Ma quanti bei colori a VALPARAÍSO

18.04.2015 – 20.04.2015

Nuovo giro, nuova corsa e nuova notte in pullman. Stavolta però non riusciamo a dormire bene, forse per la stanchezza e/o per la grande emozione della giornata passata a scalare il vulcano Villarrica. La mattina presto, morti viventi come non mai, arriviamo a Santiago, la super popolata capitale del Cile. Per adesso però non ci fermiamo qui, la nostra meta è un’altra e vogliamo raggiungerla quanto prima; siamo diretti ad una delle cittadine più colorate al mondo, patrimonio Unesco dal 2003, e da molti conosciuta affettuosamente come “Valpo”. Ma non succede niente se la chiamate con il suo nome originale: la bellissima Valparaíso. Proprio stamani, che avremmo dormito anche sui sassi, il tragitto è di due misere orette. Ancora non sono le 9:00 quando mettiamo piede a Valparaíso, ma ci  lanciamo subito alla ricerca di un ostello dove passare i prossimi giorni e, soprattutto, le prossimi notti. In base alla nostra guida Get South (consigliatissima per chi vuole andare in Sud America), ci sono due ostelli che offrono un buono sconto e leggendo le recensioni su internet non sembrano nemmeno così male. Partiamo alla ricerca del nostro preferito, ma al terzo giro d’isolato e di sali e scendi con zainoni in spalla, non trovandolo, cambiamo i piani e  optiamo per il secondo nella lista: Casa Aventura. Alla fine possiamo decisamente dire che non trovare il  primo ostello è stato un colpo di fortuna; in primis perché scopriremo il giorno dopo che nell’ostello dove volevamo andare dai soffitti delle camere entra acqua a fiotti e in secundis perché la proprietaria è stata così gentile da accoglierci facendoci fare colazione anche se non ci spettava (una colazione che per di più è abbondante e buona). Stavolta la Dea bendata si è ricordata di noi. Tornando alle colazioni dovete sapere, purtroppo, che in Sud America è usanza offrire ai clienti solo due fette di freschissimo pane da gustare con burro e marmellata e un po’ di acqua calda per bere del fantastico caffè solubile. Se non l’avete capito stiamo facendo sarcasmo. Qui invece abbiamo davanti a noi frutta fresca, dolci, uova strapazzate, succo di frutta e…caffè solubile (lui non manca mai).

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Non ci crediamo nemmeno noi ma siamo arrivati fino a Valparaíso

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La stradina per il nostro ostello. Artistica, non trovate?

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E questo è il nostro ostello. Stiamo scherzando…

A stomaco pieno possiamo ora pagare l’ostello (5.700 pesos a persona per notte con lo sconto del 10%, cioè quasi 8€)riposare un po’ prima di essere di nuovo pronti per esplorare una nuova città. Dovete ora sapere che Valparaíso è una grande città che si è sviluppata su oltre 45 monti (altro che i 7 colli di Roma) tutti collegati molto bene tra loro da scalinate, salite, mezzi pubblici, stretti passaggi, ascensori e funicolari. Ascensori e funicolari sono qui considerati come dei veri e propri monumenti, se non le attrazioni più belle della città e vale sicuramente la pena visitare i più famosi che piano piano vi spiegheremo. Fortunatamente il nostro ostello si trova sul Cerro Concepción, uno dei migliori e più centrali (gli altri più conosciuti sono Cerro Bellavista e Cerro Alegre, mentre gli altri vengono più o meno sconsigliati ai turisti anche per un fatto di sicurezza), per cui possiamo già dare un’occhiata molto dettagliata alla colorata Valpo. Già che siamo entrati nell’argomento dei monumenti-non monumenti non possiamo che fermarci ad ogni strada ad ammirare un altro segno particolare ed indelebile della città, ovvero i suoi coloratissimi murales che contribuiscono a renderla una tavolozza ancora più ricca. Camminando fra le strade, ognuna caratterizzata da un qualche  tocco di particolarità, arriviamo al primo “monumento” situato in Plaza Wheelwright. Stiamo parlando della funicolare conosciuta con il nome “Artillerìache conduce direttamente al Paseo 21 de Mayo. Vedere arrivare la funicolare tutta variopinta crea un’emozione particolare, ma niente se paragonata alla gioia di poter scorgere nelle giornate di bel tempo la vetta della più alta montagna del Sud America: l’Aconcagua (6.962 m). Una volta scesi ci si ritrova immersi in un grazioso mercatino artigianale. A pochi passi un punto d’osservazione sull’oceano e tante stradine caratteristiche si pareranno davanti a voi e non saprete quale esplorare per prima. La zona è veramente molto piacevole e ci lasciamo trasportare dalle sue vie scattando foto di scorci da dipinto che richiamano la nostra attenzione.

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La nostra prima funicolare cilena

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Il porto non è un bel vedere, ma cercate di non farci caso

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Qui in Cile un bel souvenir da riportare a casa potrebbe essere un gatto

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Caffetterie all’angolo…

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…scalinate che salgono e scendono dai colli…

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…strade trafficate. Tutto qui a Valpariso merita di esser visto!

Ma ora basta girovagare a caso per queste strade, anche perché alle 15:00 abbiamo un appuntamento in Plaza Sotomayor per un tour con i ragazzi di Tour4Tips (eppure questo nome non ci è nuovo!) e non vogliamo rischiare di vedere due volte le stesse cose. Un’idea che dovete copiarci dato che questo tipo di tour offre un giro guidato di parte della città in cambio di una mancia (quanto lo decidete voi) una volta finito il tour ed i ragazzi si mostrano subito simpatici, intelligenti e disponibili a qualsiasi domanda (N.B.: i tour sono solo in inglese o spagnolo). Ci è piaciuto così tanto che in tutte le città che abbiamo visitato dopo ci siamo sempre affidati a questi tour poiché in circa 3 ore riescono a dare un buon assaggio di quelle che sono la storia e le tradizioni locali. Dopo le presentazioni la nostra guida ci accompagna al molo lì vicino dove ci viene spiegato che fino ad alcuni anni fa Valparaíso era il principale porto del Sud America. Tutt’oggi questa parte della città ricopre un ruolo fondamentale per l’economia locale e del Cile in generale.

Dopo la visita alla zona portuale, un caratteristico bus cittadino ci porta nel cuore pulsante della città, nella via del divertimento, dei negozi e delle uscite serali: è la Calle Cumming. Con il mezzo pubblico arriviamo in un attimo rischiando però qualche tamponamento…e lo sapete perché? Perché qui i conducenti dei normali bus vengono pagati non ad ore ma bensì a numero di corse. Ecco che si spiega il motivo di tanta fretta e di una guida così spericolata. Chissà se anche in Brasile erano dei pazzi furiosi alla guida proprio per questo motivo. Se volete godervi maggiormente il paesaggio con più tranquillità e senza rischi di incidenti meglio prendere un Trolley (i tram qui vengono chiamati così) i cui conducenti hanno la normale paga oraria. Tutti e due hanno comunque il prezzo del biglietto bassissimo: 310 pesos il primo e 270 il secondo (0,40€ e 0,32€).

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In Calle Cumming il nostro “Wally” (le guide indossano il completo del celebre “Dov’è Wally?”) ci consiglia un paio di posti dove poter trascorrere la serata. Arriva poi il momento della seconda funicolare: ascensor “Reina Victoria”. Questa antichissima e coloratissima funicolare nasconde anche una sorpresa arrivati alla fine della corsa, ma non vogliamo spoilerare oltre (anche se dopo ci sarà una foto)! Continuiamo la passeggiata con la nostra guida che ci spiega e mostra tutti i segreti e gli angoli più belli e nascosti del cerro Alegre e del cerro Concepción. Gli aneddoti sulle due chiese che si trovano a pochi passi l’una dall’altra, luterana e protestante, aiutano a capire ancora meglio la storia di questa controversa città. Naturalmente preferiamo non svelarvi tutto su questo tour perché ogni luogo ha la propria magia e sentirne raccontare la storia da chi qui è nato e cresciuto ha sicuramente molto più valore di due presunti blogger! Tra viste mozzafiato e scalinate che il fiato lo tolgono nel vero senso della parola arriva anche il momento di una sorpresa gastronomica da Don sergio. riscendiamo poi a stomaco pieno per ammirare i bellissimi murales (ascoltando le varie storie di quest’ultimi) ed infine passiamo dall’ufficio di Tour4Tips per un “trago de chichón” (= sorso di chichón, lui non cambia), una famosa bevuta cilena che a quanto dicono ha fatto e fa ancora ubriacare numerosi porteños. Esatto, siccome in Sud America non spiccano di fantasia, chiunque abiti in una città portuale viene identificato come porteño, proprio come a Buenos Aires per fare un esempio. Fatto sta che il tour finisce qui ma le guide sono disponibili a dare a chi vuole gli ultimi preziosi consigli prima di riprendere la scoperta della città in solitaria. E noi di certo non ci lasciamo sfuggire questa opportunità.

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Una classica scalinata della città

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La Chiesa Luterana che spicca nel panorama

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Le teleferiche non sono gratuite (il prezzo varia da un “ascensor” all’altro) e soprattutto hanno un orario di apertura e uno di chiusura.

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Ogni teleferica ha la sua vista

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Anche se ciascuna teleferica ha bisogno di un aiuto umano per funzionare (il che può preoccupare molti) non è mai successo un incidente da quando è stata inaugurata…

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Si torna bambini!

Restiamo a giro un altro po’, finché il buio non inizia a calare. Ma non fatevi spaventare dalle tenebre, anzi, immergetevi nella magica atmosfera della notte a Valparaíso. Basta affacciarsi da qualsiasi promontorio per trovarsi davanti una distesa di luci che illuminano i 45 cerros creando un infinito albero di Natale a due passi dall’oceano. Dopo aver passeggiato un po’ per le vie già viste con la luce del sole, ci compriamo qualcosa per la cena e rientriamo in ostello. Stanotte si dorme in un letto!

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La mattina del secondo giorno ci svegliamo il più tardi possibile (che in questo viaggio significa le 08:30) per riprenderci un po’ e andiamo diretti, non prima però di una mega colazione, per la seconda volta al molo della città. Stavolta il motivo della nostra visita è un altro; ci è stato detto da  Tour4Tips che da qui partono delle gite guidate in barca della durata di 30 minuti (al costo di 3.000 pesos, 4€) e noi già che siamo qui vogliamo farla a tutti i costi. Il problema più grande però è che la barca puo’ contenere fino a 10-12 persone e fino a che non sarà raggiunto quel numero non si parte. Passati tre quarti d’ora senza risultati   decidiamo così di dirigerci verso un tour solamente per noi due. Con il prezzo riusciamo a  giocarcela arrivando così a 12.000 pesos per entrmbi (8 euri). Il prezzo è un po’ più alto ma almeno partiamo tempo zero.

Il nostro “gondoliere” si allontana piano piano dalla costa mentre ci racconta la storia di Valparaíso negli anni in cui era una grande potenza marinara ed elogia l’importanza del suo porto. Arrivati in oceano aperto la vista della città è veramente particolare, finalmente possiamo vedere distintamente i vari cerros ed avere una bella panoramica generale. Una polemica però la dobbiamo fare anche qui: Valparaíso, come sentirete dire spesso e come già detto anche da noi molte volte, è conosciuta come una delle città più colorate e vivaci del mondo ma, a dirla tutta, da qui vediamo solo molte case grigie che quasi quasi mettono tristezza. Fortunatamente camminare per le strette viuzzole fa tutta un’altra impressione.

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Ci sono persone a lavorare sugli alberi delle navi a più di 50 metri di altezza

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Ma ci sono anche leoni marini che riposano. Come avrà fatto a salirci?

Finita la gita culturale in barca saliamo su un piccolo bus urbano (più precisamente quello con la lettera “O, percorso 612“)  che percorrendo gran parte della città attraversa numerosi cerros e bellissime viste panoramiche portandoci fino alla casa di Neruda, “La Sebastiana“. L’ingresso costa ben 8.000 pesos, ovvero 10,50€ (nemmeno fosse la Cappella Sistina). Usciti di lì possiamo dirvi che il viaggio in bus è da fare sicuramente, la casa di Neruda…mmm…comunque, tornando a noi, dalla casa del grande scrittore cileno riscendiamo verso il centro godendoci quello che viene definito il Museo a Cielo Abiertodi Valparaíso, ossia un  insieme di vie decorate da artistici murales. Non perdetevi nessuna traversa, stradina o angolo nascosto perché qui tutto merita di essere visto e fotografato, anche se capire bene il percorso non è così facile.

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Case colorate…case colorate ovunque

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La Sebastiana

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Quanto sei bello Pablito mio!

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È finalmente ora di pranzo e anche stamani non ci possiamo lamentare dei discreti chilometri macinati cosicché ci concediamo uno dei primi pranzi al ristorante di tutto il viaggio (tirchi a chi?). Riscendiamo con la funicolareEspiritu Santoe raggiungiamo la zona più viva e trafficata del centro. Cammina cammina, cercando il prezzo più basso di tutti (va bene, lo ammettiamo, siamo proprio spilorci), troviamo un ristorante sulla strada principale del centro, molto carino ma soprattutto con un buon menù da turista a soli 6.000 pesos a persona (sempre 8€): “La Copa Rota”. Qui proveremo per la prima volta il “Pastel de choclo” (letteralmente pasta di mais) che scopriremo essere eccezionale…veramente!

Per il pomeriggio non vi nascondiamo che non sappiamo già più cosa fare e decidiamo così di rifare un tour, con un’agenzia differente da ieri, incentrato però sui graffiti della città. Dobbiamo però rinunciare all’idea poiché il tour è solo in inglese (Leonardo non lo digerisce molto bene e per questione di principio in Sud America si vuole parlare in spagnolo!) e perché percorrerebbe gli stessi posti che abbiamo già visto. Decidiamo così di visitare da soli l'”ascensor Polanco”, un altro dei monumenti non tradizionali del posto. Questo ascensore conduce ad una parte della città che è stata lo scenario di un famoso Festival di Murales anni orsono e le cui opere sono tutt’ora presenti. Dopo aver visitato questa parte della città (per arrivarci basterà andare verso il terminal dei pullman che si trova esattamente dalla parte opposta di dove alloggiavamo) siamo riscesi camminando in Avenida Argentina, dove si trova la fermata del trolley, e dove c’è anche un mercatino dell’usato che sembra fatto apposta per darci un’occhiata in attesa dell’arrivo del mezzo pubblico.

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L'”ascensor Polanco”, una delle cose da non perdersi secondo le migliori guide…mah!

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Ultime tre foto di murales e poi promettiamo che la facciamo finita

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Appunto sulla sicurezza: si dice che Valparaíso sia la più pericolosa città del Cile. Siamo anche stati fermati da persone anziane che ci hanno consigliato di non andare a piedi con gli zaini e con la macchina fotografica in vista. A noi fortunatamente è sempre andata bene, nonostante la Reflex sempre attaccata al collo. Naturalmente, come tutte le grandi città in Sud America, c’è da fare un po’ di attenzione e stare un po’ più svegli del solito, soprattutto nelle zone meno turistiche come il “Museo a Cielo Abierto” e la zona che si raggiunge con l'”Ascensor Polanco“. Ma poi le vere e proprie città in Cile si contano sulle dita di una mano, quindi basta una rapina l’anno per guadagnarsi la nomina di città più pericolosa…

Tornati verso l’ostello ci siamo goduti l’ultimo tramonto in città dalla cima del Cerro Concepciòn dove è possibile arrivare prendendo la funicolare omonima. Questa zona è in assoluto la nostra preferita della città; ogni angolo, ogni strada, ogni vicolo nasconde  una galleria d’arte, uno scorcio suggestivo, un locale caratteristico, murales, insomma, dovunque si guardi c’è sempre qualcosa di interessante.

È già mattina e noi siamo già pronti zaino in spalla per ripartire. Salutiamo la gentile padrona dell’ostello, le poche persone che erano già sveglie e biglietto aereo alla mano partiamo per il terminal dei bus. Biglietto aereo e terminal dei bus non vanno d’accordo direte voi. Eh già, ma non è un errore. Infatti, girovagando per internet, con una bella botta di c…ostanza siamo riusciti a scovare un biglietto a prezzi stracciati sul sito SkyAirline (qui in Sud America non esistono altre compagnie low-cost) che per soli 26 € ci porterà in un posto completamente diverso da quelli visitati fino ad oggi. Solo che il nostro volo partirà dall’aeroporto della capitale, quindi, dato che ormai l’abbiamo tirata in ballo, perché non ballare!

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Un musicista eccezionale sul trolley per il terminal: Valparaíso ha deciso di salutarci così

Caminar por todas las escaleras de Valparaíso
es como hacer un viaje alrededor del mundo!

Camminare per tutte le scalinate di Valparaíso
è come fare un viaggio intorno al mondo!

Neruda non si sbagliava affatto…

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Tantissimi colori, tantissime cose da fare e tantissime cose da vedere.
Non vi rimane che entrare nel nostro album fotografico cliccando qui.

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  1. […] di “Free Walking Tour”. Questi tour, ai quali abbiamo partecipato anche a Santiago, Valparaíso e La Paz sono guidati da giovani ragazzi che chiedono come ricompensa per il loro tempo e le loro […]

  2. […] già provato questa formula di tour a Valparaíso e Santiago e ne siamo rimasti entusiasti. Questi tour funzionano tutti più o meno alla stessa […]

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