SAN CARLOS DE BARILOCHE, la città dei sette laghi

10.04.2016 – 14.04.2016

Come ogni inizio di un nostro articolo che si rispetti stiamo per salutare una cittadina (in questo caso El Bolsónper la nostra prossima destinazione che sarà la cittadina di San Carlos de Bariloche o, per gli amici, soltanto Bariloche. Ancora non sappiamo dove alloggeremo, ma poco prima di lasciare l’ostello riceviamo un messaggio da Marco, un gentilissimo Couchsurfer che ci offre ospitalità per i giorni successivi. Siamo veramente contenti di poter passare nuovamente qualche giorno con qualcuno del posto, anziché in ostello (e risparmiare qualche soldo non fa mai male) quindi accettiamo subito. Facciamo appena in tempo a ricevere l’indirizzo che è già l’ora di partire.

Il viaggio è breve (appena 2 ore) e va tutto per il meglio, peccato che appena scesi dal mezzo ci accorgiamo che poche ore prima, presi dall’euforia, abbiamo accettato l’offertona di Marco senza accertarci dove si trovi esattamente la sua casa. E in questo terminal dei bus di Wi-Fi non c’è traccia. Ecco che i grattacapi iniziano di già anche qui. L’utilissimo ufficio del turismo, ossia una sedia dietro a un tavolino con due brochure del luogo, è chiuso, le persone del luogo non sanno niente e coloro che vendono i biglietti sono persone che non vorremmo mai avere il piacere di conoscere. Anche se sgarbato, uno di loro per fortuna, sembra più convinto degli altri, cosicché ci fidiamo di lui ed usciamo fuori dal terminal (dove vi è una fermata di bus urbani) per aspettare il numero 22. Marco non sappiamo come avvertirti, però stiamo arrivando!

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La prima cosa che vi risalterà all’occhio: l’Iglesia Catedral Nuestra Señora del Nahuel Huapi. Lunghino come nome, non trovate?

ATTENZIONE!!!
La stazione degli autobus è lontana dal centro, per spostarvi da qui dovrete prendere un taxi o un bus, ma (e qui viene il bello) per salire sul bus serve una tesserina ricaricabile che si puo’ acquistare solo in centro. Una cosa pensata apposta per i turisti, no? Non abbattetevi, la soluzione c’è e noi ne abbiamo le prove. Basterà salire e chiedere a qualche gentile passeggero di passare la propria tessera anche per voi  e poi dargli i contanti in cambio. L’importo da pagare dipende dal tragitto che dovete fare e basterà chiedere al conducente; in generale, anche se avete la tessera, appena salite il conducente-bigliettaio vi chiederà qual’è la vostra fermata e in base alla vostra risposta selezionerà l’importo da detrarre dalla vostra schedina. Il costo, comunque, non va oltre i 15 pesos argentini (meno di 1€).

Con un po’ di difficoltà riusciamo quindi a salire e a pagare. Scopriamo però che la casa del nostro host è molto lontana dal centro (ecco perché su Couchsurfing non ci aveva dato molti dettagli), ma quanto di preciso non lo sappiamo. L’unica cosa che Marco ci ha detto  è quella di scendere al Km 21. Essendo il Km 0 proprio il terminal dei pullman, riusciamo a capire che vivremo per un po’ di giorni lontani dal centro città. Qui non esistono punti di riferimento, si dice solo il numero del Km in cui si trova il negozio, l’attrazione o la fermata del bus urbano che si sta cercando. Chiediamo così al conducente di fermarci al ventunesimo chilometro. Stranamente (o naturalmente?) si scorda di avvertirci e solo per miracolo Fiammetta riconosce Marco che, fortunatamente, aveva avuto la brillante idea di aspettarci sulla strada raccogliendo more per ingannare l’attesa. Urliamo al conducente di fermarsi (300/400 metri più in là della nostra fermata), ringraziamo (anche se non se lo meritava), scendiamo e lo raggiungiamo. Come pensavamo la casa è lontanissima dal centro (quasi 45 minuti di bus) ed è anche circondata dal niente. Sarà un problema spostarsi. Siamo un po’ sconsolati ma la nostra delusione passa appena Marco (che subito si rende simpatico e gentile) ci presenta il nostro alloggio per i prossimi giorni. Una villa con vista lago, una vera meraviglia!

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Ma alla fin fine chi se ne importa se siamo lontani anni luce dal centro

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Sistemati nella nostra abitazione di lusso in Bariloche conosciamo meglio Marco e la sua vita: argentino di nascita, ama la sua città come nessuna ed è voluto rimanere qua, insieme al suo migliore amico Sawyer anche se sua madre ed il suo fratellino si sono trasferiti a Roma (c’è un po’ d’Italia in tutti noi). Parla così un po’ d’italiano e prima o poi verrà a trovarci a Firenze. E noi lo aspettiamo. Ci va subito a genio e noi piacciamo a lui, perciò decide che stasera faremo un “asado” (barbecue) insieme ad una “pareja” (coppia di fidanzati) amica. Passiamo così il nostro primo giorno a San Carlos de Bariloche a fare la spesa, cucinare e preparare il resto per il nostro primo tanto atteso “asado”. I due amici di Marco sono simpatici quanto lui, e il loro bambino di appena tre mesi ci adora. Con la buona compagnia, la prelibata carne argentina, del buon vino ed una casa fantastica con vista eccezionale vorremmo che questa serata non finisse mai.

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Noi, l’asado e Sawyer (che si mangerà tutta la carne che avevamo lasciato incustodita)

La mattina seguente, facendo colazione tutti e tre insieme, scopriamo che Marco qui a Bariloche è riuscito a trasformare le sue passioni in lavoro: istruttore di sci per bambini, guida di rafting e organizzatore di meeting aziendali. Dovete infatti sapere che la bellezza di Bariloche oltre ai paesaggi mozzafiato sono le sue mille attività; in estate e primavera qui potrete divertirvi con le attività “da lago” mentre d’inverno potrete godervi uno dei rarissimi impianti sciistici del Sud America. Per questo qui accorrono moltissimi turisti argentini ma anche tanti boliviani, peruviani e brasiliani (quelli che se lo possono permettere). E noi quando ci siamo arrivati? Di autunno, che domande. Ma sappiamo che la cosa più turistica che ci sia a Bariloche (da poter fare in tutto l’anno) è il Circuito Chico, ovvero un percorso di 27 Km da poter fare con il mezzo che preferiamo: bus urbano, bicicletta, camminando, in macchina e chi più ne ha più ne metta. Noi già prima di arrivare avevamo le idee molto chiare sul come intraprendere il Piccolo Circuito: «Marco, ci puoi mica portare ad un noleggio bici?»

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Mappa del Circuito Chico: dal Km 18.3 fino a ritornare proprio al Km 18.3

Ricaricati e pieni di energie per la super colazione fatta siamo scarrozzati fino a Cordillera Bike, il noleggio bici migliore secondo Marco. Il negozio si trova vicinissimo al Km 18,3 ovvero all’inizio del Circuito Chico. I proprietari sono veramente gentili e sanno consigliare molto bene sul percorso, sulle attenzioni da adottare sulla strada e sulle attrazioni da non perdere, dato che il famosissimo circuito offre bellissimi scorci e favolosi pit-stop nel bel mezzo di laghi, montagne, punti d’osservazione e tante altre meraviglie naturali. Cartina e penna alla mano il proprietario inizia perciò a spiegarci il tutto, consigliandoci anche di fare il giro in senso antiorario, così da evitare di ritrovarsi le peggiori salite in fondo e i punti più pericolosi durante le ore con maggior traffico. Contenti matti, non vedendo l’ora di partire, paghiamo per il noleggio di un’intera giornata 550 pesos argentini con il bancomat (500 pesos se in contanti) per due bici, due caschi e due lucchetti e saliamo in sella.

Pronti…partenza…VIA!!! Speriamo di non fare come a Puerto Madryn…vero Fiammetta?

La prima fermata non era programmata ma un cartello richiama la nostra attenzione (e curiosità): “Casa de Muñecas Clocks de Monte” (al Km 23.4 di Avenida Bustillo). In questo negozio-laboratorio vengono prodotte vere e proprie opere d’arte, interamente fatte a mano. Non possiamo fare foto e nemmeno portarle con noi, il viaggio è ancora lungo, ma questo incantevole luogo merita almeno un piccola sosta. Venendo poi a sapere che il vecchio proprietario è un italiano trasferitosi in argentina un saluto è doveroso farglielo. Ammirato e complimentatoci per la creatività siamo pronti a pedalare verso la secondo fermata: Puerto PañueloPuerto Pañuelo è un piccolo porticciolo turistico da dove partono svariate escursioni, tra cui quelle per la Cascada de los Cántaro, per Puerto Blest,  Isla Victoria e per il Bosque de Arrayanes. Per maggiori informazioni (se sapete parlare inglese o spagnolo) andate pure sul sito uffiale della Turisur, la migliore compagnia a quanto dicono.

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Ecco Puerto Panuelos, o per meglio dire queste sono barchette private, il porto è a sinistra

Pit-stop successivo è Villa Tacul. Lasciamo le bici bene in vista (ci hanno avvertito che i furti qua non sono così rari) e pranziamo seduti sulla spiaggia, in compagnia di un immancabile amico a 4 zampe. La pace e la tranquillità regnano incontrastate in questo angolo di paradiso. Il lago, il verde, le montagne e qualche casa in qua e là ci fanno stare bene e per poco non ci fanno ritornare con il pensiero alla nostra amata Toscana.

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Che bellezza

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Un altro amico cane, anche se a questo il nome non glielo abbiamo dato perché appena abbiamo finito il cibo da dargli è subito scappato via

Ripartiti a stomaco pieno bastano poche pedalate da Villa Tacul per arrivare alla più bella tappa del circuito: il Cerro Llao Llao. La vista che si puo’ godere dalla cima dopo aver camminato nemmeno un’ora è una delle più belle che questo viaggio ci ha regalato. Niente da invidiare ai paesaggi di Torres Del Paine o Villa Cerro Castillo. Abbiamo così passato qui un paio d’ore, noi due soli, quasi immersi nel silenzio. Cose che non capitano spesso. Da quassù si riescono a vedere anche gli svariati laghi per cui è famosa Bariloche che per l’ appunto è chiamata la città dei sette laghi. Sette laghi, ma vi rendete conto? L’unico suggerimento che possiamo darvi è quello di visitare la cima della montagna anche con il tramontare del sole. Non vogliamo immaginare la bellezza.

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Salendo il Cerro Llao Llao

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Cos’altro vuoi aggiungere…

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La vista da quassù è bella ma a quanto pare anche pericolosa

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Proseguiamo per non perderci neanche una tappa e la Laguna Escondida ci sta aspettando. Prima di arrivare qua però decidiamo di fare una piccola deviazione a piedi per andare a vedere il rinomato Ponte Romano. Ok, ok, non andateci, specialmente se siete italiani. A dire il vero quando abbiamo visto queste rovine ci è venuto da ridere. Molto meglio andare direttamente alla meta prefissata e passare qualche minuto in più sul piccolo molo di legno che si affaccia sul laghetto, un vero gioiello azzurro nel verde del bosco.

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Così, per farvi capire cosa intendono loro per storia

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Molto meglio la Laguna Escondida con la sua intimità

Per ora tutto bene ma da qui inizia la parte un po’ più dura, quella più faticosa; si inizia a salire! Non vi nascondiamo che un paio di volte siamo scesi dalla bici e l’abbiamo spinta un po’ ma l’importante è arrivarci in fondo, non come. Ma questo non è ancora niente. Dopo esserci fermati a riprendere fiato e ad ammirare il sempre stupendo panorama nel porticciolo dall’acqua cristallina di Bahìa Lopez , infatti, la salita si fa esageratamente dura. A questa altezza c’è un bivio che porta alla particolare Colonia Suiza (Villaggio Svizzero), che due giorni a settimana apre le porte ai turisti per la vendita di artigianato. Noi come sempre indoviniamo tutto e le bici le noleggiamo un giorno durante il quale la colonia è chiusa al pubblico . Comunque dicono che non è niente di imperdibile, per fortuna.

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Bahìa Lopez, un luogo perfetto per una piccola pausa

È tutto un pedala e spingi, pedala e spingi ma il nostro umore non cambia; tutto intorno a noi si estende natura a perdifiato. Senza nessuna fretta e godendoci la giornata ed il percorso il più possibile arriviamo alla birreria artigianale Gilbert (raccomandato dai noleggiatori) dove ci concediamo due gustose birre artigianali in un locale davvero suggestivo. Da bravi pedalatori responsabili quali siamo ci limitiamo ad un assaggio a testa, un po’ di riposo e poi ripartiamo scattando verso l’ultima tappa del percorso, un punto panoramico dal quale osservare un tramonto mozzafiato sul Lago Moreno, il lago più famoso da queste parti. Dopo questa meraviglia, disturbata solo da un gruppo di turisti americani intenti a selfarsi, è giunta l’ora di riconsegnare le bici e tornare a casa per goderci un po’ di meritato riposo. Il giorno dopo i dolori si faranno sentire, ma perlomeno abbiamo riconsegnato le bici senza danni e siamo tutti interi!

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La merenda del campione

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Uno dei tanti punti di osservazione trovati nel percorso

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Mai fidarsi di stranieri con costosissime macchine fotografiche al collo

A Bariloche potreste non stancarvi mai di guardare romantici tramonti. Un altro posto da favola dove ammirarne uno? La Cima del Cerro Campanario! Per raggiungerla avete due opzioni: la seggiovia (i prezzi cambiano in base alla stagione e dovrete quindi documentarvi sul sito uffiale) oppure un sentiero nel bosco, da fare a piedi, in poco più di una ora e mezza. Noi abbiamo naturalmente optato per l’opzione più economica e ciò stava per costarci caro. Ci siamo persi in mezzo al bosco. Ci siamo quasi rassegnati a tornare indietro quando per fortuna incontriamo un’altra coppia che vaga a caso come noi, solo che loro a differenza nostra hanno una mappa e con quattro cervelli anziché due in pochi minuti raggiungiamo la cima. Oltre a noi solo un fotografo professionista e la sua allieva insieme ai loro migliaia di pesos argentini di attrezzatura. Le nostre foto non saranno venute sicuramente bene come le loro, ma che colori e che atmosfera, impossibili da non ritrarli in un’immagine.

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Le indicazioni per salire alla cima sono esteticamente belle ma non molto presenti

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Se verrete qui d’inverno le seggiovie saranno piene e tutto intorno sarà bianco neve

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“Una de las mejores siete vistas del mundo” (Una delle sette migliori viste al mondo)

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Il cartello non ha tutti i torti, anche se un po’ esagera

Il giorno successivo ce lo prendiamo di riposo. Riposo forzato visto che Leonardo sembra aver messo giudizio tutto insieme e gli sono così usciti i due più dolorosi denti della bocca. Ci tocca trovare quindi un dentista a Bariloche e, grazie all’aiuto di Marco, la ricerca è più facile del previsto e fissiamo un appuntamento per la mattina stessa. Dopo il dentista e la cura (non se li è levati, solo curati) decidiamo di fare un giro in centro, a pochi passi dallo studio…povero Leonardo, due negozi su tre sono cioccolaterie. Per solidarietà abbiamo guardato solo dalle vetrine e Fiammetta ha afferrato solo un cioccolatino offerto sulla soglia. Non si capisce bene però del come mai ogni città argentina si reputi la miglior produttrice di cioccolata. Mistero…

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Anche le peggiori giornate possono essere cambiate da un amico che vi aspetta alla porta

Non vi avevamo ancora detto che Bariloche è molto conosciuta anche perché ricorda moltissimo un mix tra Svizzera, Austria e Germania, con moltissime casette di legno e tetti a punta, ed in effetti la sensazione camminando per le vie del centro è proprio quella di essere in una cittadina del Nord Europa. Bella da vedere ma la storia di questa caratteristica non è delle migliori: San Carlos de Bariloche, infatti, finita la Seconda Guerra Mondiale fece da rifugio a moltissimi fascisti (anche Erich Priebke è stato qui). Mentre giriamo per il centro facciamo anche un incontro inatteso; la nostra amica Anita (conosciuta a El Bolsòn) si sta godendo una cioccolata prima di prendere un volo per tornare a casa sua a Buenos Aires. È incredibile e fantastico come mentre siamo in viaggio questi incontri con persone conosciute da poco siano frequenti! 

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Terminiamo il nostro giro in centro per poi tornare a casa per passare l’ultima serata, e quindi l’ultima cena, con Marco. Un po’ dispiace andare via, ma un po’ siamo contenti matti, perché a “pochi” chilometri da qui, in Cile, dice ci sia una cittadina graziosa che si è sviluppata ai piedi di una montagna dal cuore di fuoco, o per meglio dire, di lava. Si dice anche che in questi giorni ci sia un’allerta rossa che impedisce di salire fino al cratere, ma noi siamo più che fiduciosi e vogliamo arrivare in cima a tutti i costi. Anche perché un vulcano in questo viaggio non lo abbiamo ancora visto!

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Marco, il nostro fantastico Host, che ci ha fatto innamorare di Bariloche

barilocheUna bella esperienza che vorremmo raccontarvi anche con le prove fotografiche.
Che ne dite di guardarle cliccando semplicemente qui?

1 commento

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  1. […] più niente. La miglior cosa da fare è quella di verificare di persona. Così dopo aver salutato Marco e il bellissimo alloggio a Bariloche ci mettiamo nuovamente in viaggio per il Cile: direzione Pucón, con in testa un obbiettivo: […]

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