Tris di mare: ANGRA DOS REIS, ILHA GRANDE, PARATY

10.02.2016 – 18.02.2016

Salutato con molto piacere l’ostello raggiungiamo la rodoviaria di Rio (con le solite difficoltà nell’interpretare i bus urbani), dove ci attende una discreta fila per comprare i biglietti per Angra dos Reis. Il primo autobus disponibile è alle 15:00, abbiamo quindi il tempo di inviare le cartoline nel Correios interno al terminal. Arriveremo a destinazione (con ritardo) alle 19:00 (l’aria condizionata nell’autobus purtroppo si romperà molto prima) accolti a braccia aperte dai nostri host Amanda e Vicente che ci sono venuti a prendere in macchina per l’occasione. Menomale, di trasporti pubblici ne avevamo già abbastanza. Nel viaggio verso casa, tra una chiacchera e l’altra, ci viene chiesto se per noi non fosse un problema condividere per quella notte la camera con una coppia di ragazzi francesi a cui hanno rubato cellulare e soldi a Rio de Janeiro (era andati furbamente a fare una passeggiata nelle Favelas). Esterrefatti che ci chiedano chi invitare nella loro casa, acconsentiamo senza pensarci tanto; vogliamo sfatare l’odio tra Francia e Italia.

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Vicente, Amanda e due ustionati

Stasera abbiamo deciso di cucinare noi. Un piatto semplice ma che soddisfa sempre tutti: la pasta all’amatriciana. Ma qui in Brasile dobbiamo ricrederci; la pasta non tanto bella a vedersi, il bacon al posto della pancetta e il parmigiano di un colore strano rendono la ricetta un po’ difficile da fare e le facce dei nostri ospitanti mentre la mangiano fanno capire che non piace proprio a tutti. Eppure noi ne avremmo mangiata un’altra piattata se ci fosse stata (P.S.: dopo aver provato il cibo brasiliano forse abbiamo capito qual era il loro problema). A fine pasto arrivano anche i due francesi: Remi lui, Audrey lei, entrambi 22enni che cercano di girare il mondo in un anno facendo solo autostop. Ora siamo in sei ed intorno ad un tavolo facciamo le ore piccole parlando un po’ inglese, un po’ spagnolo, un po’ portoghese e un po’ italiano e francese. Leonardo quindi passa metà del tempo annuendo e sorridendo, come si fa di solito quando non si capisce nemmeno una virgola. È l’ora di andare a letto, ma avendo i francesi vicini di materassino continuiamo a parlare di tutto e di più e tra noi s’instaura da subito un rapporto speciale, cosa che quando si è fuori casa accade spesso: dal non conoscersi affatto, in pochi minuti sembra già di essere amici da una vita. Intanto fuori, dopo la giornata più calda dell’estate (42°C), inizia a piovere come se non ci fosse un domani. È importante sapere che da queste parti il tempo cambia molto velocemente e una giornata senza mezza nuvola puo’ trasformarsi in pochi istanti, facendovi ritrovare nel bel mezzo di una tempesta tropicale senza preavviso!

 

Angra Dos Reis

La mattina dopo il sole ancora non si vede e regnano sovrane le nuvole nere che continuano a bagnare le strade. Salutiamo così, sotto la pioggia, i nostri compagni di camera che ripartono verso la vicina Ilha Grande. Vicente é già a lavoro, Amanda invece sta per uscire e, invece di sbatterci fuori di casa come credevamo, ci dà le chiavi di riserva come se fossimo lì da molto più tempo. Queste sono le cose più belle di tutte, la fiducia nel prossimo! Il tempo non vuole migliorare e arrendendoci all’idea di una giornata lungomare in totale relax decidiamo di passare il pomeriggio nel piccolo centro del paese. La leggenda narra che Angra dos Reis (si traduce in “Baia dei Re”), fu scoperta il 6 gennaio, per la Befana, o per come tanti sapranno il giorno in cui arrivarono i Re Magi da quel ragazzotto in fasce. Ecco chi sono i Re da cui prende il nome questo posto. A parte questo momento da SuperQuark, Angra ed il suo Centro nel complesso non hanno molto da offrire, quasi niente, quindi se non avete tanto tempo da perdere qui non importa proprio che vi fermiate. Rimane però un porticciolo molto comodo, sia per raggiungere la più famosa Ilha Grande, sia per rilassarsi come si deve tutto il giorno, magari in una spiaggia enorme e semi-deserta. Ecco, noi l’abbiamo scelta più per la seconda.

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Le statue in onore dei Re Magi

Un giorno nuovo comincia e oggi il sole c’è e si sente (38°C). Perfetto per una giornata lung’oceano. Dal centro di Angra si possono raggiungere moltissime spiagge, tante andando verso il nord (la strada per Rio de Janeiro per intenderci) e tante verso il sud (strada per Paraty); noi ci dirigiamo verso il basso e dall’autobus ci godiamo un po’ del panorama che speravamo di trovare sin da subito in Brasile: montagne verdissime a picco sul mare, baie abitate quasi esclusivamente da pescatori e spiagge dove godersi ogni attimo in silenzio.

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Stiamo lavorando per voi…

 

Migliori spiagge vicino Angra

Iniziamo da Praya Brava, ad una 40ina di minuti dal Centro, dove l’ônibus ci lascia a un minuto a piedi dalla spiaggia, davanti ad un cartello bello grosso che più o meno dice: “Norme di evacuazione da seguire in caso di emergenza”. Scopriremo poco dopo che a non moltissimi chilometri dalla spiaggia hanno costruito una Centrale Nucleare con vista oceano. Noi ormai il bagno ce l’eravamo fatto…speriamo che questo sesto dito della mano non sia niente. A parte questo la spiaggia è circondata da enormi montagne verdi e la sabbia è di un colore veramente particolare. Riguardo l’acqua del mare preferiamo non commentare. Appena appresa la notizia di cui sopra decidiamo di trovare qualcosa di più lontano; riprendiamo così il Bus dirigendoci nuovamente verso Sud per arrivare così a Mangaratiba (detta anche Praya do Coqueiro, ma non tutti lì sanno che si chiama anche così). Qui la situazione sembra meno nucleare e ancor più tranquilla di prima: abbiamo la spiaggia quasi tutta per noi. Passiamo qui altre due ore tra foto, libri e sole. Le due spiagge che abbiamo visitato sono lunghissime, non molto larghe, circondate da bellissimi paesaggi colorati di verde e con l’acqua del mare non delle migliori, ma per noi due che ancora non c’eravamo fermati un secondo è stata come una giornata nell’Eden. Dal paradiso però passiamo velocemente ad un cielo sempre più coperto di nuvole nere e minacciose, così decidiamo di tornare verso casa. Ci era stata consigliata anche Praya San Gonzalo, ma non abbiamo avuto il tempo materiale e la forza di visitarla; in fondo le spiagge sono tutte pressoché uguali. Ci è stato poi spiegato che quest’ultime sono deserte perché gli abitanti che le hanno tutti i giorni vicino casa non le frequentano quasi mai. Contenti loro…

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Spiagge giganti…

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…deserte e immerse nel verde…

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…e relax. E chi c’ammazza!

Tornati dai nostri ospitanti ci accorgiamo però di una cosa: stiamo brillando di luce propria. Rossi fuoco e con dolori dappertutto iniziamo a pensare a come poter dormire, ma soprattutto che domani non sarà molto divertente caricarsi 30 kg di zaini sulle spalle ustionate. Quindi quando andate in spiaggia in Brasile in piena estate ricordatevi di mettervi una crema solare con protezione minimo di 50 (la nostra 30 è stata utile come i pettini per i pelati) e di aspettare almeno tre ore dopo aver mangiato per fare il bagno.

 

L’isola più bella del Brasile

Non molto riposati (le bruciature su tutto il corpo ci impedivano di trovare una posizione comoda per dormire) siamo pronti a salutare i nostri fantastici host Vicente e Amanda, che sono addirittura così gentili da accompagnarci fino al porto; tra poco c’imbarcheremo per Ilha Grande, così da sfruttare al meglio il nostro soggiorno ad Angra. Per raggiungere l’isola ci sono vari modi. Dalle barche veloci (lanchas) per chi non vuole perdere tempo che partono ogni ora (costo a/r 70 reais, 18€; solo andata 40 reais, 10€) e giungono a destinazione in circa 30 minuti, al “traghetto” (barco) che impiega un’ora e mezzo per arrivare a destinazione, costa 15 reais (4€) e ha una sola corsa giornaliera (15:30 dal lunedì al venerdì e alle 13:30 il fine settimana). Indovinate un po’ noi quale abbiamo scelto? L’ora e mezzo passa abbastanza velocemente dato che si puo’ godere della vista sul continente e sulle tantissime isole; oltre ad Ilha Grande ce ne sono ben 364, una per ogni giorno dell’anno (se avete tanto tempo e proprio non avete nient’altro da fare…). Arrivati sulla seconda meraviglia dello Stato di Rio de Janeiro (così dicono i carioca) il tempo non fa sperare niente di buono ma con le spalle che chiedono pietà decidiamo di stabilirci temerariamente al campeggio Alfa Camping (30 reais a notte per persona (8€), con Wi-Fi funzionante, prese elettriche gratuite e cucina a disposizione) con la nostra tenda portata da casa (se non l’avete qui potete noleggiarla a 20 reais per notte). Montato il tutto e finalmente a nostro agio decidiamo di fare due passi per il pittoresco centro di Abraão. Abraão è il porticciolo dell’isola e tutte le barche turistiche dalla terra ferma possono arrivare solo fino a qua. Il paesino è formato sì e no da un centinaio di costruzioni tra case, ristoranti, alberghi, campeggi e negozi; quelli che vi salteranno subito all’occhio saranno però i negozi di tour. Eh sì, perché su Ilha Grande non esistono mezzi di trasporto (né pubblici né privati) e per visitare le spiagge più belle non si puo’ far altro che prenotare un tour in barca (o camminare dalle 3 alle 15 ore) con prezzi per niente bassi. Altra cosa importante è che qui non hanno bancomat e non tutti i negozi (la maggior parte sì) accettano le carte, quindi preparatevi prima di imbarcarvi. La prima impressione che abbiamo del posto non è di meraviglia, ma bensì non capiamo come un posticino così famoso, caratteristico e turistico possa essere allo stesso tempo anche così pieno di spazzatura, ovunque: vicino alle case, dietro i negozi, tra una strada e l’altra, lungomare. Si trovano anche semi-discariche a cielo aperto e dappertutto si puo’ percepire l’aria pesante di sporcizia. Uscendo dal mini paesino per fortuna è possibile dimenticarsene facilmente.

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Ci rivediamo presto Angra

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La spiaggia del centro è piú adatta per sorseggiare un aperitivo in uno dei numerosi chiringuitos che per un bagno, dato che le barchette private arrivano a pochi metri dal bagnasciuga. Così preferiamo incamminarci verso Praia Preta che dista poco meno di 20 minuti. Una spiaggia come tante altre, ma la caratterizzano dei macchioni neri che si trovano sulla sabbia; crediamo proprio che sia una specie di catrame che viene dalle imbarcazioni vicine. Bello no? Al ritorno incontriamo anche un serpente per niente piccolo e non sapendo come comportarci aspettiamo che se ne vada da solo (non prima di averlo immortalato in qualche foto). Prima di rientrare definitivamente in campeggio ci fermiamo a fare spesa in uno dei pochi supermercati di Abraão; stiamo per mettere le cose sul nastro trasportatore che ci sentiamo chiamare: sono i nostri amici autostoppisti francesi! Tra un discorso e l’altro decidiamo di prenotare insieme a loro un giro in barca per il giorno successivo. Un’uscita di coppia proprio per San Valentino. Che romantico…

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Aaah, come ci piace l’odore di mare

Il nostro campeggio ci offre la soluzione perfetta per conciliare piacere ed economia: 60 reais (15€) a testa per una visita di 8 ore circa a 3 spiagge diverse con una barca che può contenere fino a 100 persone. La soluzione alternativa per chi non ha problemi a mettere mano al portafoglio, al contrario di noi, puo’ essere il gommone veloce da 15 persone che per 120-140 reais (30-35€) a testa vi farà visitare ben 5 spiagge nella parte nord dell’isola o 3 spiagge nella parte sud (fornendo anche attrezzatura da snorkeling e un frigo per tenere al fresco le vostre bibite). Presi accordi per il giorno seguente salutiamo i nostri compagni d’avventura e terminiamo la serata in campeggio con una cena a base di minestrina in polvere (di quelle che butti in acqua e in 5 minuti sono pronte) che ci schifa alla vista ma stranamente ci soddisfa al gusto.

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Tour sull’isola

La mattina di San Valentino ci svegliamo di buon ora per il nostro giro in barca. Premettiamo che partiamo sempre con qualche pregiudizio quando decidiamo di fare queste gite giornaliere e almeno in parte abbiamo sempre ragione, ma venire su Ilha Grande una volta nella vita e non vedere le famose acque intorno ad Abraão sarebbe un po’ da fessi. La gente sulla barca è tanta e il tempo da trascorrere nell’acqua insieme ai pesci è molto meno di quello trascorso su di essa e quando arriviamo alla Lagoa Azul (per i brasiliani una delle acque più cristalline e piena di pesci che conoscano) sono così tante le imbarcazioni che si deve fare attenzione a non essere travolti dalle navi in arrivo, che si annunciano a “clacson” spianato. Ci divertiamo comunque a fare il bagno nell’acqua azzurra (ma non così trasparente come ci avevano fatto credere) fra i pesci (che sono veramente tanti ma tutti più o meno uguali), bellissime stelle marine e persone (le persone un po’ meno belle delle stelle). La seconda spiaggia, dove passiamo più tempo, è quella dove si trova il ristorante “ammafiato” con i tour (che noi barboni non avevamo prenotato, prediligendo i nostri panini home-made), ma è anche la migliore per fare un po’ di snorkeling vicino agli scogli mentre aspettiamo che la barca ci richiami a lei. L’ultima delle tre spiagge da visitare dovrebbe essere Praia Da Feiticiera ma non capiamo bene se ci portano veramente lì oppure in un’altra spiaggia, poiché la guida parla solo in portoghese veloce e ancora noi non siamo così esperti della lingua. Questa mancanza di traduzione ci tornerà utile in seguito, al momento di pagare, ma è meglio non dire altro. Appena scesi salutiamo per la seconda volta la coppia francese. Chissà, forse la ritroveremo da qualche altra parte. Un tour dell’isola è da fare sicuramente, e, sentendo vari pareri di altre persone, i migliori sono quelli che vanno nella parte sud, come alla Praia do Aventuriero o a Lopes Mendes (ovvero dove c’è oceano aperto), dato che come prevedevamo, il nostro ci ha lasciati un po’ delusi.

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Snorkeling

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Fisici da scalatori di posti a tavola

La sera del giorno degli innamorati festeggiamo nel più “romantico” dei modi; sulla spiaggia con due birrette e qualche pasteles, un “piatto” tipico brasiliano: pasta fritta (per pochissimo tempo) ripiena di cose dolci o salate. Se andate ad Ilha Grande non potete assolutamente perderveli, sono buonissimi (quelli banana e cioccolata una favola!), hanno un prezzo onestissimo (al contrario delle altre cose qui) e la signora che li prepara grazie alla sua friggitrice su ruote ha un sorriso così simpatico che vi verrà voglia di abbracciarla. Per concludere ancora più “romanticamente” la serata ci regaliamo due collanine ad uno dei tanti banchetti artigianali sulla passeggiata, entrambi con un sasso portafortuna: Pietra Lunare bianca per Fiammetta e Onice nera per Leonardo, due colori complementari, come il giorno e la notte. D’altronde la luce non esisterebbe senza il buio.

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Buon San Valentino

 

La stupenda spiaggia di Ilha Grande

Fidandosi dei tanti che avevano esplorato la parte sud dell’isola e informati per bene su come poterci arrivare, il giorno seguente al tour siamo pronti ad esplorare la bellissima spiaggia Lopes Mendes. Per raggiungerla potete prenotare una barca (40 reais a/r o 30 reais se l’andata o il ritorno la fate a piedi) oppure godervi una “passeggiata” immersi nella natura di Ilha Grande per circa 2 ore e 30, tra salite e discese più o meno ripide. Noi abbiamo preferito sudarcela e siamo convinti di aver scelto bene perché, anche se abbiamo faticato un bel po’, ci siamo potuti fermare a visitare altre spiagge nel percorso, abbiamo goduto di scorci mozzafiato su Abraão e sui dintorni e appena raggiunta la spiaggia di Lopes Mendes ce la siamo goduta ancora di più. La sabbia è bianchissima e camminandoci sopra emette un rumore veramente strano, lo spazio per riposarsi all’ombra sotto le palme non manca e l’acqua è una delle migliori che abbiamo visto per ora nel nostro viaggio. Inoltre, la spiaggia è molto grande e per niente affollata. Sicuramente se avessimo avuto altri giorni a disposizione saremmo tornati qui, in una delle spiagge più belle di tutta Ilha Grande secondo molti e, per quello che abbiamo potuto vedere, secondo noi. L’isola ha ancora molto da offrire, addirittura percorsi di trekking per raggiungere luoghi di montagna a quasi 1.500 metri. Ma non siamo qui in villeggiatura quindi, dopo una nottata di temporali, riprendiamo la nostra tenda molle e i nostri vestiti fradici e ripartiamo prima di poterla esplorare a fondo.

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Verso Lopes Mendes

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Direzione Paraty

Tornati ad Angra Dos Reis con il solito barco (il ritorno è alle 10:00 tutti i giorni della settimana) le nostre vacanze al mare brasiliano le completiamo con Paraty, una città a due ore di autobus da Angra che tutti ci hanno consigliato di vedere per le sue spiagge, i suoi posti particolari e, a quanto dicono, per il migliore Caipirinha del Brasile (qui infatti è proprio dove producono la cachaça, l’ingrediente principale del famoso cocktail). Come ci era stato detto il centro storico del paese è un vero e proprio gioiellino e ci piace fin da subito, anche se la pavimentazione in pietra, non fatta a regola d’arte, rende molto difficile godersi il paesaggio mentre si passeggia; meglio guardarsi i piedi per non rischiare di slogarsi le caviglie. Scopriremo poi che questo tipo di pavimentazione fa sì che in primavera, quando in Paraty piove veramente tanto, le vie si riempiano d’acqua, così da far sembrare le strade del paese una piscina gigante all’aperto e Paraty una piccola Venezia. Chiesti i vari prezzi ad alcuni ostelli non molto lontani dal centro decidiamo di alloggiare al Geko Hostel per 39 reais (9€) a notte per persona; l’ostello è carino, le camere spaziose e con aria condizionata, le persone che ci lavorano sono gentilissime e la colazione con buffet sulla spiaggia vale da sola il prezzo pagato per pernottare. Solo internet è un po’ latitante. Decidiamo di pernottarci solo due notti e, dato che il primo giorno non fa altro che piovere incessantemente, ci rimane solo un giorno intero per gustarci i posti vicini.

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La vivacissima ma impraticabile Paraty

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Per iniziare al meglio la giormata

Mentre sorseggiamo il nostro Caipirinha di benvenuto (era molto più buono quello di San Paolo) decidiamo di trascorrere il giorno che verrà a Trinidad, un paesino a pochi chilometri da Paraty, raggiungibile con l’ônibus. Qui, oltre a molte spiagge belle ci sono anche delle piccole cascate e una “piscina naturale” spettacolare e noi vogliamo vedere tutto. Arrivarci però non è così facile come sembrerebbe, gli autobus partono dal terminal rodoviario di Paraty circa ogni ora, ma i turisti che vogliono visitare Trinidad sono molto di più di quelli che trovano posto sul mezzo di trasporto. Inoltre, solo in questo autobus, non si può viaggiare in piedi e raggiunto il numero di posti a sedere gli altri rimasti a terra devono aspettare l’autobus seguente: un’ora come minimo. Noi con un po’ di sfacciataggine superiamo la fila e riusciamo a conquistare gli ultimi due posti liberi. Un ragazzo argentino (che aveva foto insieme alla leggenda Batigol, dato che vive nella sua stessa città) nostro vicino di bus ci spiegherà che questo avviene da quando a causa di un brutto incidente, avvenuto qualche mese prima proprio su questo autobus, diciassette persone (diciotto con il conducente) che erano in piedi sono morte in un tragico incidente. A questo punto Fiammetta cambia colorito e rinuncerebbe volentieri al suo tanto richiesto posto sul bus. Il viaggio fortunatamente trascorre senza intoppi e possiamo goderci un po’ di Trinidad. Dopo un bagno rinfrescante e una merenda prendiamo il sentiero che conduce alla Piscina Natural, un luogo magico e veramente unico (non abbiamo reperti fotografici perché qualcuno aveva scordato la macchina fotografica in ostello); acqua trasparente, tantissimi pesci e degli scogli che chiudono quasi del tutto l’area, rendendo così questa parte di oceano una “piscina naturale”. Qui facciamo un incontro inaspettato con delle ragazze cilene simpaticissime, María Luisa e Gianna, che avevamo già conosciuto al Carnevale di Rio de Janeiro. È veramente incredibile e strano come sia facile ritrovare persone conosciute settimane prima a centinaia e centinaia di chilometri di distanza (vedi anche i ragazzi francesi). Scopriamo così che dormono nell’ostello vicino al nostro e ci dilunghiamo in chiacchere, fino a che inizia nuovamente a rabbuiarsi il cielo che fino a pochi istanti prima era senza una nuvola, iniziando a sprizzolare (a Paraty questo succede quasi tutti i giorni e non è per niente divertente). Ci perdiamo così tutte le altre cose da fare in questo bel posticino. Fuggendo dal maltempo riusciamo però a guadagnare utili consigli per il Cile e forse anche un letto proprio lì. La pioggia aumenta sempre di più e la coda al famoso autobus del “soloseduti” sembra non aver fine; sono le 17:00 e secondo un veloce calcolo se tutto va bene potremo salire su quello delle 20:00. Con il maltempo che non ci pensa minimamente a diminuire rimane una sola cosa da fare e sorprendentemente Fiammetta sconfiggendo le sue paure propone di farla: la carona, o per gli amici italiani l’autostop. Siamo fortunati e dobbiamo aspettare “solamente” una mezz’oretta prima che Dênis ci carichi sulla sua macchina d’epoca insieme ad altre due persone. Tutti e tre ci restano subito simpatici anche se capiamo un quarto delle cose che dicono. Fortunatamente il nostro salvatore deve recarsi in un posto vicino al terminal rodoviario di Paraty, una scuola di Capoeira, la famosa danza brasiliana. Invitati da Dênis decidiamo, senza pensarci tanto, di andare a vedere dal vivo questa strana forma di “combattimento”. Applaudendolo e scambiandoci i contatti alla fine dello spettacolo lo salutiamo ringraziandolo ancora per il suo aiuto e ci dirigiamo per l’ultima notte al nostro ostello preferito. Ci godiamo così la nostra prima cena di pesce nel kiosco dove la mattina viene preparata con tanto amore la colazione. Tutto veramente buono e barato (= economico).

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In conclusione

Domani saluteremo l’acqua dell’oceano e quella che è caduta dal cielo per dare il benvenuto a una delle 7 meraviglie del mondo naturali che fa dell’acqua il suo punto forte. Ci aspettano dunque altre ore di autobus a due cifre che saranno però una passeggiata in confronto alle camicie sudate per comprare i biglietti con cui arriveremo alle cascate più famose del mondo. Ma questa è un’altra storia…

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