmente possiamo imbarcarci (o inaerarci?) sul nostro aereo delle 08:50. Così facendo in un’ora e venti dovremmo essere a destinazione.

L’aereo della LC Perú è comodissimo, la vista dall’alto delle Ande è da lasciare a bocca aperta chiunque e per non farci mancare niente a metà del viaggio ci portano anche la colazione (in una tratta di nemmeno due ore). Ma come tutte le cose belle anche questa deve finire e così l’aereo, in un perfetto atterraggio (e per fortuna qua nessuno applaude), ci riporta alla realtà. Lima è là fuori che ci aspetta. Noi però non abbiamo così tanta voglia di conoscerla. Usciti dall’aereo è la quiete prima della tempesta. Tutti i torti non l’avevamo.

Vista delle Ande dall'aereo da Cusco a Lima in Perù

E che ora e venti minuti, oseremo dire!

In fuga da Lima, direzione Huaraz

Siamo a Lima, capitale e mega-metropoli del Perú. Troviamo subito un tassista all’interno dell’aeroporto (lui giacca e cravatta noi sudici e con gli zainoni) per farci accompagnare alla stazione degli autobus, il nostro punto di partenza. Il traffico tentacolare di Lima ci tiene inchiodati nello stesso punto per minuti interminabili.Per raggiungere la stazione dei Bus, in Plaza Norte, a soli 10 chilometri, impieghiamo oltre un’ora, ma, anche se noi non ci credevamo più, arriviamo addirittura in anticipo. Ci facciamo dare subito il nostro biglietto comprato su internet e così abbiamo anche il tempo per fare un giro nel vicino centro commerciale e pranzare. La partenza è alle ore 13:15, l’ora prevista di arrivo 20:15. Appena saliti a bordo ci aspettano un secondo pranzo ed un lungo viaggio. La prima parte scorre velocemente, mentre percorriamo un’autostrada che corre parallela all’Oceano Pacifico. Poi inizia la strada di Montagna che, anche se bella da vedere, è un po’ meno piacevole da percorrere. Dopo tante ore in bus finalmente siamo a Huaraz anche se adesso che è notte, al buio, non sembra tutta questa bellezza. Speriamo di sbagliarci. (Ma anche stavolta) Tutti i torti non l’avevamo.

Dove alloggiare a Huaraz

Nemmeno il tempo di uscire dal terminal (locato nel centro città) che veniamo circondati da tassisti e agenti di viaggio che vogliono il nostro corpo (cioè i nostri soldi). Noi riusciamo a districarci da tutti dicendo che un ostello ce l’abbiamo già e che, essendo vicino, lo raggiungeremo a piedi. Proprio qui succede una cosa mai vista prima: un agente di viaggio ci chiede dove alloggeremo ed alla nostra risposta senza pensarci tanto ci dice che ci accompagnerà lui così nel tragitto potrà spiegarci i suoi tour. Due piccioni con una fava, perché no. Ma dopo una camminata di quasi venti minuti con i nostri zainoni sulle spalle ci ritroviamo davanti ad un’agenzia di tour. La SUA agenzia di tour. Agenzia che si trova lontanissima dall’ostello. Meglio non scrivere le cose che Fiammetta gli ha detto. Visto che siamo vendicativi vi diciamo anche il nome dell’agenzia, “Sechin Tours, magari così ci passate lontani, vero? Noi di sicuro faremo dei tour a Huaraz, ma lui i nostri soldi non li vedrà nemmeno per sbaglio. Non ci abitueremo mai ai peruviani!

Usciamo. Risiamo punto e a capo. Anzi no, siamo ancora più lontani dall’ostello di quando eravamo al terminal. Per la strada a quest’ora non c’è quasi nessuno e camminare con due zaini ciascuno (pieni di roba) un po’ di pensieri ce li fa venire. Alla fine in tutto il tragitto non ci siamo mai sentiti “osservati” ed arriviamo all’ostello sani e salvi, con tutti i nostri averi e con qualche pregiudizio in meno.

Il nostro alloggio per i prossimi giorni si chiama “Hospedaje Casa Blanca”. Va bene che i trekking sulle Ande sono duri ma quello che abbiamo scelto non è un ospedale ma bensì un alloggio. Ben diverso. Alla reception c’è ancora qualcuno che aspetta il nostro arrivo; gli spieghiamo il “divertente” accaduto per scusarci del ritardo e lui, ridendo, ci porta alla nostra camera. Anche stavolta una bella matrimoniale con bagno privato. 26 Soles a notte a persona, 7€, colazione inclusa. Passando per andare in camera la nostra attenzione viene richiamata da un gigantesco poster. Corriamo a sistemate tutte le nostre cose in camera e usciamo nuovamente per andare a vederlo meglio. Scopriamo che qui non esistono solo la Cordillera Blanca o la Cordillera Negra, ma anche decine e decine di tour per tutti i gusti. Domani ci informeremo meglio, adesso siamo un po’ stanchi…

I tour da noi scelti per conoscere la Cordillera Blanca

Scheler, colui che ci ha aspettato ieri notte, nonché il proprietario dell’alloggio, è di nuovo dietro il bancone. Ora andiamo a mangiare qualcosa, ma dopo di sicuro ci fermeremo a fargli qualche domanda. Ormai ci siamo arresi alla colazione sudamericana e buttiamo giù l’ennesimo pane, burro e marmellata accompagnato dal terribile caffè istantaneo. Finito il tutto ci dirigiamo di corsa da Scheler e senza tanti rigirii di parole gli chiediamo i migliori tour che ha da consigliarci. Scopriamo così di avere di fronte un esperto tour operator (a capo dell’omonima “Scheler Artizon Trek”) che ci elenca nei minimi particolari tutto ciò che c’è da sapere. Ci spiega anche che tutti i trekking che vediamo potremmo anche farli da soli. Nel caso in cui volessimo farli in autonomia lui ci direbbe volentieri come fare, senza volere niente in più, ma ci restano solo pochi giorni prima di tornare a casa e dobbiamo ottimizzare i tempi. I trekking qui sono tutti fra i 3.000 ed i 4.000 metri e pensando alla fatica di trekking simili a quota 2.000 temiamo di non essere in grado di farli da soli. Avendo più tempo a disposizione non sarebbe un problema, perché impiegandoci due giorni in più li porteremo a termine, ma con il volo di ritorno che aspetta meglio non rischiare. Ci fidiamo ciecamente di Scheler e dei suoi consigli: domani andremo (in giornata) alla Laguna 69 (35 Soles, €9) e dopodomani realizzeremo il nostro sogno di camminare fra la Cordillera Blanca e la Negra con il tour di Santa Cruz di 4 giorni (396 Soles, 102€).

I numerosi tour di Huaraz

Come già detto, qua di tour ce ne sono tantissimi ed uno diverso dall’altro. Basta scegliere se si preferisce camminare, scalare, entrambe le attività o soltanto ammirare. Hanno tour per tutti i gusti. I più famosi oltre ai nostri? Il tour di un solo giorno alla Laguna Llanganuco, il trekking di 8 giorni sulla cima dell’Alpamayo, la passeggiata in giornata al Chavín de Huantar o la scalata verso il Nevado Pisco in 3 giorni. Insomma, per elencarveli ci vorrebbero pagine e pagine (e non ci ricordiamo nemmeno tutti i particolari), quindi ci limiteremo a descrivere dettagliatamente i tour scelti da noi che, credeteci, non sono per niente roba da poco.

Cosa vedere nel centro di Huaraz

Per arrivare il prima possibile al tour di domani c’è solo una cosa da fare, andare a scoprire il centro di Huaraz. Magari con qualche piacevole sorpresa. Ieri notte non ce n’eravamo accorti ma appena usciti vediamo davanti al nostro alloggio l’immancabile Mercado Central della città. Perfetto per comprare alcune cose per i trekking che faremo. Il centro della città non presenta niente di speciale, ci sono l’immancabile Plaza de Armas, negozi di attrezzatura sportiva e tanti ristoranti, perlopiù turistici. Noi che il turistico cerchiamo sempre di schivarlo ci imbattiamo in un posticino molto locale e molto nascosto, e con qualcosa di diverso da mangiare, finalmente. Qui proviamo qualche piatto tipico e un “lampo di genio” ci porta ad ordinare il Ceviche, ossia il piatto di pesce crudo tipico peruviano. Mangiare pesce crudo a 3.050 metri a 2€? Non fatelo.

Plaza de Armas di Huaraz, la piazza centrale

Potremmo sintetizzare la città con questa foto

Capiamo in breve tempo che Huaraz è così famosa soltanto per essere il punto di partenza dei trekking e delle scalate nelle montagne vicine, perché non c’è molto altro da fare. Così compriamo il necessario per i prossimi giorni e ci riposiamo nell’attesa di domani.

Quale Tour Operator scegliere

Come dicevamo, il centro di Huaraz non ha molto da offrire, ma certo non mancano le agenzie che offrono tour. Noi abbiamo deciso di affidarci al nostro ostello il cui proprietario ha anche la propria agenzia, “Scheler Artizon Trek”, che ci ha offerto i due tour ad un buon prezzo e con tutto il necessario. Per il Tour alla Laguna 69, che comprende trasporto, colazione e guida personale (niente pranzo) abbiamo speso 35 Soles (€9). Una bazzecola. Per il tour a Santa Cruz invece la spesa per 3 notti e 4 giorni è stata di 396 Soles a testa (102€), che includono: trasporto andata/ritorno, 4 colazioni, 4 pranzi e 3 cene (il quarto giorno si rientra a Huaraz nel pomeriggio), acqua (però a partire dalla cena del primo giorno, quindi [ATTENZIONE!] portatevi 1,5/2 litri per il primo giorno), trasporto dei nostri zaini con asinelli durante tutto il percorso, bastoncini per camminare, tenda e sacco a pelo da alta montagna. Siccome le scarpe da trekking di Leo si sono rotte, già che c’era, Scheler ci ha prestato anche quelle. Un grand’uomo!

La Laguna 69 nella Cordillera Blanca in Perù

Due piccoli assaggi…

Vista del ghiacciaio di Punta Union durante il trekking Santa Cruz in Perù

…per farvi venire l’acquolina in bocca!

Alla fine dei conti ci siamo trovati molto bene con questa agenzia anche se ci sono stati dei minimi problemi organizzativi, ma in Perú il 99% delle volte è così. Inoltre, pur non essendo totalmente convinti dell’avvalerci dell’aiuto degli asinelli dobbiamo dire che i nostri erano tenuti bene e in gran forma. Non possiamo dire lo stesso dei cavalli delle altre agenzie, dato che l’ultimo giorno abbiamo anche discusso con i proprietari di un cavallo (visibilmente ferito) alla quale volevano far affrontare il tour di quattro giorni. Se siete curiosi di saperlo, ce l’abbiamo fatta a farglielo riportare alla sua stalla, ma chissà per quanto lo avranno fatto riposare veramente. Ma ora bando alle ciance, la Laguna 69 ci sta aspettando…

L’incredibile Laguna 69

Introduzione al trekking della Laguna 69

Domani arriva presto. Alle 05:30 il bus passa a prenderci ed inizia il viaggio verso la fantastica Laguna 69. Ora vi chiederete (se non ve lo siete già chiesti) perché un nome così particolare, che puo’ suscitare scalpore fra i più maliziosi? Niente di più semplice, La Laguna 69 si trova esattamente fra la Laguna 68 e la Laguna 70! Quindi si tratta di una semplicissima numerazione data dagli studiosi per semplificare nomi altrimenti un po’ troppo complicati. Durante il tragitto ci fermiamo per consumare la colazione compresa nel costo del tour. Il posto è veramente carino ed è incluso il servizio a tavola (ma la colazione è sempre la solita). Peccato che sia all’aperto e a stare fermi fa veramente freddo. Mangiamo velocemente ma in gran quantità; dobbiamo pur ricaricare le energie per affrontare al meglio il trekking che prevede un dislivello di 800 metri circa!

Come altre volte qui in Sud America, questo trekking non è per tutti, ma è per molti. Il punto di partenza si trova vicino al Campo Base Llanganuco (3.750 m.s.l.m.) e da qui dovremo raggiungere la Laguna che si trova a quota 4.550 m.s.l.m. ad una distanza di oltre 10 km.

La splendida camminata verso la Laguna 69

Alle 10:00 circa siamo pronti per partire. Facciamo la nostra salita in “solitaria”, la guida la incontreremo nuovamente una volta alla Laguna. La prima parte è abbastanza facile, si prosegue in pianura e solo l’altitudine puo’ creare qualche difficoltà. La fatica viene comunque mitigata dalla meraviglia del paesaggio che si apre davanti ai nostri occhi. Alcune delle cime più belle del Perù si ergono intorno a noi. Fra queste le cime Sud (6.768 m) e Nord (6.664 m) dello Huascaran.

Tour alla Laguna 69

Nevado Huascarán Laguna 69

I due Huascarán (Nord e Sud)

Trekking Laguna 69

Finita la sconfinata pianura, dove mucche e vitellini pascolando liberamente, inizia la salita che in un paio d’ore ci porta a quota 4.300, sulle sponde di un grazioso laghetto. Siamo alla Laguna 68! Quindi se i nostri calcoli non sbagliano dovremmo essere vicini alla méta. Ed infatti da qua manca veramente poco, circa 200 metri di dislivello, ma non per questo sarà facile arrivarci. Avendo superato i 4.000 metri sembra di camminare con le cavigliere attaccate. L’aria diventa sempre più rarefatta, ma ormai, dopo aver superato i 5.000 del Vinicunca, riusciamo a procedere senza troppe difficoltà.

Verso la Laguna 69

Il nostro obbiettivo di oggi è quell’enorme masso bianco

La Laguna 68

Mentre saliamo appare la Laguna 68! Anche se sembra più una pozza…

Hiking Laguna 69

Dai che manca solo l’ultima faticosa salita

Verso la Laguna 69

Ma chi la sente la fatica con questa natura intorno?

Arrivo alla Laguna 69

Un piccolo passo per l’uomo ed una grande meraviglia per i nostri occhi! Ci troviamo davanti alla Laguna 69 e spiegare a parole la bellezza di questo posto è assai dura. La vetta innevata del Chacraraju cade a picco sulla laguna, offrendo un contrasto sensazionale. L’acqua è di un cristallino che sembra finzione ed il sole alto nel cielo aiuta a rendere il tutto ancora più sbalorditivo. Che poeti! Qualche pazzo/a furioso/a si toglie i vestiti, rimanendo in intimo, per poi gettarsi nelle acque gelide della laguna. Alcuni hanno addirittura il costume e l’asciugamano, quindi lo avevano anche preponderato! Noi non ci pensiamo nemmeno e preferiamo mettere soltanto i piedi a mollo e riposare gli occhi davanti all’incredibile Laguna 69!

Laguna 69

TA-DAAAAAN

Laguna 69

Non essendo dei fotografi professionisti è impossibile farvi capire quanto caspita sia bello!

Laguna 69

Laguna 69

Nel frattempo, alle nostre spalle…

Tempo di salutare la Laguna 69

Dopo una salita c’è sempre una discesa e anche la Laguna 69 non fa eccezione. Così il ritorno è molto più agile e meno faticoso e riusciamo così anche ad apprezzare molto di più il paesaggio che prima non ci eravamo goduti per la fretta di arrivare. Siamo veramente soddisfatti di aver fatto questo tour. Ve lo straconsigliamo! Anche perché è uno tra i più famosi del luogo. Tempo totale di percorrenza? 8 ore, come una giornata media di lavoro. Ma magari lavorare fosse così strabiliante!

Nevado Huascarán

Anche al ritorno il Nevado Huascarán ci osserva dall’alto

Tour Laguna 69

E poco più in là anche questa stupenda piramide ghiacciata (forse la Pirámide de Garcilaso?) ci accompagna nel nostro cammino

Verso la Laguna 69

Scaricati a poche centinaia di metri dall’ostello (tanto abbiamo camminato poco oggi) passiamo anche dal mercato a fare un po’ di spesa. Per quattro giorni di trekking sulla Cordillera Blanca forse qualche snack potrebbe farci comodo…

Tour Santa Cruz: 4 giorni e 3 notti di magia

Preparativi per il trekking Santa Cruz

Lungo la Cordillera Blanca si innalzano oltre 30 cime che superano i 5.400 metri. Conoscerle e scalarle tutte richiederebbe anni ed anni ed una grande esperienza, ma con il trekking Santa Cruz, considerato uno dei trekking più belli al mondo, si riesce ad avere un assaggio di cosa questa affascinante parte di mondo possa riservare. Lungo i 50 km, da percorrere in 4 giorni di cammino, passeremo attraverso valli circondate dalle più belle montagne della Cordillera, lagune di colori magici e passi di montagna che nascondono viste mozzafiato.

La sveglia suona presto, ma non prestissimo. Alle 8:00 il nostro mini-van passa a prenderci e ci conduce fino a Cashapampa (3.000 m) in 3 ore nette. Arrivati qui facciamo colazione mentre aspettiamo che il gruppo prima di noi arrivi a darci “il cambio”. Passano diversi minuti e così abbiamo tutto il tempo di interagire per la prima volta con gli altri del nostro gruppo. Finalmente gli altri arrivano e l’attesa finisce.Scopriamo così che la nostra guida è una donna (cosa strana per essere in Perú) e sembra anche molto capace e simpatica.

Mentre gli addetti pensano a caricare gli asinelli che ci accompagneranno lungo tutto il percorso, noi scambiamo qualche opinione con i ragazzi che hanno fatto il tour nel verso contrario e che sembrano più che entusiasti della propria esperienza. Forse l’avrete già capito ma questo tour è possibile farlo in tutti e due i versi, peccato che noi turisti non possiamo scegliere quale. Tutto dipende da dove arriveranno quelli del trekking prima. Finalmente, dopo un’oretta di attesa circa, è tutto pronto e anche noi siamo pronti, anzi pronterrimi, a partire. Paghiamo il biglietto di ingresso al Parque Nacional Huascaran (non incluso: 65 Soles, 17€), valido per 21 giorni, e via!

1° Giorno del trekking Santa Cruz: Huaraz – Cashapampa – Llamacorral (9,3 km)

Oggi affronteremo i primi 9 chilometri di percorso (con un dislivello di 650 m) ed il tempo previsto di camminata è di 4-5 ore circa. Nemmeno il tempo di varcare il cartello del Parco che di fronte a noi stanno arrivando in senso contrario delle persone che sembrano conosciute. Non ci vogliamo credere, ma quello lì è proprio Karim! Se avete letto gran parte del nostro blog saprete che questo simpatico ragazzo polacco lo abbiamo conosciuto in Cile, mentre facevamo il trekking per Torres del Paine e lo abbiamo incontrato nuovamente due mesi dopo nel deserto di Uyuni. Ad altri due mesi (e 2.500 km) di distanza ecco che le nostre strade tornano ad incrociarsi. Com’è buffo il mondo!

Karim sta facendo il percorso in autonomia e ci dice che è in cammino da soli 2 giorni (e noi lo abbiamo incontrato alla fine del suo percorso). Scopriremo ben presto che anche per noi sarebbe stato possibile. Ogni giorno infatti, dopo poche ore di cammino, le nostre guide ci costringevano a fermarci e riposare, mentre noi avremmo avuto voglia ed energie per continuare. Dopo averlo salutato con affetto, ci accorgiamo subito di un nostro grande errore. Come già dettol’acqua è inclusa nel tour, ma solo a partire dalla cena del primo giorno, quindi ricordatevi di partire con almeno 1,5/2 litri.

Noi abbiamo calcolato male e finito le scorte troppo presto e più volte abbiamo pensato di bere l’acqua dei fiumiciattoli che scorrevano accanto a noi. Bere a queste altitudini è indispensabile per non soffrire di Soroche”. Ma ricordandoci dei giorni nefasti per colpa dell’acqua di Torres del Paine e che per i prossimi 4 giorni il nostro bagno sarà una fossetta scavata in terra, riusciamo a stringere i denti e ad arrivare a fine percorso senza bere nient’altro. Il primo acquisto da fare per il prossimo viaggio? Sterilizzatore per acqua!

Trekking Santa Cruz

Non poteva incominciare meglio di così!

Hiking Santa Cruz

Eeeh, già!

Il percorso di oggi procede in leggera ma dura salita, accompagnato dallo scorrere di questi freschissimi fiumiciattoli. Dopo alcune ore di salita, iniziamo anche a scendere e a riprendere un po’ fiato nei vari punti ombreggiati dagli alberi. Siamo partiti da poco più di tre ore e mezza, ma già all’orizzonte si vede una casetta nel bel mezzo di una stupenda spianata circondata da vette bianchissime. In poco tempo raggiungiamo il luogo e ci viene detto dal “custode” (ecco di chi era l’abitazione) che questo è il nostro accampamento per stanotte. Fino a che non arriveranno gli asini non avremo tende da montare per ripararci. Nell’attesa ci sediamo a riposare insieme al custode, ed a questo paesaggio mozzafiato, con cui scambiamo qualche parola e dopo un (bel) po’ arriva finalmente anche la nostra guida seguita a ruota dai ciuchini con le tende e le riserve di cibo. Hanno tardato molto poiché la signora più anziana del gruppo ha avuto dei problemi. Per fortuna niente di grave.

Mappa Tekking Santa Cruz - Giorno 1

Il percorso del primo giorno. Foto prese gentilmente “in prestito” dal sito ufficiale www.cordillerablanca.info

Ed ecco che ci vengono date le tende. Mentre noi montiamo le nostre, la guida  ed i cuochi, danno vita alla cucina e alla sala da pranzo” (una grande tenda con un tavolino tondo al centro e tanti sgabelli tutti attorno). Quando tutto è pronto, noi sistemiamo le nostre cose per la notte e la guida ed il cuoco preparano una veloce merenda. Appena pronta ci chiamano per andarla a consumare intorno al tavolino. Un’ottima maniera per iniziare a socializzare con i nostri compagni di avventura in attesa della cena.

Il nostro splendido gruppo di trekking

Siamo un gruppo bello ed eterogeneo: noi siamo la coppia italiana; poi c’è Sandra, la peruviana di Lima, giovane ed esperta conoscitrice del Sud America; Camillo il francese pazzo che fa tutto di testa sua (compreso sparire in percorsi vietati mentre tutti lo aspettiamo in ansia); ci sono poi due coppie di coreani velocissimi in piano ma veri bradipi in salita; la canadese non più giovanissima che fatica un po’ a starci dietro (è lei che oggi ha avuto difficoltà), ma che non perde mai la parola; le due sorelle israeliane che si godono un anno a giro per il Sud America dopo ben tre anni di servizio militare obbligatorio (in Israele!) e infine (ma non per importanza) c’è Hanna, la giovane del gruppo, una svedese tutto pepe che ha già viaggiato veramente tanto per la sua giovane età.

La serata passa quindi in scioltezza, tra domande, racconti e risate. Anche i pasti sono molto buoni: espressi, abbondanti e perfetti per riscaldarsi e riprendere energie. Dopo la cena e dopo aver giocato a carte tutti assieme è già l’ora di infilarsi nei sacchi a pelo per provare a dormire. Domani alle 4:00 suonate ci aspetta la sveglia. Per addormentarci ci mettiamo un po’ visto il freddo pungente.

2° Giorno del trekking Santa Cruz: Llamacorral – Taullipampa (15,6 km)

Mappa Tekking Santa Cruz - Giorno 2

Ecco il percorso che ci aspetta il secondo giorno, il migliore. Foto prese gentilmente “in prestito” dal sito ufficiale www.cordillerablanca.info

Appena aperti gli occhi il nostro pensiero va alla colazione. Niente di meglio di qualcosa di caldo per prepararci ad affrontare la giornata. Dopo aver mangiato e preparato le nostre cose ci mettiamo in cammino per affrontare i circa 10 km  (che poi diventeranno di più) di oggi che ci porteranno dai 3.650 m di Llamacoral ai 4.250 di Taullipampa. A vederlo scritto potrebbe sembrare una tappa estrema ma non è così. Anzi, grazie al magnifico paesaggio che vi seguirà passo passo vi sembrerà di non esservi mai sentiti meglio di così. Via via che si sale la vista migliora in continuazione e davanti a noi si ergono sempre più incredibili giganti bianchi.

Santa Cruz 4d 3n

Per ogni ora di fatica la Cordillera ricambia con montagne e paesaggi del tutto differenti. Una buona condizione, no?

Tour Santa Cruz

Laguna trekking Santa Cruz Perù

C’è tempo anche di passare ai lati di una turchese laguna

Santa Cruz 4d 3n

E quella cos’è? Lo scopriremo (scoprirete) presto…

Pausa pranzo con vista mozzafiato

Per il pranzo decidiamo, in accordo con il gruppo, di fare una piccola deviazione per fermarci a mangiare su di un piccolo monte da dove, a detta della guida, si ha una vista più che stupenda. Cavolo quanto aveva ragione! Appena divorato il pranzo davanti a cotanta bellezza, la guida ci parla di queste meravigliose montagne, delle loro storie affascinanti e della loro ineguagliabile bellezza. La storia (e la geografia) narra che lungo i 180 chilometri che compongono la Cordillera Blanca si innalzano oltre 30 cime che superano i 5.400 metri e durante questo trekking ne vedremo una buona parte. La vetta più elevata è lo Huascarán (6.768 m s.l.m.), mentre la corona di “reginetta” è stata assegnata nel 1966 all’Alpamayo, dichiarata dall’UNESCO “la più bella montagna del Mondo”. Come non elencare anche il famoso (quasi quanto l’omonima bevuta) Pisco e la “Star” del luogo, l’Artesonraju (6.025 m). Quest’ultima la definiamo “Star” poiché è conosciuta come la montagna che ha ispirato il celebre logo della Paramount Pictures.

Tour Santa Cruz Perù

Quelle cime aspettano noi! MUUUoviamoci!

Mai pranzo fu più lieto

Foto di gruppo

Foto di (quasi tutto il) gruppo

La storia del logo della Paramount Pictures

La storia del logo ci ha molto incuriosito e una volta tornati a casa abbiamo indagato più a fondo. Le parole della nostra guida non trovano conferma ufficiale su internet. C’è addirittura chi dice che il logo in realtà si ispirasse al Monviso. Altre fonti indicano che il creatore del logo, William Wadsworth Hodkinson, si fosse ispirato al Ben Lomond Peak negli Stati Uniti. Lungi da noi voler svelare la soluzione a questo enigma. A noi basta pensare che mentre ammiriamo l’Artesonraju ci sembra di essere in un film e che quindi questo paesaggio ne è il logo perfetto.

Logo Paramount

Scusaci Paramount per usare il tuo logo. Non ci fare causa!

L'Artesonraju

Nel logo c’è’ più neve…ma gli effetti del riscaldamento globale si sentono anche qui.

L’incredibile natura all’interno del trekking Santa Cruz

Finito lo stupore dinnanzi a queste stratosferiche cime dobbiamo riprendere il cammino. La guida continua a raccontarci delle montagne che abbiamo tutto intorno. Come del Tocllaraju (Il nome deriva dalle parole quechua “tuqlla”, trappola e “rahu”, ghiaccio), del Quitaraju e di molte altre, tanto belle quanto impronunciabili. Poco dopo ci troviamo davanti ad un bivio e qui la guida ci spiega che da qui è possibile raggiungere la laguna ai piedi delle bellissime cime Pucajirca e Rinrijirca e del ghiacciaio Arhuaycocha. Per vedere questa attrazione naturale ci sarebbe da fare una deviazione ma, sempre di comune accordo, decidiamo senza pensarci troppo che questa deviazione s’ha da fare! Quella per raggiungere la Laguna è un vero e proprio cambio di direzione dal percorso principale per la quale noi abbiamo impiegato circa 2 ore (andata, sbalordimento e ritorno). Voi però non esitate neanche un secondo a pensare se farla o no, non potete perdervi questo spettacolo della natura! E non temete, nonostante le 2 ore avrete tempo a sufficienza per riposare una volta raggiunto l’accampamento.

Laguna Arhuaycocha

Noi, se possibile, possiamo rimanere a vivere in questo punto?

Laguna Arhuaycocha

Laguna Arhuaycocha Tour Santa Cruz

Foto di (quasi tutto il) gruppo #2

È tempo di rimettersi in cammino per raggiungere l’accampamento di oggi. Questa sarà la notte più fredda perché ci troviamo a Taullipampa, a 4.250 metri d’altitudine. Ma il ricordo del freddo nelle nostre teste è stato cancellato per far spazio ad ogni minimo particolare di questo paesaggio mozzafiato. Il nostro accampamento è illuminato da una splendida luna piena e davanti a noi una montagna imponente. Le nostre tende sembrano lucciole colorate e le stelle sono così vicine che sembra di poterle toccare. Che giornata che è stata questa!

Secondo accampamento trekking Santa Cruz

(Per concludere come come non si poteva) Noi stanotte dormiamo qua!

Secondo accampamento trekking Santa Cruz

Di notte era ancora più bello. Però dovrete solo immaginarvelo (o venire a fare questo tour), perché le foto era impossibile farle venire bene.

Una nottata fuori dall’ordinario

Ceniamo tutti insieme e dopo le solite chiacchere andiamo presto a riposare. Menomale che riusciamo a dormire per qualche ora prima che i cuochi e le guide dei vari gruppi decidano di ubriacarsi e fare un party a pochi passi dalla nostra tenda. Il culmine si raggiunge quando la guida (povera donna), uscita per chiedere di smetterla e di fare un po’ di silenzio, viene presa a male parole “davanti” a tutti noi. Va be, avevamo già avuto modo in tante altre occasioni di verificare che qui in Perú la professionalità non sanno cosa sia. Menomale che hanno questa popò di natura!

Come se non bastasse domani mattina Sandra, la limense con cui avevamo stretto più amicizia, ci abbandonerà. Deve rientrare un giorno prima e quindi, in compagnia di un cuoco (ubriaco), dovrà camminare di notte per raggiungere il punto finale del trekking in tempo per tornare a casa. Prima di salutarci ci promettiamo che quando saremo a Lima ci rincontreremo sicuramente!

3° Giorno di trekking: Taullipampa – Punta Unión – Paria (19,0 km)

Mappa Tekking Santa Cruz - Giorno 3

E venne il terzo giorno. Foto prese gentilmente “in prestito” dal sito ufficiale www.cordillerablanca.info

La giornata si apre sempre con un’abbondante, ma come sempre “solubile”, colazione. A pance piene iniziamo la nostra “passeggiata” giornaliera. Oggi dovrebbe essere il giorno più duro, quello del valico della punta più alta del trekking. Infatti le prime 3 ore le passiamo a salire (e salire e salire) 500 metri più in alto, fino al punto che tanto aspettavamo: il passo di Punta Unión (4.750 m). Da qui abbiamo una vista a 360° e risaltano all’occhio le montagne Taulliraju, Rinrihirka e Paria. La vista è spettacolare e ci incantiamo ad ammirarla seduti su delle rocce. Mentre ce ne stiamo seduti tranquilli (anche se un po’ infreddoliti), Camillo, il nostro compagno di trekking francese, decide di partire per un’esplorazione in solitaria. La guida ci raggiunge e appena scopre dov’è Camillo va su tutte le furie vista la pericolosità del luogo. Per fortuna dopo una mezz’ora di apprensione e di urla per richiamarlo lo vediamo spuntare da alcune rocce. Appena tornato anche l’impavido Camillo ammette di aver fatto una stupidata (non vogliamo essere volgari) e di aver rischiato grosso. Don’t try this at home!

Punta Union Trekking Santa Cruz

Tips4tripS conquista il punto più alto del trekking di Santa Cruz!

Punta Union Trekking Santa Cruz

Qualcuno ha fatto caso a Camillo di ritorno dall’avventura o tutti vi siete fatti rapire da questa meravigliosa meraviglia?

Vista Punta Union Trekking Santa Cruz

Il paesaggio dall’altra parte di Punta Union

Dall’altra parte di Punta Unión

A parte questo spavento, il paesaggio ci ha dato tutte le energie possibili per ricominciare il nostro cammino, adesso tutto in discesa. Dall’altra parte di Punta Unión la natura è in piccola parte molto diversa. Sembra di aver attraversato una porta del teletrasporto e non un semplice valico. Noi però preferivamo di gran lunga il paesaggio che avevamo fino a pochi minuti fa. A fine discesa inizia un lungo percorso pianeggiante con sempre al nostro fianco enormi cime rocciose. Dopo 8 ore totali di camminata arriviamo al nostro ultimo “alloggio” naturale: Paria, nella valle di Huaripampa, a 3.900 metri. Qua ci accorgiamo subito di essere nuovamente vicini alla civiltà dato che il cellulare vibra così tanto che sembra impazzito. Non che questo ci faccia troppo piacere, anzi, ma almeno dopo 3 giorni di silenzio possiamo dare nostre notizie a casa. Vicino all’accampamento c’è un fiumiciattolo ed i più impavidi si avventurano per darsi una rinfrescata alla meno peggio. Noi preferiamo solo guardare ed aspettare domani per una bella doccia (calda). Eh sì, domani è l’ultimo giorno della Cordillera Blanca e, credeteci, i suoi paesaggi rimarranno impressi nei nostri cuori per diverso tempo.

Abbiamo detto che a noi piaceva di più la prima metà come paesaggi, ma anche questa parte non è che ci disgusta. Anzi…

Santa Cruz 4d 3n

Terzo giorno trekking Santa Cruz

4° Giorno di trekking: Huaripampa – Vaquería – Huaraz (13,4 km)

Mappa Tekking Santa Cruz - Giorno 4

Speravamo non finisse mai, ma anche per il trekking di Santa Cruz questo è l’ultimo giorno. Foto prese gentilmente “in prestito” dal sito ufficiale www.cordillerablanca.info

Oggi ci aspetta una brevissima camminata di 4 ore circa per raggiungere il piccolissimo villaggio di Vaquería. Dopo tante ore e molti chilometri alle spalle questa sarà una passeggiata di salute che scorrerà veloce e piacevole. Passiamo dapprima da una via con pochissime abitazioni, una accanto all’altra, e non in ottime condizioni per poi iniziare l’irta (ma fattibile) salita che ci porterà a Vaquería, il nostro traguardo.

Vaqueria Santa Cruz

Pochi chilometri e sembra di stare in collina. Pazzesco.

Vaqueria Santa Cruz

Qualcuno ha detto mais?

Quarto giorno Trekking Santa Cruz

L’ultimo villaggio prima del ritorno a Huaraz

Appena raggiungiamo il minuscolo paesino abbiamo tutto il tempo (anche troppo) per riposarci aspettando il mini-van che ci riporterà a Huaraz. Proprio alla fine della salita c’è anche un banchetto che vende bevande e frutta fresca, però non molto economico. Nell’attesa ci viene detto che il ritorno sarà un po’ più lungo dell’andata, ben 6 ore. Sei ore da fare tutte nel mini-van con le ginocchia in gola. Vi ricordiamo che il trekking che abbiamo appena concluso potrebbe essere percorso anche in senso contrario, partendo da Vaquería. In questo caso il percorso sarebbe per la maggior parte del tempo in discesa e l’ultimo giorno non vi attenderebbero molte ore in mini-van con le gambe doloranti. Per fortuna che abbiamo ancora bene impresso il ricordo di questa meraviglia di Cordillera Blanca che ci farà dimenticare di tutto il resto.

Vaqueria Santa Cruz

Ovvia, non manca proprio più nessuno. Civiltà, siamo tornati!

Il Tour di Santa Cruz continua…

Il panorama dal Passo di Portachuelo

Per nostra sorpresa il tour non finisce qui. La prima sosta la facciamo lungo la Carretera Regional Yungay-Yanama, cioè una delle più pericolose al mondo (secondo internet) ma anche una delle più spettacolari. Indimenticabile ciò che si para davanti ai nostri occhi quando ci fermiamo al Passo di Portachuelo (4.760 m). Da qui è possibile vedere Chacraraju, Pisco, Chopicalqui e Huascaran, ma quello che ci lascia senza parole sono le Lagune di Llanganuco, Chinancocha e Orconcocha viste dall’alto. Le acque di queste due lagune, il cui nome significa rispettivamente Maschio e Femmina, si uniscono per dare vita ad un fiume che discende fino a Yungay. Ve l’avevamo detto che l’unione degli opposti è l’essenza di questo paradiso.
Vedere per credere:

Carretera Regional Yungay-Yanama

E noi dovremmo fare quella strada?

Passo di Portachuelo

Ok, se proprio la metti così. Una delle strade più belle mai viste!

Passo di Portachuelo

Impossibile nascondervelo. Questa è una (se non LA) foto tra le nostre preferite.

La Laguna Llanganuco

Un’altra fermata ci attende. Il conducente ferma così il mezzo a pochi passi dalla Laguna Llanganuco. Abbiamo usato tutti i migliori aggettivi per questo tour ma anche stavolta non possiamo farne a meno. È un gioellino! Ed è come se avessimo fatto due tour in uno vedendo questa minuscola ma preziosa laguna. Poi basta, è l’ora di tornare a casa, uffa!

Laguna Llanganuco

CHE TOUR!

È notte ormai quando rientriamo a Huaraz, non ci abbiamo messo 6 ore ma bensì quasi 8. Siamo così stanchi che decidiamo di non partire subito per Lima. Preferiamo dormire un’altra notte in ostello da Scheler, in un letto vero, farci una bella doccia calda come promesso e viaggiare domani, senza nessuna fretta.

Conclusione (quasi anche del nostro viaggio)

Cosa dire di questa settimana passata tra le sconfinate montagne di Huaraz? Certo, dal punto di vista organizzativo non sono state il top, ma le emozioni che abbiamo provato sono il degno arrivederci a questo Sud America che tanto ci ha regalato in questi mesi. Questo viaggio è quasi volto alla fine ma noi siamo felici perché torniamo a casa cambiati e arricchiti. In pochi mesi abbiamo provato una vastità di emozioni che è impossibile ridurre a pochi tasti digitati sulla tastiera.

Ci sentiamo fortunati  e privilegiati per aver messo la sete di conoscenza al primo posto nelle nostre vite. Adesso torneremo alla normalità, ma ormai per noi il concetto di normalità è cambiato. Quello che per la maggior parte delle persone è normalità per noi è diventato TRANSITORIETÀ“, ovvero lo stato di cose fra un Viaggio (con la V maiuscola) e l’altro. Stare in viaggio è la nostra normalità, ciò che ci rende felici e pertanto il nostro obbiettivo da conseguire. Oggi è finita un’avventura ma domani ce ne sarà un’altra tutta nuova!

Trekking Santa Cruz

Dal mini-van in viaggio un ultimo saluto a questi paesaggi incredibili. Non vi dimenticheremo mai! Ma anche voi, ogni tanto, pensateci…

Tabella voti Huaraz e trekking Cordillera Blanca in Perù

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: