PARQUE LOS GLACIARES PT.2: EL CHALTÉN ed il suo gioiello FITZ ROY

La foto di copertina è una gentilissima concessione del nostro amico Kazuhiro Hanawa, uno dei tanti che è riuscito a vedere l’alba al Fitz Roy. Noi con grande dispiacere non siamo riusciti ad essere “uno di questi tanti”. Chi è Kazuhiro Hanawa? Bhè, lo scoprirete meglio nel prossimo articolo.

22.03.2016 – 27.03.2016

Il Parque Nacional de los Glaciares ospita luoghi d’interesse fuori dal comune. Oltre al celeberrimo Glaciar Perito Moreno racchiude al suo interno altre meraviglie, tra cui una sfida per i più esperti scalatori: il Cerro Fitz Roy, detto anche Chaltén (dal nome della cittadina che lo ospita). Questa meravigliosa montagna è una meta ambita anche per gli appassionati di trekking. I percorsi sono tantissimi, tutti con punti d’osservazione diversi fra loro, uno più bello dell’altro. Non per niente il paesino di El Chaltén è conosciuto anche come Capital Nacional del Trekking (Capitale Nazionale del Trekking).

Come sempre, nel viaggio abbiamo avuto alcuni problemi. L’autobus sul quale viaggiavamo ha forato nel bel mezzo del niente, a metà strada fra El Calafate e El Chaltén e prima che arrivasse un altro mezzo di trasporto per farci proseguire il viaggio abbiamo dovuto aspettare alcune ore. Ma ormai ci siamo abituati e sappiamo trovare qualcosa di positivo anche nelle situazioni poco piacevoli. Questa volta, essendo sempre fermi all’ora del tramonto, abbiamo trovato il nostro momento positivo nei colori mozzafiato che il sole dava alle colline patagoniche circostanti. Superati questi intoppi siamo giunti a destinazione quando ormai stava per scoccare la mezzanotte. Fortunatamente il nostro ostello, La Comarca, ci ha aspettato fino a questa tarda ora e, trovandoci a pochi passi dal terminal degli autobus, non abbiamo avuto problemi a raggiungerlo.

wp_20160323_19_36_41_pro.jpg

Non si nota molto ma se ci fate caso la ruota dietro non sta tanto bene

wp_20160323_19_36_17_pro.jpg

Tuttavia non c’è andata tanto male

wpid-photo-31-mar-2013-1039.jpg

Un gran bel Benvenuto dalla “Capitale Nazionale del Trekking”

La mattina del primo giorno ci siamo organizzati con la spesa e gli itinerari, così il pomeriggio abbiamo deciso di fare giusto una camminatina. Abbiamo scoperto solo più tardi che, non volendo, avevamo scelto uno dei trekking più belli ed impegnativi: Loma del Pliegue Tumbado. Per raggiungere l’inizio del percorso ci si dirige verso sud, al Centro de Visitantes Ceferino Fonzo. Da qui partono diversi percorsi, ma solo se si ha intenzione di raggiungere Laguna Toro è necessario registrarsi, altrimenti si puo’ proseguire senza fermarsi: l’accesso è libero e gratuito. Arrivati al primo bivio a sinistra troverete il Mirador de los Cónderes e Mirador de las Aguilas, due percorsi brevi e di bassa difficoltà (dove dicono che sia molto bello vedere il tramonto), mentre a destra inizia il nostro, il Pliegue, 12 km tutti in salita (ovviamente il ritorno è tutto in discesa) per 1000 metri di dislivello da percorrere in 4 ore, difficoltà molto elevata. Quando abbiamo deciso di passeggiare per questo percorso non avevamo con noi nessuna mappa o informazione di questo tipo, così siamo partiti felici e inconsapevoli di ciò che ci attendeva. Va detto che dopo il trekking a Torres del Paine siamo sicuramente più allenati, quindi ci siamo goduti appieno il percorso, che sì, in alcuni punti era un bel po’ impegnativo, ma niente di insormontabile. Questo è stato il nostro itinerario preferito: mano a mano che si sale la vista migliora. Il percorso è tutto in salita e la parte iniziale, che corre in mezzo al bosco, è facile e rilassante, mentre nella parte finale il percorso diventa più difficile e si inizia a salire rapidamente fino a raggiungere il primo stupendo punto d’osservazione. Siamo solo noi due nel silenzio rilassante della natura. Davanti a noi il Fitz Roy, la Laguna Torre, il Glaciar Grande, il Cerro Torre e tutta la catena montuosa. Ma non è tutto, questa vista meravigliosa migliora ulteriormente salendo fino al secondomirador” a 1490 metri. Questa parte è veramente spezzagambe ma da qui si puo’ godere di una panoramica a 360° e, se siete fortunati come noi e il tempo lo permette, in lontananza vedrete anche le sponde del lontano Lago Viedma. Me-ra-vi-glio-so! Oltre al paesaggio un’altra cosa ci ha lasciati a bocca aperta. Mentre riprendevamo fiato dopo la dura salita la nostra attenzione è stata richiamata da due puntini colorati che si spostavano a elevata velocità. Pochi minuti dopo abbiamo capito cosa fossero: due persone che correvano. In pochissimi minuti hanno raggiunto il punto più alto dove stavamo riposando, si sono fermati, hanno tirato fuori dallo zaino un “Mate” e dopo averlo sorseggiato sono ripartiti a corsa. Sono pazzi questi argentini!

dsc0474.jpg

El Chaltén e tutte le sue quattro vie

wp_20160324_15_24_27_pro.jpg

Questo è il primo Mirador. Bellissimo, ma continuate a salire un altro po’…

wp_20160324_15_45_08_pro.jpg

…lungo questa pettata bella dura (in foto non sembra ma è veramente ripida)…

wp_20160324_16_18_06_pro.jpg

…per poter apprezzare questo spettacolo della natura…

dsc0556.jpg

…insieme a questo e a tanti altri!

Tutto quello che ci circonda è così bello che ci permettiamo di dire che la vista supera quella di Torres del Paine: montagne innevate e non, ghiacciai, laghi, valli, fiumi e paesini che sembrano miniature. Ovunque guardiate vedrete qualcosa: da qui tutto è intorno a voi. A proposito di Torres del Paine…vi ricordate che vi avevamo detto di non bere l’acqua dei ruscelli all’interno del parco? Quando Leonardo si sentì male appena tornati da Puerto Natales pensavamo fosse colpa dell’acqua bevuta ma non volevamo trarre conclusioni affrettate. Quando anche Fiammetta qui a El Chaltén ha avuto gli stessi sintomi per un giorno intero (questa malattia dura un giorno intero ma è un giorno bello tosto) non abbiamo più avuto dubbi: l’acqua di Torres del Paine fa male e le donne sono più resistenti degli uomini. Fatto sta che questo inconveniente ci ha fatto perdere un giorno intero sulla tabella di marcia, costringendoci a rinunciare al trekking di due giorni con tenda al Fitz Roy che già avevamo pianificato. Ci è dispiaciuto tanto, anche perché non abbiamo potuto rimandare la partenza poiché, per la prima volta in tutto il viaggio, avevamo acquistato i biglietti per la tratta El Chaltén-Los Antiguos con alcuni giorni di anticipo, calcolando i giorni precisi che bastavano per vedere quello che c’interessava. Perché con così tanto anticipo rispetto ai nostri standard? Abbiamo fatto tutto questo perché normalmente poche tratte che vanno al nord dell’Argentina partono da El Chaltén e arrivano a destinazione direttamente, obbligando così i viaggiatori a tornare verso sud a El Calafate e da lì cambiare bus per poi ritornare verso l’alto. Noi però siamo stati così fortunati da capitare qui durante le festività pasquali, quando erano previsti molti più bus per località diverse quasi tutti i giorni, cosicché ne abbiamo approfittato subito per rendere il viaggio un po’ più corto. Non potendo cambiare i biglietti abbiamo dovuto concentrare la visita al Fitz Roy in un unico giorno, il terzo e ultimo trascorso nella capitale del trekking. Per avere abbastanza tempo a disposizione ci siamo svegliati molto presto. Fiammetta, che la sera prima non riusciva a spostarsi dalla cucina al letto, era nuovamente in forma smagliante (le donne sono TROPPO più resistenti degli uomini). Siamo così partiti per vedere la montagna da vicino, anche se con un solo giorno a disposizione non siamo potuti rimanere a dormire ai suoi piedi per goderci un’altra fantastica alba. Basta vedere la foto di copertina per capire perché ci siamo tanto dispiaciuti per non aver passato la notte qui. Se ne avete la possibilità, per favore, fatelo.

Un assaggio di quello che stiamo per andare a vedere:

2016-06-06-19.24.52.jpg.jpeg

wp_20160326_16_12_59_pro.jpg

dsc0499.jpg

L’inizio del Sendero al Fitz Roy si trova all’uscita della città, al termine dell’Avenida San Martín, prendendo la strada a sinistra del bivio che conduce alla Ruta Escenica 41. Per raggiungere la Laguna de los tres, il fantastico punto d’osservazione ai piedi del Fitz Roy, sono previste 4 ore e ½ di camminata (10,5 km e 750 m di dislivello), ma noi ce l’abbiamo fatta tranquillamente in 3 ore e ½ (mentre il ritorno, tutta discesa, si percorre senza problemi in 3 ore). Il sentiero è tutto in salita, la prima parte, composta perlopiù da gradini scavati nel terreno, è facile da percorrere, ma il sentiero passa per il bosco, lasciando poco spazio ai punti panoramici. La seconda parte è perlopiù pianeggiante e ricca di ottimi punti d’osservazione. In questo tratto troverete un bivio e potrete scegliere se visitare la Laguna Capri svoltando a sinistra o il Mirador Fitz Roy scegliendo il percorso che si trova a destra. Noi all’andata vi consigliamo la seconda opzione poiché così facendo avrete sempre una fantastica visuale sul Fitz Roy. Un buon motivo per non fare caso alla stanchezza. Inoltre se deciderete di visitare la Laguna durante il viaggio di ritorno potrete farlo godendovi un percorso interamente in discesa. Infine, ma non meno importante, qui ci troviamo sempre in Patagonia e il tempo puo’ cambiare molto rapidamente. Quindi, se il cielo è senza nuvole, meglio fermarsi dopo lungo le rilassanti acque della laguna ed arrivare il prima possibile alla base del Fitz Roy. Dopo esserci goduti la fantastica vista dal Mirador Fitz Roy siamo ripartiti. Da qui in poi sarete circondati da alberi di lenga, l’albero della Patagonia che in autunno presenta sfumature che variano dal verde al giallo, passando dal rosso, e vi assicuriamo che rimarrete senza parole vedendo il bianco della montagna fare capolino tra queste piante collrate. Dobbiamo andare in direzione del Campamento Poincenot, dove chiunque voglia vedere l’alba deve dormire se vuole salire al Fitz Roy alle prime luci del giorno. Da qui infatti parte il tratto più duro di tutti, un’ora intensa di salita ripidissima che ci ha costretto a fermarci più volte per riprendere fiato. Il premio per tanta fatica è la fantastica vista della Laguna de los Tres sopra la quale si erge la maestosa montagna. Peccato che dei nuvoloni sono arrivati a coprire la cima appena siamo arrivati, rovinandoci in parte lo spettacolo. Non abbiamo così potuto fare la classica foto da turista sul masso della laguna con dietro lo spettacolo del Fitz Roy. Da quassù potrete anche camminare pochi minuti in più per avere una panoramica dall’alto della vicina (in linea d’aria) Laguna Sucia e del Glaciar Blanco. Cosa desiderare di più? Come già detto durante la discesa abbiamo preso il percorso alternativo, visitando così anche la già nominata Laguna Capri, fermandoci per riposare e per goderci un po’ di sana tranquillità. Va detto però che ci sono numerosissimi percorsi alternativi da fare anche per il ritorno, quindi a voi la scelta! Noi dopo 8 ore eravamo nuovamente al punto di partenza e dopo cinque minuti già ci mancavano le cose appena viste in questo straordinario trekking.

2016-06-06-16.23.26.jpg.jpeg

Siete pronti a iniziare uno dei trekking più famosi al mondo?

wp_20160326_14_11_04_pro.jpg

dsc0506.jpg

Appena iniziato e già lui è lì che ci osserva

dsc0500.jpg

dsc0611.jpg

Non per fare i modesti, però questa foto sembra un quadro!

wp_20160326_18_10_42_pro.jpg

dsc0578.jpg

wp_20160326_12_03_04_pro.jpg

wp_20160326_12_54_28_pro.jpg

gopr0927.jpg

Finalmente la cima!!! Anche se quelle nuvole…

dsc0625.jpg

dsc0639.jpg

Ed ecco anche la Laguna Sucia ed il Glaciar Blanco

dsc0646.jpg

E per finire in bellezza la Laguna Capri (con il cielo sempre peggio)

Noi abbiamo fatto solo due percorsi, anche se a detta di molti sono i migliori, ma se avete la possibilità di restare più giorni non vi annoierete proprio per niente. I percorsi sono veramente tanti e ce n’è per tutti i gusti (cascate, montagne, boschi, canyon, ghiacciai e via dicendo) e per tutti i fisici (dai più sportivi e allenati ai meno vogliosi e sedentari). Questo paradiso del trekking merita sicuramente una visita molto più approfondita della nostra, anche se siamo ripartiti da qui più che orgogliosi per quello che siamo riusciti a vedere.

Qua sotto trovate le immagini di una mappa presa al terminal dei bus dalla compagnia “Taqsa Marga”. È fatta veramente bene, non lasciatevela sfuggire!

2016-06-07-12.31.10.jpg.jpeg2016-06-07-12.32.01.jpg.jpeg

2016-06-07-12.28.41.jpg.jpeg

Questi sono solo alcuni dei percorsi che potrete intraprendere. Da sinistra a destra trovate indicati: tempo medio di percorrenza, chilometri, dislivello e difficoltà.

Il paesino di El Chalten, invece, è un altro paio di maniche. Carino, curato e particolare, questo è vero, ma in meno di due ore potrete conoscere tutte le attrattive, tutti gli edifici e, se v’impegnate, anche tutti gli abitanti di questo particolare villaggio. Quindi, se non siete amanti del trekking o siete in cerca di una vacanza rilassante, potete anche dimenticarvi il post che avete appena letto e optare per un altro posto.

dsc0558.jpg

“Hasta luego” soldato riciclato!

Di ritorno dal trekking abbiamo avuto giusto il tempo di fare una girata per le vie principali e comprare qualcosa in uno dei minuscoli supermercati (non avevano nemmeno il latte) prima di rientrare all’ostello per un ultimo saluto a questi meravigliosi paesaggi. Una doccia e una cena veloce prima di prendere il bus per tornare nella nostra tanto cara Cile. Vogliamo visitare le fantasticheGrotte di Marmo” ma il bello è che non sappiamo ancora come raggiungerle…va be’, noi partiamo. Ci piace andare all’avventura!!!

chalten

È già finito l’articolo ma senti ancora il bisogno di foto?
Sei nel posto giusto!
Clicca qui e un album fotografico su questo fantastico posto sarà tuo!

2 commenti

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] difficili da spiegare a parole, ci siamo lanciati in trekking di più giorni fra ghiacciai, laghi turchesi, montagne e paesaggi mozzafiato, camminato fra strette viuzze e larghe Avenidas, scoperto villaggi […]

  2. […] assidui frequentatori! Se invece Kazuhiro non vi dice niente provate a leggere l’articolo su El Chaltén. Fatto sta che abbiamo conosciuto due straordinari compagni di viaggio e intanto in quella casa […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *