Due giorni all’interno del CANYON DEL COLCA, il secondo canyon più profondo al Mondo

27.05.2016 – 28.05.2016

Siamo giunti fino al Perù e non possiamo perderci la possibilità di girovagare tra le bianche case di Arequipa. Nella tappa seguente risaliremo verso Nord, diretti al fulcro dell’impero Inca. Ma non avevamo fatto i conti con una meraviglia naturale a poche ore dalla Ciudad Blanca che ci farà ritardare il nostro piano di viaggio…

Siamo al nostro ostello di Arequipa e stiamo letteralmente sbavando davanti ad una mappa che raffigura il più profondo Canyon del Sud America, nonché il secondo in tutto il Mondo (il primato lo detiene il Grand Canyon Yarlung Tsangpo in Cina). E dire che qua in Italia non l’avevamo mai sentito rammentare, nemmeno per sbaglio. Non possiamo lasciarcelo sfuggire.

Con  i suoi 4.160 m, il Cañon del Colca ha una profondità quasi doppia rispetto al Grand Canyon. Da uno dei suoi “mirador” è possibile assistere al risveglio dei regali e meravigliosi Condor Andini. Insomma, questo Canyon è una méta da prendere seriamente in considerazione per chi come noi visita la bella Arequipa.

Canyon del Colca

 

Scegliere il tour adatto a voi

Avrete un po’ di domande in testa, non è vero? Nessun problema, eccoci qua per rispondervi! Come scegliere il tour più adatto alle vostre esigenze? La prima cosa da fare è capire quanto tempo volete dedicare alla scoperta del Canyon. Ci sono tour da uno a sei giorni, ma visto che il tour si svolge ad altezze abbastanza elevate, che vanno dai 2.000 agli oltre 4.500 m, consigliamo di affrontare il trekking di più giorni solo se vi sentite un minimo allenati e a vostro agio con le altitudini. Il tour di un giorno fa tappa nei punti più importanti, ma avrete giusto il tempo di scendere dal bus, fare due foto e risalire. In questo tipo di tour passerete quindi la maggior parte del tempo seduti su di un mezzo (basti pensare che ci vogliono 10 ore solo fra andata e ritorno). Quindi meglio stringere i denti e prenotare quello di più giorni (noi abbiamo scelto quella da due giorni e una notte), anche perché la differenza di prezzo tra uno o più giorni è minima. Per la scelta dell’agenzia torniamo a ripetervi che purtroppo, o per fortuna, i tragitti e le soste sono perlopiù identici qualsiasi tour operator si scelga. Inoltre spesso le agenzie condividono bus, autisti e guida, quindi conviene guardare anche al risparmio. Noi dopo aver richiesto vari preventivi abbiamo deciso di affidarci al nostro ostello per poter sfruttare la possibilità da loro offerta di lasciare gli zaini più pesanti custoditi qui e viaggiare più leggeri.

Si puo’ visitare il Canyon in autonomia? Purtroppo non ci sono autobus cittadini che raggiungono questa località, ma se volete esplorare il Canyon senza guida potete comunque pagare all’agenzia il solo costo del biglietto e prendere accordi per fare con loro il viaggio di andata/ritorno. È possibile andare in un altra città subito dopo finito il tour? Chivay, il paese più vicino al Colca, è a circa 160 km da Arequipa (e non di autostrada, anzi) ed è “ben” collegata soltanto con quest’ultima e con nessun altra città del Perù. Noi avremmo voluto proseguire ancora più a nord direttamente da qui una volta finito il tour ma non siamo riusciti a trovare niente che facesse al caso nostro e quindi siamo dovuti tornare in città per poi prendere un altro pullman. Ci sono compagnie private che organizzano viaggi da qui ad altre città, ma i prezzi sono veramente proibitivi ed il gioco non vale di certo la candela. Cosa mi devo portare per il tour? Bella domanda, bravi! Le cose indispensabili sono: • ovviamente abbigliamento e calzature idonee • 1 zaino da trekking • 2 litri di acqua (le bevande non sono incluse nel tour e dentro il Canyon ve le fanno pagare care) • 1 luce da testa (poi capirete il perché) • 1 cambio di vestiti • 1 cappello per il sole • crema solare • qualche snack perché il cibo durante il tour scarseggia. È così impegnativo il trekking? Diciamo di nì. Noi non siamo  camminatori professionisti, ma ce l’abbiamo fatta senza problemi, solo con un po’ di stanchezza. Alcuni ragazzi che erano con noi invece non sono stati molto bene il secondo giorno. Non vi spaventate però, niente è impossibile, basta conoscere ed ascoltare i propri limiti. Ma allora questo Canyon del Colca è una mèta peruviana imperdibile o no? Ecco, per questa risposta dovrete aspettare un po’, abbiamo un po’ di cose da raccontarvi…

 

Canyon del Colca stiamo arrivando!

La sveglia non è delle più piacevoli. Ci vogliono circa 5 ore per raggiungere il Canyon quindi il bus passerà a prenderci all’ostello alle 02:30 di mattina. Noi, avendo prenotato il tour in ostello (prezzo totale per due giorni? 120 Soles, nemmeno 31€) possiamo dormire fino all’ultimo ed aspettare il mini-bus nel salotto dell’alloggio facendo qualche chiacchera per non addormentarci. L’autista è abbastanza puntuale. Saliamo, chiudiamo la portiera ed insieme a lei si chiudono anche le nostre palpebre. Le riapriamo quando il sole sta per sorgere, risvegliandoci in una strada bianca non asfaltata con poca vegetazione ai bordi e tante curve. Il viaggio iniziale quindi non è niente di stupefacente, ma è già tempo della prima tappa della giornata. Siamo giunti a Chivay (3.800 m.s.l.m.) e qui, nella sala di un albergo, facciamo colazione (inclusa nel tour). Il freddo è pungente e l’acqua calda nella quale sciogliamo un po’ di polvere di caffè non è certo sufficiente a scaldarci. Il solito burro e marmellata non fa altro che farci venire ancora più fame, ma per fortuna la prossima fermata la faremo in uno dei punti più importanti del tour, che già si prospetta indimenticabile. Solo a sentir nominare il nome della Cruz del Condor la fame passa, il freddo si affievolisce e siamo già pronti per ripartire.

Galleria Colca

Ora il panorama inizia a cambiare e alla destra del finestrino le lande quasi desolate iniziano a diventare strapiombi su vallate immense e bellissime. Arriviamo all’entrata della Valle del Colca (così si chiama il Parco) e qui, come sempre, dobbiamo pagare il biglietto d’ingresso di 70 Soles (18€, non compresi nel tour). Paghiamo veloce perché non vediamo l’ora di arrivare.

 

L’emozionante Croce del Condor

Ed eccoci, infatti. Ci fermiamo nel tanto atteso punto panoramico, la Cruz del Condor. Basta aspettare pochi minuti ed ecco che arrivano i primi condor. Questo infatti, come già detto, è il punto da cui molti Condor Andini amano planare. Bellissimo vedere questi magnifici uccelli in via d’estinzione aprire le loro ali, con un’estensione che raggiunge anche i 3 metri. Abbiamo usato la parola planare, non volare, perché il Condor Andino non vola sbattendo le ali, ma bensì plana sfruttando le correnti ascensionali. Il tour, per fortuna, ci lascia molto tempo a disposizione e quindi è possibile vederli da qualsiasi angolazione. Mai li avevamo visti planare a pochi metri da noi e mai ci saremmo immaginati che fosse così mozzafiato.

Canyon del Colca

Ed anche il Canyon del Colca lo abbiamo visto!

Condor Canyon del Colca

Ok, non avevamo uno zoom adatto (mannaggia mannaggia) ma vederle dal vivo è bellissimo!

Cruz del Condor Canyon del Colca

Il punto panoramico più famoso e affollato del Canyon del Colca

Cruz del Condor

Mentre quella sulla sinistra è la vera Cruz del Condor, il posto migliore dove osservare i meravigliosi volatili. Con un po’ d’immaginazione alla destra potrete infatti vederne uno!

Condor Canyon Colca

 

Il viaggio è (quasi) tutti in discesa

È tempo di ripartire. Il bus ci porta nel punto dal quale avrà inizio il nostro trekking e, dopo due o tre precauzioni dette dalla guida, iniziamo ad addentrarci camminando tra gli infiniti tornanti del Canyon. Ora che siamo dentro il Colca ci viene difficile definirlo Canyon dato che, a parer nostro, non sembra altro che una semplice vallata, molto profonda, ma sempre a forma di valle. Cerchiamo di lasciare le lamentele da italiani lì e di non pensarci più ed iniziamo a scendere sempre più giù nel gigantesco vallon…Canyon. Il primo giorno non è particolarmente faticoso, il percorso è perlopiù in discesa (ripida discesa) ma per non farci mancare niente ci sono anche delle salite che mettono a dura prova il fisico. Il paesaggio che ci circonda, però, rende tutto molto più piacevole; passiamo attraverso pareti rocciose immense, attraversiamo il turchese Rio Colca, ed entriamo nella gola del Canyon, il tutto contornato dalla flora locale.

Canyon Colca

Siamo pronti, partiamo!

Canyon Colca
Canyon Colca
Canyon Colca

Canyon Colca

Da quassù si vede l’ultima discesa prima del riposo. Una bellezza, no? Ma ancora non sapevamo cosa fosse quella zona verde proprio lì in fondo.

Dopo aver attraversato il ponte sul fiume si risale (il punto più faticoso della giornata) ma alla fine della sudata ci aspetta un piccolo premio, è l’ora del pranzo (sempre compreso nel tour). Fradici come pulcini speriamo in bibite ghiacciate e cibi freschi, ma ad accoglierci c’è una misera minestra abbollore…loro dicono che sia meglio così e noi proviamo a crederci!

Canyon Colca

In questo Tour passerete da questi tre micro villaggi. L’unica cosa che preoccupa è che da qua sembrano ancora molto lontani…

Canyon Colca

Canyon Colca

Il ponte che collega le due pareti del Canyon passando sopra il Rio Colca

Asino Canyon Colca

Precedenza sempre ai “burros”

Dopo il pranzo è tempo di riprendere la discesa verso l’alloggio che per stanotte ci ospiterà (anche questo compreso nei 31€ del tour) situato nel punto più profondo del Canyon. Ancora non sappiamo niente di questo albergo, ma basta fare qualche chilometro camminando e davanti ai nostri occhi una vallata si apre ed in mezzo ad essa una vera e propria oasi verde speranza irradia i nostri occhi.

Scuola Canyon Colca

I bambini dei tre villaggi di prima da qualche parte dovranno pur istruirsi. Ed ecco qua una bella scuola all’interno di uno dei Canyon più profondi al mondo!

Oasi Canyon Colca

Eccola! È lei la nostra salvezza. E c’è addirittura la piscina. Peccato che la strada che vedete alle sue spalle è quella che domani dovremo fare appena alzati.

 

L’arrivo ed il riposo

In linea d’aria saranno nemmeno due chilometri ma qua nel Canyon due chilometri sono sinonimo di almeno 500 metri di dislivello. C’è da aggiungere che in tutto il tragitto la nostra guida è stata un po’ assente. Mentre altri gruppi si fermavano a studiare alberi, piante e ad assaggiare i loro frutti il nostro gruppo era tutto diviso e la guida non sapevamo nemmeno se fosse davanti o dietro a noi. L’oasi però continua a farsi sempre più vicina, sempre più grande e sempre più verde fino a che non arriviamo proprio alle sue porte. Tempo totale di camminata del primo giorno? 7 ore, di cui la maggior parte fatti in ripide discese a zig zag. Siamo stanchi, puzzolenti e affamati, ma appena ci fanno vedere la camera (una casetta di bamboo con solo un letto matrimoniale al suo interno e nemmeno l’elettricità) la prima cosa che facciamo è quella di prendere il costume e tuffarci nella tanto agognata piscina circondata dalle pareti rocciose del Canyon.

Oasi Canyon Colca

Ma questa è veramente un’oasi uscita dalle favole

Piscina Canyon Colca

La fatica di oggi è stata in parte ripagata!

Ci stiamo così bene che non ci accorgiamo che è quasi ora di cena. Quindi usciamo, ci facciamo una doccia nel bagno condiviso ed andiamo a vestirci per l’ultimo pasto della giornata. Durante la cena finalmente la guida si ricorda di noi e ci racconta che il Canyon si trova in una zona così remota che il primo gruppo di avventurieri ha compiuto la prima discesa del fiume Colca soltanto 30 anni fa, quando la sua profondità è stata ufficialmente riconosciuta. Pazzesco. Dopo questo la guida riscompare. La cena non è un granché ma per fortuna finita quest’ultima stringiamo amicizia con Carlos, Anna, Martina e Lars, ragazzi europei in viaggio come noi in Sud America per più o meno tempo. La serata si fa piena di risate e racconti ma non abbiamo molto tempo per parlare visto che ad una certa ora nel piccolo residence staccano qualsiasi fonte di luce e non ci rimane che andare a dormire. Abbiamo passato proprio una bella serata, anche se il tour non è indimenticabile proprio come ce lo eravamo immaginati…

 

A tutta salita

La partenza del secondo giorno è alle 05:00 e subito una terribile notizia ci giunge all’orecchio. L’agenzia non ce l’aveva detto, ma nella piccola oasi non c’è nessuna colazione calda ad attenderci, bensì una dura risalita di minimo 3 ore per raggiungere l’altra cima del Canyon dove finalmente ci rifocilleremo. Roba da pazzi! Come già detto questo è un giorno veramente duro, bisogna risalire quasi 1.200 m di dislivello in nemmeno 3 km. Tutto fattibile, ma chi non se la sentisse puo’ tranquillamente prenotare un mulo da soma che lo porti fino in cima. Non c’è da vergognarsi, anzi, dice sia anche molto divertente. Se optate per quest’ultimo dovrete prenotarlo obbligatoriamente la sera prima (altrimenti rischiate che non vi tocchi) e pagare 60 Soles (16€). L’unica cosa che puo’ darvi la forza di farcela con le vostre gambe è il sentimento che abbiamo provato anche noi vedendoli camminare affaticati sulle strette viuzze a strapiombo con le persone a bordo.

Canyon Colca

Il buio oltre il Canyon

Canyon Colca

Sembra di essere quasi arrivati! E invece no.

Vista Canyon Colca

La salita è veramente spacca gambe e la vista, ahimè, è sempre uguale…

Canyon Colca

Dai ciuchini, siamo con voi!

Partiamo a notte fonda e qui in fondo al Canyon non c’è nessuna luce se non quella delle poche stelle. Ecco che entra in gioco la torcia da testa. Partire con il buio tutto sommato è una buona idea poiché aiuta a non soffrire il caldo presente con il sole e soprattutto non si vede quanto è in alto e lontana la cima del Canyon dove dovremo arrivare. Peccato che le tenebre durino poco ed appena la luce prende il loro posto tutto si fa ancora più difficile. Ed oggi nemmeno il paesaggio aiuta, dato che il panorama resta lo stesso per tutto il tragitto cambiando solamente l’altitudine del punto di osservazione. Durante la risalita un ragazzo del nostro gruppo inizia ad avere dolori alla gamba e non riesce a salire, ma la guida anche oggi non si vede. Con molta calma e stringendo i denti il giovane dolorante riesce come tutti a raggiungere lo stesso la cima ma non potete immaginare quante gliene abbiamo dette alla guida quando lo abbiamo rivisto. Si è comportato così male in questi giorni che non riusciamo nemmeno ad essere soddisfatti della nostra grande vittoria raggiunta sulla cima del Canyon. Ora che ci ripensiamo però siamo stati proprio forti!

Canyon Colca

Finalmente è il momento della colazione (inclusa). Dopo tre ore di camminata chissà quante cosine buone ci daranno! Pane, burro, marmellata e caffè solubile. Ok, ci vogliono morti.

Mais Colca

Forse era meglio fermarci a questa distesa di pannocchie invece che andare a fare colazione.

 

Soste particolari

Dopo tutta questa fatica e questa “scorpacciata” si risale sul bus, che piano piano ci porterà alle terme di La Calera lì vicino. Vere e proprie acque sulfuree racchiuse in una vasca minuscola. Vedendole da fuori e vedendo anche quante persone vorrebbero entrare in quello spazio ristretto, noi due, insieme ai nostri nuovi amici, preferiamo bagnarci nelle fresche acque all’esterno. Mai idea fu più giusta. Per chi volesse entrarci vi diciamo che queste non sono comprese nel tour ed il biglietto costa 15 Soles (4€) ma noi mica possiamo perdere il primato di assidui risparmiatori.

Terme La Calera

Terma is  for boy. Fiume ghiacciato is for men.

Ripartiamo e poco dopo un’altra sosta in un altro splendido posto ci aspetta. Di fronte a noi, dietro ad alcune bancarelle di souvenir e artigianato, si cela una serie ininterrotta di terrazze agricole sfruttate a meraviglia dalla popolazione locale. Essendo a 3.650 metri di altitudine coltivarli non dev’essere facile. Alle spalle dei campi fa capolino la cima ghiacciata del Vulcano Sabancaya, che rende tutto ciò ancora più magico.

Canyon Colca

Un paesaggio impensabile per essere a quasi 4.000 metri di altitudine

Gruppo Canyon Colca

Foto di gruppo

Un’altra piccola ma grande sosta la facciamo sulla cima del punto più profondo del Canyon (ovvero dove tocca quota 4.160 m). Ma qui la star è il Vulcano Sabancaya, il settimo più alto vulcano attivo del mondo, in tutta la sua bellezza. Peccato che tempo di fare due foto ed è già l’ora di rimettersi in marcia.

Vulcano Sabancaya

Nella via del ritorno è prevista una sosta con pranzo a buffet, non compreso nel tour, a Chivai. Noi chiediamo se vi è qualche altro ristorante lì vicino semmai quello da loro scelto non ci dovesse piacere. La guida annuisce e noi allora siamo tranquilli. Peccato che ci abbia giocato un altro brutto scherzetto e vicino al ristorante convenzionato non ci sia proprio un bel niente. O lì o niente. Per non dargliela vinta ci accontentiamo di qualche empanadas neanche tanto buona in un negozio minuscolo molto lontano dal buffet. Questo cicerone inizia a stancarci.

Il pranzo è finito e con lui anche il tour. Il ritorno non regala altre emozioni e l’unica cosa da fare è scherzare con gli altri viaggiatori. L’unica cosa da sottolineare è la guida che, scendendo prima sulla via del ritorno, non saluta nessuno e se ne va a testa bassa. Ma non preoccupatevi, le guide a questo tour non sono tutte così, siamo noi che stavolta siamo stati abbastanza sfortunati.

 

Commento finale

Ritornando quindi alla domanda iniziale “Ma allora questo Canyon del Colca è una mèta peruviana imperdibile oppure no?” vi rispondiamo di sì. Magari vi capiterà una guida non molto competente, patirete un po’ la fame se non avete scorte e forse faticherete non poco per risalire la cima, ma per due giorni e per il costo del tour tutto questo è sopportabile e verrete ripagati con la magnifica Cruz del Condor (per noi il ricordo più bello del tour), con viste mozzafiato e con un’esperienza molto piacevole. E poi volete mettere la soddisfazione di poter dire Ho visitato il Colca! Il secondo Canyon più profondo al mondo! ?

Canyon Colca

Anche se per noi resta e resterà per sempre un’enorme Vallata!

Arrivati ad Arequipa abbiamo giusto il tempo per farci una doccia e recuperare le nostre cose in ostello. Ci aspetta un bus notturno che ci porterà molto lontano da Arequipa, in una città conosciuta per le sue bellezze, ma soprattutto perché è la porta d’accesso ad uno dei più grandi misteri del Perù. Cuzco, Macchu Picchu, Inca, è giunta la vostra ora!

Canyon del Colca

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