USHUAIA, La Fine del Mondo (ma non del nostro viaggio)

06.03.2016 – 12.03.2016

Fiammetta adora ricordare il viaggio insieme alla sua grande amica Giulia in Norvegia. Le piace raccontare dei bellissimi fiordi che ha visto e degli stupendi ghiacciai che ha rampinato, ma la cosa che le fa illuminare gli occhi come se fosse ancora là è quando parla a qualcuno di Capo Nord, il luogo più a nord dell’emisfero boreale o, per restare in tema, l’inizio del mondo. Non sa ben descrivere l’emozione unica che provò vedendo il sole di mezzanotte e la linea dell’orizzonte che disegnava il profilo circolare del pianeta, facendole realizzare con i propri occhi che Galileo aveva sempre avuto ragione: la Terra è “rotonda”. Eppure molti altri che sono arrivati fin dove lei non hanno trovato niente di speciale in tutto ciò, definendo quel promontorio nella fredda Norvegia «un campo di patate». Quindi, come tutte le cose di questo mondo, anche le emozioni e le sensazioni che un luogo possono suscitare in noi sono estremamente soggettive. Ushuaia non fa eccezione! Purtroppo questa volta non possiamo schierarci dal lato dei sostenitori al 100%, ma non per questo ci sentiamo di sconsigliarvela perché potreste arrivare qui ed innamorarvene. Proprio come è successo a Rodrigo e a Sabrina, nostri host in questo sperduto angolo di mondo.

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I pareri discordanti su Ushuaia sono legati perlopiù alla sua posizione. Sono stati i suoi abitanti a ribattezzare questa città nel sud della Tierra del FuegoEl Fin del Mundo”. Per dovere di cronaca dobbiamo dire che i nostri cugini argentini hanno fatto i furbi; tutti la conoscono come l’ultima città al mondo, ma ciò non è esatto. Poco più a sud troviamo infatti Puerto Williams e Puerto Toro, piccoli paesini del Cile e, se vogliamo essere pignoli, si trovano forme di vita umana anche a Capo Horn, a Capo Froward e nelle piccole Isole Diego Ramírez, situate in Antartide. Ushuaia potrebbe quindi essere definita come quella più popolosa e più facilmente raggiungibile, dato che per visitare le altre ci vogliono tempo e soldi in abbondanza. Questa piccola grande menzogna ci ha fatto un po’ storcere il naso, ancor prima di arrivare a destinazione, ma qua in Sud America siamo venuti anche per lei e non vogliamo affatto perdercela. Siamo partiti così da Puerto Madryn con il sorriso stampato in faccia.

Abbiamo deciso di raggiungerla in bus, niente scorciatoie o voli diretti, volevamo meritarcela, assaporare il viaggio, far scorrere con calma i chilometri che ci separavano dalla nostra meta. E così è stato, il viaggio lo abbiamo sentito tutto. Abbiamo cambiato un pullman per problemi “tecnici”, un altro perché non esiste la tratta diretta per Ushuaia (si deve cambiare a Río Gallegos obbligatoriamente), poi abbiamo preso la nave per attraversare lo Stretto di Magellano che divide la terra ferma dalla Tierra del Fuego (per chi non lo sapesse questa regione è un’isola, la più grande di tutto il Sud America). Infine, per non farci mancare niente, arrivati a Rio Grande, non sappiamo nemmeno noi perché, ci hanno fatto scendere in fretta e furia nella stazione di bus e abbiamo dovuto aspettare un’oretta in più per salire su un altro per la tratta finale. Ma neanche tutto questo ci ha tolto il sorriso dalla bocca e dopo più di 30 ore, 33 per l’esattezza, abbiamo finalmente avvistato il cartello della tanto desiderata Ushuaia. Arrivare di fronte all’ingresso di quella che ufficiosamente viene considerata la fine del mondo ha sicuramente il suo fascino: così lontani da casa o più lontani di così non siamo mai stati.

Ancora non siamo scesi dall’autobus e Fiammetta già non vede l’ora di riprovare le stesse sensazioni di qualche anno prima. Leonardo, invece, vuole assolutamente capire cosa si provi ad essere così vicino ad un Polo terrestre. Appena poggiato il piede sull’isola, però, ci rendiamo subito conto che guardare l’orizzonte è bello, sì, ma la linea qui è perlopiù piatta come nel resto del mondo e a prima vista (per noi anche a seconda e terza) Ushuaia sembra una città come tante altre. E questo ci lascia un po’ l’amaro in bocca. Un po’ tanto…da qui capiamo che l’errore peggiore che un viaggiatore possa fare è quello di sognare le città ad occhi aperti.  Non fate come noi, mai partire con troppe aspettative!

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Montagna, città, oceano e nuvole. Perfetto ritratto di Ushuaia dal punto panoramico del Sendero del Filo.

Mettiamo da parte la nostra parziale “delusione” e ci rendiamo conto di quanto sia particolare vedere la cordigliera delle Ande, con tanto di ghiacciai perenni, così vicina all’oceano e con così tanti colori. Abbiamo poco tempo, però, per ammirare il tutto dato che sta calando la notte sulla città e i nostri host ci stanno aspettando non molto lontano dal centro. Da domani esploreremo meglio le zone circostanti, sperando che Ushuaia smentisca noi e le nostre prime impressioni.

Gentilmente ospitati da Rodrigo e Sabrina, ci siamo fermati qua per una settimana, avendo così in teoria un bel po’ di tempo a disposizione. Ecco, in teoria, ma non in pratica. Qui purtroppo troppo spesso piove (almeno un’ora al giorno deve piovere sennò non sei alla Fine del Mondo) e gli ombrelli sono veramente difficili da trovare (a loro piace così tanto l’acqua che nessuno compra o usa ombrelli) perciò i vostri piani giornalieri potrebbero scontrarsi con qualche imprevisto. Non so a voi, ma a noi visitare parchi, laghi o ghiacciai mentre diluvia non ci fa proprio impazzire. Dobbiamo però riconoscere che per essere arrivati all’inizio di marzo (quasi autunno), ci è andata anche fin troppo bene; non molto freddo (da 2°C a 12°C), poca pioggia (ma almeno una volta al giorno) e tante, tante nuvole. Se siete stati a Londra almeno una volta potrete capire perfettamente la tipica giornata “ushuaiense“.

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Rodri e Sabri in una foto fatta con il Nokia 3310

La nostra prima tappa? Il Parque Nacional Tierra del Fuego, uno dei paesaggi più belli della zona secondo molti. Da qui è possibile prendere il celebre Tren del Fin del Mundo che noi però vi sconsigliamo. La nostra personale opinione è che sia un semplice acchiappasoldi turistico che non valga minimamente la pena. Il percorso del treno è di solo circa 7 km, costa veramente troppo e potrete fare lo stesso tragitto a piedi o con i più comodi transfer di cui vi parleremo tra poco. Vi scriviamo qui di seguito gli scandalosi costi del treno: 530 pesos in economy o 850 se decidete di viaggiare in prima classe (?), che possono diventare addirittura 1100 per la premium (???), ossia 35, 55 o 70 euro (per SETTE chilometri)! Eliminata la dispendiosa e inutile opzione trenino, vediamo in dettaglio come organizzare una gita in questo bel parco. Come accennavamo poche righe più sù, per raggiungere il parco dal centro della città la migliore delle opzioni sono i transfer che per 300 pesos offrono l’andata, il ritorno, un piccolo snack e i vari spostamenti all’interno del parco. Questi transfer partono dalla stazione degli autobus (incrocio fra via Maipù e Juana Genoveva Fadul). Ci sono anche trasporti organizzati dai tour operator del centro, taxi o bici per arrivarci. I primi due ve li sconsigliamo per questioni economiche (i transfer dei tour operator costano circa 600 pesos; non sappiamo esattamente il costo del taxi), le bici oltre a non essere convenienti (300 pesos per una giornata) sono anche poco pratiche. Dovreste infatti lasciarle all’ingresso, perdendo tempo prezioso per l’esplorazione. Se però decidete di campeggiare all’interno del parco per più giorni avrete sicuramente il tempo per vedere tutto, anche camminando su una gamba sola. Noi abbiamo optato senza pensarci troppo per il transfer, avendo pianificato un solo giorno per questo parco. Abbiamo preso il primo, quello delle 08:00 e in 20 minuti eravamo già all’ingresso, pronti a pagare i 170 pesos necessari (da pagare anche se prendete il trenino), per poi scendere nel punto da noi scelto per iniziare la nostra camminata: la Estación Ferrocarril Austral Fueguino.

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Da qui abbiamo camminato circa mezz’ora per raggiungere il molo, dove si trovano l’ultima stazione postale del mondo (sarà vero stavolta?) e l’inizio della Senda Costera (la più bella del parco secondo noi e secondo molti altri), ossia un percorso di 8 km (che noi abbiamo fatto in tre ore) che costeggia il canale di Beagle, passando per calette che si caratterizzano soprattutto per il colore delle rocce: un verde quasi celeste difficile da trovare altrove. Nel piacevole percorso abbiamo anche avuto un colpo di fortuna (ci dispiace ma non abbiamo prove fotografiche); la nostra attenzione è stata richiamata da un picchiettio costante…eh già, a pochi metri da noi stava “lavorando” proprio un picchio, con tanto di testa rossa (solo gli uomini ce l’hanno, le donne sono tutte nere)! Raggiunta la fine del sentiero costiero ci siamo diretti verso il settore La Pataia e abbiamo camminato per quasi tutti i suoi numerosi percorsi: Paseo de la Isla (600 metri, bassa difficoltà), Laguna Negra (950 metri per vedere un turbal in formazione), Mirador La Pataia (1000 metri in mezzo al bosco per poi raggiungere un buon punto panoramico), Del Turbal (questo non l’abbiamo fatto), Castorera (400 metri andata e ritorno per vedere le dighe degli ingegneri castori, ma vederli all’opera di giorno è un’impresa, che noi abbiamo fallito) e Senda la Baliza (3000 metri di andata e ritorno, ma noi siamo arrivati solo alla prima passerella per il poco tempo rimastoci). Un’altra cosa che merita almeno una visita è il cartello della fine di una delle strade più importanti che attraversano l’Argentina: la Ruta Nacional 3; 3079 chilometri ci separano dalla nostra amata Buenos Aires e 17848 dall’Alaska.

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Solamente la Ruta 3 è lunga più del doppio di tutta l’Italia

Da qui abbiamo aspettato il transfer, così da risparmiare un po’ di tempo, e ci siamo fatti lasciare all’inizio della Senda Hito XXIV, ossia il percorso che costeggia il Lago Roca fino ad arrivare alla frontiera con il Cile. Arrivati in fondo al sentiero potrete infatti varcare il confine senza controlli, così da sentirvi dei piccoli contrabbandieri. Questo percorso è di 7 chilometri totali ed impiegherete quasi tre ore per tornare al punto di partenza. C’è anche un percorso di alta montagna, il Cerro Guanaco, dove raggiungerete la vetta dell’omonima montagna in quattro ore (un poco meno ce ne vorranno per scendere).

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Ciao mamma, sono all’ultimo ufficio postale del mondo!

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Come avrete potuto capire in questo parco da camminare non manca, l’unico grande problema è che l’ultimo transfer per la città è alle 19:00 e quindi fare tutti i percorsi in un solo giorno è impossibile. Vi conviene, quindi, o scegliere prima cosa vedere o dormire almeno una notte nel Parco nei vari campeggi gratuiti al suo interno. Se dovete scegliere noi possiamo consigliarvi fortemente di fare la Senda Costera, poi prendere il transfer fino a Puerto Arias (dove finisce la Ruta 3), fare due passi per lì e poi tornare camminando per il Mirador la Pataia (o prendendo un transfer) fino alla Senda Hito XXIV. Fatti questi, sempre secondo noi, potrete tornare alla città in tempo e più che soddisfatti.

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Senda Costera #1

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Senda Costera #2

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Senda Costera #3

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Ciao mamme, siamo alla fine dell’ultima strada del mondo!

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Lago Roca nel Sendero Hito XXIV

Tornati a casa, Rodrigo, che lavora (o almeno lavorava) come guida turistica, ci ha proposto di fare un tour a bordo di una 4×4 con la sua agenzia, offrendoci il tutto con un buono sconto. Abbiamo acconsentito e siamo così partiti la mattina dopo alle 08:30 da Ushuaia direzione Lago Fagnano. Prima di arrivare a destinazione, però, il tour prevede vari stop e nel tragitto potrete osservare il Cerro Los Tres Hermanos (la montagna icona di questa zona), il Cerro Tetta (gli assomiglia davvero) e l’albergo e le zone in cui il famosissimo Leonardo (non l’autore del blog eh) ha dormito e girato alcune scene del film “The Revenant”, ovvero quello che gli ha permesso di vincere la tanto agognata statuetta d’oro. La prima fermata è alla Valle de Lobos, un allevamento di speciali cani da slitta (quasi 70 e tutti incroci particolari tra cane e lupo). Dopo averci mostrato un video sulle origini di questa magnifica attività e sul lavoro che devono svolgere gli allevatori tutti i santi giorni, le donne, proprio perché era l’8 marzo, hanno potuto gustare dei dolci tipici del luogo. Prima di ripartire abbiamo potuto anche vedere e coccolare per alcuni minuti alcuni cuccioli. Sullo sfondo, intanto, un cartello ci segnalava le distanze con le principali città del Mondo.

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Eh già, 13.153 km, avete letto bene

Riprendiamo la nostra strada e ci fermiamo per scattare qualche foto ad alcune Castoriere (ma dei castori anche a questo giro nemmeno le orme) e al bellissimo Lago Escondido, approfittando della vista che si puo’ godere dal Paso Garibaldi Discendiamo poi per una vecchia strada ormai in disuso (percorribile solo con una 4×4) e raggiungiamo così le sponde del lago stesso. Qui ci attende sia un ingresso in acqua con tutto il nostro macchinone che una buona colazione portata dalle nostre guide. Ripartiti dopo questa divertente esperienza raggiungiamo la nostra meta, il Lago Fagnano, che ci colpisce sì per le sue dimensioni, ma ancor di più per il colore innaturale dell’acqua. Peccato che sia troppo fredda per potersi concedere un bagno perché la voglia di tuffarsi davanti al suo blu intenso è tanta. Lungo le sponde del lago si trova la città(dina)(circa 2000 abitanti) più vicina a Ushuaia, Tolhuin, che secondo quanto dicono gli studiosi, per colpa del continuo movimento delle placche tettoniche, verrà inghiottita a breve. Quindi anche se vi innamorerete di questo posto vi sconsigliamo di investire i vostri risparmi per comprarvi qui una casa.

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Lago Fagnano dal bolide

E per finire in bellezza? Ci siamo fermati in una casetta immersa nel verde alle porte del paesino per approfittare del pranzo offerto dall’agenzia turistica. Mentre gustavamo l’aperitivo a base di vino, formaggio e salame in abbondanza abbiamo avuto l’opportunità e il tempo di socializzare un bel po’ con tutti gli altri viaggiatori/turisti in attesa del piatto forte: “braciata” di carne argentina, qui conosciuto come “asado“. Dopo un paio di ore e dopo esserci riempiti veramente fino a scoppiare, siamo ripartiti per Ushuaia. Qui abbiamo scoperto il perché dell’origine del nome Terra del Fuoco (dato che qui fa sempre freddo); non è un’altra pubblicità ingannevole, è solamente perché quando il primo esploratore europeo (un certo Ferdinando Magellano) visitò l’isola, vide dal mare i fumi dei fuochi appiccati dagli indigeni. Il tour non è stato niente di eclatante, ma la guida sportiva e divertente di Rodrigo, le utili informazioni, le persone simpatiche e la mega mangiata in compagnia hanno reso il tutto super piacevole e, per una volta, visto lo sconto offertoci, ci siamo goduti un tour che altrimenti avremmo probabilmente evitato. Va detto infatti che a nostro umile parere con i soldi del tour a prezzo pieno (ben 1600 pesos) ci sono cose molto più belle di questo “semplice” giro in auto.

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Buon appetito da tutti noi

A Ushuaia però non esistono solo tour a pagamento.  Si possono raggiungere ottimi posti e bellissimi punti panoramici spendendo poco o niente. Noi abbiamo fatto due belle camminate che vi riportiamo qua sotto e che, se venite fin qua, valgono veramente la pena.

Itinerario n.1: Centro di UshuaiaLago del DiabloBajada Antigüa del Andino.  

Dal centro della città potete passeggiare fino a questo laghetto che poco prima dell’inverno si trasforma in una pista di pattinaggio naturale all’aperto. Da qui potrete facilmente, ma faticosamente, raggiungere la cima della montagna vicina, inizialmente dirigendovi verso il campeggio e, una volta raggiunto, camminando lungo quello che un tempo era un impianto di risalita. Arrivando fino al punto più alto avrete una bellissima vista sulla città e sul canale di Beagle. Nella passeggiata vi accompagneranno i bellissimi fiori tipici della zona, i lupinos. Rodrigo, nostra guida anche in questa passeggiata, ci ha spiegato  che i boschi della Patagonia sono perlopiù formati dalla Lenga, un particolare arbusto che in autunno cambia piano piano il colore, trasformando così le montagne in una scala di colori che va dal verde al rosso, passando dal giallo, senza mai però perdere le proprie foglie. Abbiamo visto alcune foto di Ushuaia in inverno e il contrasto fra i colori della Lenga, il blu del canale e il bianco della neve che riempie la città e le montagne è veramente meraviglioso. Forse ora iniziamo a capire cosa ha di così speciale La Fine del Mondo.

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Lupinos e Bajada Antigüa del Andino

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Lupinos e Glacial Martial

Itinerario n.2: Centro di UshuaiaGlaciar Martial

Se avete raggiunto Ushuaia dopo aver visitato i ghiacciai più a nord, come il Perito Moreno, probabilmente vi sembrerà di vedere un piccione in Piazza San Marco a Venezia,  ma per noi questo era il primo ghiacciaio del Sud America (Fiammetta come detto prima aveva camminato sopra il bellissimo Folgefonna in Norvegia, ma in questo viaggio non vale! ) e ci siamo lasciati entusiasmare! Per raggiungerlo avete più opzioni, ossia prendere un taxi, un transfer o, come da noi suggerito e fatto per mantenere il viaggio low-cost, le gambe. Dalla città infatti potrete raggiungere il ghiacciaio camminando per meno di un’ora passando per Calle Marco Zar fino al suo termine e dopodiché seguendo il tragitto fino alla base del Martial. Il percorso da fare a piedi non è segnalato benissimo, ma non c’è rischio di perdersi. Quando non siete sicuri basterà infatti percorrere la strada dove passano le macchine, dato che il percorso serve semplicemente a tagliare le curve, accorciando un po’ la salita.

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Una delle bizzarre case che incontrerete lungo il cammino

Arrivati ai piedi della montagna ghiacciata dovrete risalire una pista da sci (in inverno potrete pagare una seggiovia per faticare ancora meno) per arrivare al punto di partenza di due percorsi (da qui in poi dovrete per forza camminare). Uno conduce proprio fino al ghiacciaio mentre con l’altro si raggiunge un punto d’osservazione su quasi tutta la città compreso il canale di Beagle. Noi abbiamo scelto per primo il Martial, cioè il percorso leggermente più difficile. Non scordatevi scarpe da trekking di buona qualità e vestiti pesanti dato che in alcuni punti il vento soffia forte ed è facile che possa nevicare vista l’altitudine. A metà del percorso troverete un ghiacciaio più piccolo e potrete divertirvi a “scalarlo” per poi riscenderlo scivolando di culo. Una volta raggiunta la fine del percorso potrete godere di una fantastica vista sul ghiacciaio e sulla vallata sottostante, ma senza attrezzatura e guida è proibito proseguire! La discesa è molto più rapida e in pochi minuti si raggiunge il punto di partenza del secondo percorso, il Sendero del Filo. Questo è molto più semplice ed in soli 40 minuti sarete pronti per scendere nuovamente a valle. Appena arrivati nel piazzale da dove partono taxi e transfer, in qualsiasi modo abbiate deciso di scendere, prima di farlo vi consigliamo di fermarvi a La cabaña, una curatissima Casa di tè dove potrete scaldarvi gustando deliziosi dolci o fare dei regali originali.

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È il ghiacciaio Martial o è il Bat-segnale?

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Da 0 a 825 m s.l.m.

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Anche il centro della città di Ushuaia merita senz’altro una visita. Troverete graziosi ristoranti, caffè, pub e negozi (soprattutto di sport) in abbondanza, il tutto concentrato in un unico lungo viale, ovvero nell’Avenida San Martin. Peccato però che i prezzi non siano proprio accessibilissimi, anzi, crediamo proprio che i prezzi che troverete qua siano i più alti di tutto il Sud America.

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Sicuramente chi non ha problemi di budget potrà trovare cose stimolanti ed emozionanti da fare, dato che, essendo una città che vive esclusivamente di turismo, riescono a inventarsi tour anche da sotto terra. Noi vi diamo alcuni spunti per escursioni o attività che potreste provare nel caso in cui decideste di mettere piede nella Terra del Fuoco.

Potrete navigare sul Canale di Beagle osservando e fotografando Ushuaia da un’altra prospettiva. Il costo varia da un’impresa all’altra, si va dagli 800 ai 1200 pesos circa (50/75euro). Con questo tour raggiungerete anche il Faro de El Fine del Mundo, ossia un fantastico…faro. Bianco e rosso. A noi ci è sembrata l’ennesima trovata pubblicitaria, cosicché questa l’abbiamo saltata senza tanti rimorsi.

A circa 30 chilometri dal centro troverete la Laguna Esmeralda. Per raggiungerla, se non avete un mezzo proprio, dovrete nuovamente affidarvi al servizio di transfer. Se già lo avete utilizzato in precedenza basterà mostrare il biglietto e avrete uno sconto. Alternativamente potete affidarvi a un taxi (non abbiamo idea dei costi) o al vecchio auto-stop che funziona quasi sempre (a noi giustamente non ha funzionato). L’entrata è accanto a quella della già citata Valle de Lobos e da qui vi aspetta una camminata di circa tre ore, ma la maggior parte delle persone, compreso Rodrigo, che ci ha mostrato il colore smeraldo del lago in foto, dice che vale la pena faticare. Inoltre c’è la possibilità di allungare il percorso campeggiando per una notte così da raggiungere anche la Laguna Turquesa. Se avete tempo a disposizione vi consigliamo di chiedere maggiori informazioni su questo itinerario. Noi non abbiamo potuto farlo perché gli uffici turistici della città erano chiusi per protesta nei giorni della nostra permanenza. Questo un po’ c’è dispiaciuto non averlo fatto.

Vi suggeriamo anche l’Isla Martillo, una riserva di pinguini molto grande e piena di questi animalini simpatici. Gilson e Daniela, due amici brasiliani che abbiamo conosciuto durante il tour al Lago Fagnano, sono stati qui e ci hanno detto che se non fosse per il freddo (essendo brasiliani non fanno testo) quest’escursione è una delle più bella dell’isola. Con questa gita è possibile vedere anche il Faro e, se fortunati, alcuni leoni marini. Noi abbiamo desistito non tanto per la paura del freddo quanto per averlo scoperto troppo tardi. Il costo si aggira intorno ai 1300 pesos per cinque ore di navigazione.

Alzando la posta in gioco potreste decidere di visitare la cittadina cilena più a sud di Ushuaia. Puerto Williams si puo’ raggiungere con l’aereo o con la nave. Un’escursione in barca con partenza da Ushuaia ha un costo di circa 220 € per un viaggio di andata e ritorno. Puerto Williams si puo’ raggiungere anche con una nave chiamata Transportadora Austral Broom, che parte da Punta Arenas il giovedì e raggiunge il porto cileno in 28 ore (costo 142.640 pesos cileni, ossia 190 € per un posto letto, oppure 102.050 pesos, ovvero 135 € per un semi-letto).

Infine, se volete proprio esagerare, Ushuaia è famosa anche per essere il porto di partenza per raggiungere l’Antartide. In questo caso gli zeri salgono velocemente e si parla mediamente di prezzi che si aggirano sui 3000/5000 € a persona per quattro giorni all-inclusive. Ora non ce lo possiamo permettere ma quando diventeremo ricchi grazie al blog documenteremo per voi anche questo viaggio. Salperemo verso queste terre dove regna il ghiaccio e dove la natura é la padrona incontrastata, ammirando così uno spettacolo di quelli che lasciano senza parole… ehm…cosa dicevamo delle aspettative?!?

Insomma, dopo aver fatto e visto molte cose in questa fantomatica Fine del Mondo, possiamo darvi finalmente il nostro giudizio con criterio e non “giudicando il libro dalla copertina” come avevamo fatto al principio. Purtroppo, a dire la verità, qui non abbiamo provato le emozioni che speravamo. Ushuaia ha molto da offrire, ma quella magia che stavamo cercando non l’abbiamo trovata qui bensì in altri luoghi, inaspettatamente. Come dicevamo all’inizio di questo articolo, forse è stato proprio questo il problema: avevamo troppe aspettative e questa fredda città argentina non è riuscita a superarle. Dobbiamo anche ammettere che il nostro è un viaggio che vuole e deve rimanere low-cost, quindi ci siamo negati molte cose che ritenevamo troppo care ma che forse avrebbero alzato di un po’ il punteggio del nostro voto. Non ci pentiamo per niente, però, di essere arrivati fin qua. “Per te arriverei anche in capo al mondo” si dice nelle promesse d’amore e noi, insieme, siamo arrivati alla Fine del Mondo (o quasi…).

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Questo articolo non è né la fine del nostro viaggio né la fine delle foto fatte a Ushuaia…
Quindi, forza, venite a dargli un’occhiata!

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